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Vaccini Covid-19 a mRNA e fertilità maschile

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 27 giugno 2021

I due vaccini contro il Covid–19 a mRNA (Moderna e Pfizer) non alterano i parametri del liquido seminale. A queste conclusioni sembra essere arrivato uno studio preliminare prospettico, condotto da alcuni ricercatori del Dipartimento di Urologia dell’Università di Miami ed ora pubblicato sul Journal of the American Medical Association (JAMA).

Lo studio su vaccino anti Covid-19 e fertilità

Uno dei motivi che più di frequente hanno fatto esitare i maschi nordamericani a farsi vaccinare sembrerebbe essere proprio il rischio di un potenziale effetto negativo sulla loro fertilità causato dal vaccino.

Vaccino mRNA: studio sulla fertilità maschile

In questo studio sono stati esclusi i maschi con sospetti sintomi da Covid-19 o con un risultato positivo del test, fatto almeno 90 giorni prima; con queste modalità sono stati alla fine selezionati 45 volontari, con un’età media di 28 anni; i partecipanti allo studio hanno quindi fornito un campione di sperma prima di ricevere la prima dose di vaccino e circa 70-75 giorni dopo la seconda.

Le analisi del liquido seminale sono state eseguite seguendo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, indicate nel 2010, e hanno incluso, come parametri, il volume dello sperma, la concentrazione di spermatozoi, la loro motilità.

8 uomini sono risultati già oligozoospermici prima della vaccinazione e tali sono rimasti dopo aver ricevuto le due dosi di vaccino anche se 7 di loro hanno aumentato, in termini statisticamente non significativi, il numero dei loro spermatozoi.

Anche per gli altri volontari i parametri dello sperma, prima e dopo le due dosi di uno dei vaccini ad mRNA contro il Covid-19, non hanno avuto alcuna significativa e patologica diminuzione.

Quanto influiscono il Covid-19 e il vaccino mRNA sulla fertilità?

Si parte dalla considerazione che i vaccini utilizzati contengono solo mRNA e non parti del virus o il virus vivo ed attenuato: questa caratteristica renderebbe molto improbabile che la vaccinazione possa influenzare negativamente la fertilità di un uomo come invece può succedere se si è colpiti direttamente dal virus SARS-CoV-2.

Detto ciò possiamo considerare qui anche i limiti di questo studio clinico che sono il relativo piccolo numero di uomini considerato, il breve follow-up e soprattutto la mancanza di un gruppo di controllo. Infine dobbiamo sempre ricordare che l'analisi dello sperma è sicuramente un parametro fondamentale per studiare la fertilità, ma è non sempre indica la reale situazione clinica di un uomo e di una coppia.

 

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Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

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