Tra i numerosi danni della cocaina ci sono anche quelli che la droga provoca alla zona dalla quale la polvere bianca viene assunta: il naso. “Sniffare” causa danni spesso molti gravi come la perdita dell'olfatto, raucedine, sangue dal naso. Le conseguenze peggiori però sono alla mucosa del setto nasale e in generale dell'apparato otorinolaringoiatrico che viene eroso dalla cocaina che distrugge le cellule. Così i pazienti dipendenti da cocaina lamentano infiammazioni ed infezioni perché il naso è scoperto dalla sua protezione da virus, batteri e altri agenti esterni. La morte delle cellule provoca quindi la fine della rigenerazione delle stesse e un effetto a catena di danni che arriva fino al palato e alle ossa del cranio.

Nel caso di una droga ad assunzione per inalazione come la cocaina va incontro ad una serie di patologie a carico del naso che si manifestano molto presto: chi assume la droga attraverso il naso provoca danni che possono anche essere esteticamente più visibili rispetto a chi la prende per via orale. La polvere bianca, infatti, intacca le mucose interne del naso distruggendole.

Il processo porta alla creazione, fin dalle prime assunzioni, di croste secche, giallognole che tendono ad infettarsi. La morte di numerose cellule all’interno del naso a causa dell’uso della cocaina comporta una carente – se non assente – rigenerazione con la conseguente cumulazione dei danni fino alla creazione di vere e proprie perforazioni con collasso o afflosciamento del setto nasale. A volte i danni di questo tipo intaccano anche bocca e ossa del cranio, altre volte si assiste pure al collasso del palato. Nei prossimi paragrafi analizzeremo i primi e inevitabili step che una persona dipendente da cocaina incontrerà.

 

Il naso tappato per uso di cocaina

La cocaina è uno dei motivi per cui spesso si è costretti a rivolgersi al medico otorinolaringoiatra per una ricostruzione dei tessuti andati persi. Congestione nasale persistente, difficoltà delle alte vie respiratorie, presenza costante di croste nasali con lesioni e perdite di sangue dalle narici: questi i segnali che rendono evidenti al medico il fatto che il paziente fa uso di cocaina. La mucosa dei pazienti dipendenti di cocaina si altera degenerando nella formazione di croste nasali o necrosi. Un mix di sangue e muco causa la congestione nasale. Le croste sono secche, giallastre e maleodoranti.

Si parla di rinite crostosa quando lo stato di infiammazione diventa cronico. Tale situazione è una delle prime che si manifesta, pochi mesi dopo l'inizio dell'utilizzo abituale di cocaina e può degenerare fino a danneggiare il setto nasale, perforandolo (con sintomi tipici come un suono simile ad un fischio durante la respirazione e la perdita di sangue).

 

Il buco nel naso per l'uso di cocaina

Affinché si manifestino danni al setto nasale come la perforazione possono bastare anche pochi mesi. Dipende dalla frequenza con cui si fa uso della droga: in alcuni consumatori possono servire anni, in altri il lasso di tempo è decisamente più ridotto. Le mucose nasali in chi fa uso di cocaina si corrodono e si creano delle ulcere finché la cartilagine che separa le due fosse nasali – il setto nasale, appunto – viene perforato.

 

La ricostruzione del naso per gli assuntori di cocaina

Smettere di drogarsi, altrimenti qualsiasi cura alla mucosa risulterà inutile.

Danni alla mucosa si può intervenire con il laser ambulatoriale che permette la rimozione della mucosa morta (lasciando intatta quella rimasta sana) e delle croste del naso. In questo modo viene ripristinata la funzione dei turbinati. Un intervento che viene eseguito senza dolore e senza tamponi con un veloce recupero della respirazione nasale.

L'abuso di cocaina uccide le cellule della mucosa che non riescono più a riprodursi. Per questo, dopo aver rimosso questa parte di mucosa ormai morta, il medico può utilizzare cellule staminali per ripristinare la funzione del naso. In ambito otorinolaringoiatrico del resto l'utilizzo più promettente delle staminali è stato ottenuto nel trattamento di sindromi ostruttive nasali e riniti crostose. Proprio quelle che sono causate dalla cocaina.

Culle staminali ottenute dal tessuto adiposo e i biomateriali di sintesi quali collagene o acido ialuronico.

L'innesto della miscela rigenerativa viene eseguito per via endoscopica nasale con microaghi che raggiungono tutte le sottosedi nasali ed i compartimenti dei turbinati da riparare. Lo stesso vale per il trattamento della perforazione del setto nasale. Unica differenza: la miscela Prp viene somministrata sotto forma di una sottile membrana. Questa tecnica ha dimostrato una grande efficacia nei processi di rigenerazione della mucosa.

Le cellule staminali si ottengono da un semplice prelievo di sangue venoso periferico poi trattato e centrifugato: un processo che arricchisce la concentrazione di sostanza rigenerativa. Non si tratta di un'intervento doloroso o invasivo. Non si avverte dolore, né ci sono sanguinamenti successivi. Per questo non servono tamponi nasali né punti di sutura. L'intervento avviene in ambulatorio con trattamenti di day-hospital.

Non ci sono effetti collaterali. Inoltre vengono stimolati i processi riparativi, la ricrescita dei tessuti danneggiati e la loro rivascolarizzazione.

 

La cura più importante: smettere di assumere cocaina

Perdita dell’olfatto, problemi di deglutizione, raucedine, irritazione del setto nasale che potrebbe tradursi in un’infiammazione cronica caratterizzata da naso che cola, fino ad arrivare alla necrosi (morte) della mucosa del setto nasale e disfunzione dei turbinati. Ognuna di queste patologie ha una sua cura specifica che tuttavia non ha efficacia se non si esce dal tunnel della droga.

 

Bibliografia

  • Mucocutaneous manifestations of cocaine abuse: a review. - Moreno-Artero E., Querol-Cisneros E., Rodríguez-Garijo N., Tomás-Velázquez A., Antoñanzas J., Secundino F., Pilar Gil-Sánchez M., España A. 2018
  • Care of the Cocaine User with Nasal Deformity. - Walker A., Joshi A., D'Souza A. 2017