La nitroglicerina in gel come nuova terapia nei deficit dell’erezione.

Questo messaggio ci viene trasmesso da un nuovo lavoro, condotto da due ricercatori, il britannico Adrian Davis della Limeway Pharma di Dorking nel Surrey e l’olandese Yacov Reisman del Dipartimento di Urologia dell’Amstelland Hospital di Amstelveen, e ora pubblicato sull’ International Journal of Impotence Research.

 

Un deficit dell’erezione viene oggi definito come l’incapacità di iniziare e/o mantenere un’erezione che permetta di avere un regolare rapporto sessuale penetrativo; è un problema sessuale molto frequente, soprattutto nei maschi che hanno superato i cinquant’anni.

 

Oggi abbiamo molte strategie terapeutiche a disposizione e ora si aggiungerebbe anche questa diversa soluzione che offrirebbe apparentemente all'uomo, con un problema erettivo, una "reazione" più rapida e sembrerebbe garantire una risposta più facile e spontanea; in pratica viene proposto l'utilizzo di un gel che contiene del gliceril-trinitrato, sostanza meglio conosciuta come nitroglicerina.

 

Il gliceril-trinitrato verrebbe somministrato sulla superficie del glande, utilizzando una formulazione topica particolare, cioè un gel prodotto con una nuova tecnologia sperimentale, chiamata DermaSys®.

Questo gel sembra essere capace di penetrare le fasce anatomiche che circondano il pene, arrivare a livello della muscolatura liscia del corpo spongioso e dei corpi cavernosi, penetrare nelle cellule endoteliali del pene e qui scatenare la liberazione di ossido nitrico, gas che ha un ruolo chiave nell'aumentare l’arrivo di sangue nei corpi cavernosi e quindi determinare una valida rigidità.

 

Questo studio farmacologico preliminare, in sostanza, ci indicherebbe che questa strategia, che utilizza trinitroglicerina in gel, applicata sul glande, è capace di determinare miglioramenti significativi nella risposta erettile rispetto ad un medesimo gel ma senza farmaco attivo, cioè un placebo.

Il prodotto sarebbe risultato ben tollerato in 1003 uomini, che l’hanno già utilizzato, e si sarebbero riscontrati solo 21 casi di cefalea, cioè di mal di testa.

 

Queste notizie ci indicano forse la comparsa di una nuova e valida prospettiva terapeutica nei deficit erettivi, che sembra ben tollerata a livello locale, con risposte cliniche rapide e con meno controindicazioni ed effetti collaterali rispetto agli attuali inibitori della fosfodiesterasi di tipo V ancora considerati, oggi, le pietre miliari nella terapia della disfunzioni erettili.

 

Fonte:

https://www.nature.com/articles/s41443-019-0227-7

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