ToxoplasmosiLa toxoplasmosi è una malattia infettiva causata dal Toxoplasma gondii, un protozoo che può avere forma congenita e infettare ll'embrione e il feto, oppure forma acquisita e infettare uomini e animali adulti.

Il toxoplasma, scoperto nel 1908, è un microorganismo unicellulare di forma ovale, che conferisce immunità mediante gli anticorpi che si sviluppano a seguito dell'infezione.

Il parassita ha tre forme: trofozoiti, che invadono tutte le cellule, cisti, presenti nei muscoli, nel miocardio e in altri organi, le quali trasmettono l'infezione, e oocisti, che si trovano solamente nei gatti, vengono eliminate con le feci e sono infettanti per molto tempo.

 

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Il toxoplasma può trovarsi in mammiferi, rettili e uccelli e la malattia è molto diffusa; la maggior parte degli individui può averla contratta senza accorgersene perché ha già gli anticorpi. Il 15% della carne di agnello e il 30% di quella di maiale contengono cisti.

ARGOMENTI TRATTATI 

 

La malattia umana è stata scoperta nel 1937 e si sviluppa in tre fasi:

  • Stadio acuto, con moltiplicazione del parassita in tutti i tessuti dell'ospite,  può essere più o meno breve, con o senza sintomi.
  • Stadio subacuto, in cui si sviluppano gli anticorpi e scompare il parassita da tutti gli organi tranne che dal sistema nervoso e dalla retina, con conseguenti sintomi neurologici e oculari.
  • Lo stadio cronico, con piccole cisti nel tessuto nervoso, nella retina, nei muscoli, nel miocardio, periodo in cui ci si sente bene e in salute a meno che non avvenga la rottura di una cisti.

Cause

Il toxoplasma nei tessuti si trova sotto forma di cisti oppure isolato. L'infezione può essere asintomatica, come nel topo, oppure avere forme gravi o mortali, ad esempio nel cane, con lo sviluppo della colite emorragica, o nel gatto, con la broncopolmonite.

Il contagio con l'uomo avviene attraverso gli animali, in particolare le feci del gatto contengono una forma molto resistente all'esterno chiamata oocisti. Un'altra modalità d'infezione è l'ingestione di carne poco cotta, in particolare di maiale. Il toxoplasma si può trasmettere anche attraverso la placenta da donne che si sono infettate durante la gravidanza, nel caso abbiano un'infezione acuta in circolo, oppure un'infezione cronica latente asintomatica; ne segue l'aborto oppure gravi malformazioni al feto. La trasmissione avviene anche con le trasfusioni e i trapianti.

I toxoplasmi ingeriti come oocisti o cisti invadono le cellule intestinali ed entrano nel circolo sanguigno e linfatico occupando tutto l'organismo. Il sistema immunitario agisce distruggendo i trofozoiti, che scompaiono lasciando le cisti nelle quali i toxoplasmi sopravvivono per sempre nell'ospite, rendendolo immune.

Sintomi

La maggior parte delle infezioni è asintomatica. Si può avere malessere, febbre, ingrossamento dei linfonodi e del fegato, infiammazione della retina e debolezza. Nei pazienti immunodepressi, con neoplasie o terapie immunodepressive in corso, può provocare una rara malattia fulminante che nella maggior parte dei casi comporta una seria compromissione cerebrale.

La malattia si manifesta in caso di deficit del sistema immunitario oppure nel feto e nel neonato, i quali non hanno ancora sviluppato immunità.

Il decorso dell'infezione avviene in tre stadi. La fase acuta dura circa due settimane: il parassita si diffonde nel sangue e nei tessuti, nel sistema nervoso, polmoni e cuore. La fase subacuta, durante la quale il toxoplasma continua a moltiplicarsi nelle cellule neuronali e nell'occhio; in questa fase l'organismo sviluppa anticorpi e acquisisce lo stato immunitario. La fase cronica, con la formazione di cisti nel sistema nervoso centrale e nei muscoli striati senza lesioni e senza sintomatologia.

Le forme cliniche possono essere congenite, con acquisizione da parte del feto oppure durante il parto. Nel caso d'infezione in utero, il feto sviluppa calcificazioni cerebrali, idrocefalo, turbe neurologiche e altri tipi di gravi alterazioni. In caso d'infezione durante il parto, ci sono lesioni a carico di fegato, cuore, intestino e polmoni.

Le forme acquisite, sono per la maggior parte silenti, cioè decorrono con sintomi lievi come malessere, febbre bassa, debolezza e gonfiore dei linfonodi, che durano molte settimane. Le forme più gravi possono causare polmonite, problemi al miocardio o sindromi diarroiche.

Il contagio avviene attraverso escrementi e secrezioni animali e le mucose rappresentano la via d'ingresso del germe (congiuntiva, vagina, mucosa nasale e orale). La madre contagiata durante la gravidanza anche in forma asintomatica, infetta il feto attraverso la placenta, in forma grave e spesso mortale. Il nascituro potrà sviluppare patologie mentali, con epilessia e ritardo medio - grave, oppure sordità e corioretinite.

La maggior parte dei casi di corioretinite è causata dalla toxoplasmosi contratta in gravidanza. I sintomi sono dolore agli occhi e lacrimazione, sensibilità alla luce e problemi di vista. La malattia può comparire anche dopo molti anni, oppure può riattivarsi più volte, provocando danni sempre più gravi alla retina, fino ad arrivare alla cecità completa.

L'INFEZIONE ACUTA SI VEDE SOLAMENTE CON LE ANALISI DEL SANGUE

Diagnosi

La diagnosi è molto difficile perché altre malattie infettive hanno sintomi simili. L'infezione acuta si vede solamente con le analisi del sangue, isolando il toxoplasma. E' opportuno misurare gli anticorpi in ogni donna all'inizio della gravidanza, per vedere se è stata infettata in passato oppure no, perché se l'infezione si sviluppa per la prima volta durante la gravidanza, c'è un alto rischio di contagiare il bambino.

Nel caso in cui la madre abbia già contratto l'infezione, sia lei che il feto sono immunizzati e non corrono pericoli. Vi sono alcuni test che si fanno alle donne in gravidanza, basati su screening di diversi livelli, per confermare e datare l'infezione; in casi di forte sospetto si ricorre alla biopsia o al prelievo di liquido cerebrospinale, per cercare di isolare il toxoplasma ed evidenziarlo mediante coltura o con anticorpi. La TAC evidenzia eventuali lesioni neurologiche.

 

Cos'è il toxo test?

 

Il toxo test è un esame specifico che consiste in un prelievo sanguigno che determina la presenza o meno di due immunoglobuline prodotte dall'infezione (IgG e IgM).

In caso di positività delle IgG e negatività delle IgM, la gestante risulta immune, quindi non sarà più necessario ripetere l’esame. In caso di negatività delle IgG, vuol dire che la gestante non è venuta in contatto con l’infezione e sarà opportuno ripetere il dosaggio del Toxotest IgG e IgM ogni mese fino al parto. 

Nel caso d'infezione e di parto regolare, il bambino va controllato in un centro specializzato per almeno i primi due anni di vita, perché possono sopraggiungere danni cerebrali e cecità in qualunque momento. Anche in età adulta, come già detto in precedenza, vi è un'esposizione maggiore a gravi malattie degli occhi.

Il toxo test classifica i soggetti in tre categorie: immuni, ricettivi e infetti. Quelli immuni hanno già sviluppato gli anticorpi, pertanto non potranno più contrarre la malattia; nel caso di donne incinte in questo caso non esiste alcun pericolo, non ci sono precauzioni da prendere né terapie da fare.

Gli individui ricettivi, sono quelli più a rischio, perché non hanno mai avuto l'infezione e potrebbero contrarla in qualunque momento, non avendo sviluppato le difese immunitarie; le donne che intendono avere figli e si trovano in questa categoria, devono eseguire vari test e profilassi prima e durante la gravidanza. Le persone infette, hanno la malattia in corso, con sintomi oppure senza; le potenziali mamme devono aspettare che passi del tutto per poter risultare immuni e quindi non più a rischio.

COME PREVENIRE IL CONTAGIO

Prevenzione

L'unica prevenzione consiste nell'evitare di contagiarsi, perché non esiste vaccino e non c'è modo di uccidere gli organismi dentro le cisti. Per eliminare il parassita dalla carne da mangiare bisogna cuocerla a temperature superiori a 70 gradi o congelarla ad almeno 20 gradi sotto zero. Gatti, topi e uccelli sono il veicolo più pericoloso di contagio, le cisti nelle feci dei gatti rimangono infettanti per moltissimo tempo. Insetti e scarafaggi possono veicolare l'infezione. La patologia rimane inosservata nella maggior parte dei casi e l'infezione asintomatica dura tutta la vita, a meno che non si rompano delle cisti o ci sia una depressione del sistema immunitario.

[Da Leggere: Toxoplasmosi e gravidanza

La trasmissione con alimenti avviene mangiando carne poco cotta e insaccati, oppure toccando con le mani contaminate cibi e oggetti: il toxoplasma non si assorbe dalla pelle integra, quindi si propaga facilmente con il contatto. Anche gli utensili possono trasmettere il protozoo, ad esempio coltelli o taglieri con cui è stata lavorata della carne cruda infetta. Le mani vanno sempre lavate e disinfettate dopo aver maneggiato carni crude.

Gli animali più pericolosi sono i gatti, perché se sono infetti non hanno nessun sintomo evidente e nelle feci lasciano grandi quantità di oocisti che rimangono contagiose per settimane. I germi rimangono nella lettiera e si propagano ovunque il gatto vada, con grande rischio di contagio in molteplici maniere: è opportuno pulire quindi la lettiera con guanti e lavarsi sempre le mani in caso di contatto con gatti che potrebbero essere veicoli di infezione.

Attenzione anche a frutta e verdura, acqua, terreno e qualunque cosa possa essere stata contaminata da feci di gatti randagi o di altri animali, come topi o uccelli. L'infezione si trasmette anche tramite sangue infetto, con trasfusioni, trapianti di organi o operazioni chirurgiche.

Per ridurre al minimo i rischi di contagio da cibi bisogna cuocere molto bene la carne, meglio ancora sarebbe congelarla per qualche giorno prima di mangiarla, lavare con estrema cura mani e utensili che ne sono stati in contatto.

Lavare mani, verdura, frutta con acqua e qualche goccia di amuchina, non bere mai da bicchieri o contenitori che non siano igienicamente più che sicuri e a rischio di contatto con gatti: l'infezione si può trasmettere anche bevendo dove poco prima ha bevuto un animale contagiato.Cambiare la lettiera tutti i giorni e In caso di giardino, toccare e lavorare la terra solamente indossando dei guanti e dopo lavarsi comunque bene le mani.

QUANDO LA PROGNOSI E' GRAVE?

Cura e terapie

La prognosi è variabile e grave solamente nelle forme neurologiche e neonatali; la terapia si basa su antibiotici e tetracicline; nessun farmaco è in grado di colpire i parassiti quiescenti allo stato di cisti. Devono essere trattati solo pazienti con sintomi evidenti importanti, come corio retinite, danni gravi agli organi interni e donne in gravidanza.

La terapia consiste in antibiotici, spiramicina, o sulfamidici, sulfadiazina, associati a pirimetamina o clindamicina. La cura per le donne incinte è variabile secondo il periodo di gravidanza ed è volta a ridurre al minimo il rischio d'infezione congenita, tentando di bloccare lo sviluppo del parassita.

Bisogna intervenire con estrema cura e combinazioni di antibiotici specifici, per evitare malformazioni e danni gravi al feto. E' fortemente consigliabile eseguire l'amniocentesi e analisi ecografiche mirate alla ricerca di fattori indicatori del contagio. Ai neonati infetti si somministrano terapie variabili per almeno 12 mesi e anche in caso d'immunodepressione il trattamento va proseguito fino alla completa scomparsa di ogni sintomo.

Conclusioni

La Toxoplasmosi è molto diffusa e in genere non ci si accorge di averla perché l'organismo la neutralizza da solo senza bisogno di cure. Si sviluppano dei sintomi solamente in caso di sistema immunitario compromesso ed è pericolosa in gravidanza, perché può provocare gravi danni gravi al feto, fino alla morte.

Se si utilizzano le comuni norme igieniche, si cuociono adeguatamente i cibi e ci si lavano bene le mani dopo aver toccato terreni con possibile presenza di feci di animali, i rischi di contagio sono ridotti al minimo. Particolare attenzione va riservata ai gatti, perché sono molto contagiosi, e alla carne cruda, che contiene molto spesso cisti infette. Infine è molto importante l’esecuzione del test di screening (Toxotest IgG IgM) in epoca preconcezionale oppure all’inizio della gravidanza.

Revisione scientifica

Foto di Marcello Sergio Dr. Marcello Sergio specializzato in » Ginecologia e ostetricia

Articolo pubblicato il 09/10/2013

 

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