Queste sono le terapie andrologiche, non invasive, oggi a nostra disposizione e più utilizzate per migliorare il controllo in presenza di una eiaculazione precoce.

 

a) Tecnica dello “stop and start”

In prima battuta provare, da soli, in ambiente tranquillo e rilassato, tramite manipolazione dei propri genitali, ad arrivare vicini all’orgasmo e fermarsi; ripetere due o tre volte questa stimolazione cercando di capire il punto di non ritorno ed imparare a controllarlo. Diventati sicuri della tecnica appresa si può provare a fare lo stesso gioco sessuale coinvolgendo anche la propria partner.

 

b) Esercizi di Kegel

Questo è un metodo, inizialmente proposto dall’urologo Kegel per rafforzare la muscolatura del pavimento pelvico, in particolare il muscolo pubococcigeo, e contrastare così un problema d’incontinenza urinaria ma è stato poi riproposto per imparare a meglio controllare le contrazioni involontarie, sempre della muscolatura della regione pelvica, coinvolta nell’evento eiaculatorio. In estrema sintesi si praticano esercizi fisici che portano a contrarre e rilasciare il muscolo pubococcigeo da 10 a 15 volte, questo deve essere fatto anche alla fine di ogni minzione.

 

c) Metodo della compressione del pene

Semplice manovra che prevede, quando si è vicini a raggiungere l’orgasmo, la compressione della base e della punta del pene rallentando così l’arrivo di sangue all’asta e determinando anche una riduzione della stimolazione del pene; prima si fa da soli e poi lo si propone, come gioco, anche alla propria partner.

 

d) Metodo della respirazione profonda

Questa strategia costituisce quasi una forma particolare di meditazione. In ambiente tranquillo si cerca di praticare una inspirazione profonda e completa per cinque secondi, trattenere il respiro per tre secondi e poi buttare fuori l’aria lentamente sempre in circa cinque secondi; ripetere questa “manovra” per qualche minuto; anche questo metodo, presentato come gioco, può essere praticato insieme al proprio partner, e tende a ridurre le tensioni reciproche e a costruire una più intima relazione reciproca.

 

e) Tecniche tantriche

Queste procedure sono più complesse e puntano sulla “meditazione generale” rispetto alle energie coinvolte nella nostra attività sessuale.  Con queste procedure non bisogna concentrarsi sul piacere fisico e sessuale che si sta provando ma, quando si arriva al punto “cruciale”, bisogna fermarsi ed interrompere qualsiasi stimolazione, contrarre il muscolo pubococcigeo e tenere il mento sul petto per impedire che le energie coinvolte raggiungano livelli più alti. Queste manovre dovranno essere ripetute finché non si raggiunge un buon controllo.

 

f) Utilizzo di creme, spray, preservativi con anestetici

Questi dispositivi possono, in alcuni casi, migliorare i tempi e fermare un’eiaculazione incombente. Generalmente il farmaco utilizzato è la benzocaina, un anestetico locale non pesante ed utilizzato anche per praticare alcuni interventi chirurgici non complessi in anestesia locale; può determinare un leggero “torpore”, blocca così parzialmente i recettori somato sensitivi, implicati nello scatenare il riflesso eiaculatorio ma non toglie il piacere provato al momento dell'orgasmo che ha invece un’importante componente viscero-viscerale e psicologica.

 

g) Terapie farmacologiche

Oggi esistono numerosi farmaci a disposizione dell’andrologo, in particolare gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, l’ultima nata e l’unica che ha comunque questa indicazione precisa è la Dapoxetina, sono farmaci ad azione centrale che inibiscono la risposta acuta all’eiaculazione. Meno frequente è invece l’uso di alfa-litici che hanno invece un’azione periferica sulla muscolatura che si contrare al momento dell’orgasmo.

 

 

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