Cromosoma Y ed infertilità maschile

Dr. Giovanni Beretta Data pubblicazione: 15 gennaio 2019

Il cromosoma Y caratterizza la mappa cromosomica maschile e, insieme alla X, è il secondo cromosoma sessuale della mappa cromosomica umana. L’Y rappresenta quasi il 2 per cento del DNA totale presente nelle cellule. Normalmente, ogni persona ha una coppia di cromosomi sessuali in ogni cellula. Se sono presenti un X e un Y lo sviluppo avviene in senso maschile sia dei genitali che delle caratteristiche sessuali secondarie (barba, pomo di Adamo, distribuzione pilifera e distribuzione masse muscolari e adipose); se sono presenti due X lo sviluppo avviene in senso femminile sia per i genitali che per le caratteristiche secondarie.

 

Cromosoma Y ed infertilità maschile.

 

Introduzione

Il cromosoma Y caratterizza la mappa cromosomica maschile e, insieme alla X, è il secondo cromosoma sessuale della mappa cromosomica umana.

L’Y rappresenta quasi il 2 per cento del DNA totale presente nelle cellule.

Normalmente, ogni persona ha una coppia di cromosomi sessuali in ogni cellula. Se sono presenti un X e un Y lo sviluppo avviene in senso maschile sia dei genitali che delle caratteristiche sessuali secondarie (barba, pomo di Adamo, distribuzione pilifera e distribuzione masse muscolari e adipose); se sono presenti due X lo sviluppo avviene in senso femminile sia per i genitali che per le caratteristiche secondarie.

 

    

 

L’identificazione dei geni su ciascun cromosoma è ancora un settore della ricerca scientifica non conclusa e controversa; ma sembra che il gene SRY, uno dei 50 – 60 geni presenti nel cromosoma Y, sia responsabile per determinare la crescita e lo sviluppo di un feto con il sesso di un maschio.

Altri geni presenti su questo cromosoma sono importanti per la fertilità maschile.

Un cromosoma Y alterato può determinare infertilità interferendo con la produzione degli spermatozoi determinando una situazione clinica di azoospermia (assenza di spermatozoi nel liquido seminale) o di oligoastenoteratozoospermia (ridotto numero e/o produzione di spermatozoi anomali o con motilità ridotta).

 

    

 

Non sempre una modesta alterazione dei parametri dello sperma determina difficoltà al concepimento, in altri casi invece è necessario ricorrere alle tecniche di fecondazione assistita. In alcune situazioni cliniche più severe è possibile recuperare chirurgicamente gli spermatozoi direttamente dai testicoli.

Altre situazioni più gravi non consentono questo tipo di intervento perché i testicoli sono privi di cellule della linea seminale e si parla allora di Sindrome a sole cellule di Sertoli.

 

    

 

Un’alterazione genica del cromosoma Y può anche presentarsi senza altri segni o sintomi; a volte si può avere una ritenzione testicolare (criptorchidismo) oppure la presenza di testicoli più piccoli (ipogonadismo).

 

Incidenza

Un’infertilità più o meno importante o una sterilità dovuta al cromosoma Y si presenta in circa 1 ogni 2.000 - 3.000 maschi, senza alcuna distinzione tra i diversi gruppi etnici, e la si riscontra nel 5 - 10 per cento dei casi di azoospermia o di oligozoospermia grave (criptozoospermia).

 

Cause

Come già visto le persone normalmente hanno 46 cromosomi in ogni cellula; due dei questi cromosomi, chiamati X e Y, sono detti cromosomi sessuali: le femmine hanno due cromosomi X (46, XX), e i maschi hanno un cromosoma X e un cromosoma Y (46, XY).

 

    giovanniberetta_Cromosomi_sessuali

 

L’infertilità dovuta al cromosoma Y è causata solitamente da una delezione, cioè dalla mancanza di materiale genico nelle regioni A, B odel cromosoma Y, conosciuto come Fattore dell’Azoospermia (acronimo inglese: AZF). I geni di queste regioni sembrano essere fondamentali per ottenere alcune proteine che portano alla produzione e alla maturazione degli spermatozoi, l’attività specifica di queste proteine non è comunque ancora ben nota.

Le delezioni nelle regioni AZF del cromosoma Y possono interessare parecchi geni; il materiale genetico mancante probabilmente impedisce la produzione e la normale maturazione delle cellule della linea germinale e quindi può determinare così una grave dispermia.

 

   

 

Situazioni meno frequenti sono dovute alle modifiche che possono interessare un singolo gene, chiamato USP9Y, che è situato nella regione AZFA e questo può causare una sterilità oggi non risolvibile. Infatti il gene USP9Y fornisce le istruzioni per fare una proteina, denominata Ubiquitina 9 proteasi-specifica, e le delezioni del gene USP9Y impediscono la produzione di questa proteasi o determinano la presenza di una proteina più corta e non “funzionante”. L'assenza di questa proteasi-specifica non permette la produzione di spermatozoi e quindi si ha un’azoospermia.

 

     

 

Ereditarietà

Poiché le alterazioni genetiche del cromosoma Y impediscono di avere figli; questa circostanza si verifica solitamente come nuova delezione del cromosoma Y e si presenta in maschi che non hanno una storia famigliare ereditata di questo disordine genetico.

Quando un uomo con problemi sul cromosoma Y ha un figlio, anche utilizzando una tecnica di riproduzione assistita, è possibile che trasmetta la stessa condizione ai suoi figli maschi ma non alle femmine che hanno la fortuna di non ereditare il cromosoma Y.

 

Bibliografia

 

 

  • Mau Kai C, Juul A, McElreavey K, Ottesen AM, Garn ID, Main KM, Loft A, Jørgensen N, Skakkebaek NE, Andersen AN, Rajpert-De Meyts E. Sons conceived by assisted reproduction techniques inherit deletions in the azoospermia factor (AZF) region of the Y chromosome and the DAZ gene copy number. Hum Reprod. 2008 Jul;23(7):1669-78. doi: 10.1093/humrep/den124. Epub 2008 Apr 25.

 

  • Silber SJ, Disteche CM. Y Chromosome Infertility. 2002 Oct 31 [updated 2012 Oct 18]. In: Pagon RA, Adam MP, Ardinger HH, Wallace SE, Amemiya A, Bean LJH, Bird TD, Ledbetter N, Mefford HC, Smith RJH, Stephens K, editors. GeneReviews® [Internet]. Seattle (WA): University of Washington, Seattle; 1993-2017. Available from http://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK1339/

 

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

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