Una delle parti anatomiche che nei consulti di DermoVenereologia è costantemente ricorrente, riguarda proprio il prepuzio, ovvero la pelle genitale che ricopre il glande.

Anche in Medicitalia.it da sempre questo termine è fra i più ricercati e partecipati (anche dal sottoscritto in qualità di Venereologo; eccone un esempio: http://www.medicitalia.it/02it/risultati-google.asp?q=prepuzio).

Spesso, anzi spessissimo, ci troviamo innanzi a patologie che possono interessare questa particolare area cutanea, l'unica in apparente "esubero" rispetto a tutto il resto del tegumento corporeo:

 

Ma cos'è in realtà il prepuzio?

Il prepuzio è un foglietto muco-cutaneo molto particolare: composto nella sua lamina esterna da epitelio cheratinizzato, si trasforma via via in semi-mucosa a livello dell'orefizio cutaneo, fino a divenire una vera e propria mucosa nella porzione interna.

Fra le due porzioni è presente uno spazio adipo-fibro-connettivo-mesenchimale, molto importante e molto interessante dal punto di vista anatomo-funzionale, essendo questa, una fra le regioni più lasse della pelle, ma allo stesso tempo, elastiche e vascolarizzate, nonchè riccamente sensibili alla percerzione termico-tattile.

Il prepuzio sarebbe in origine totalmente libero di scorrere sul glande, se non fosse per un'appendice particolare localizzata in corrispondenza della porzione ventrale della lamina interna (il frenulo o filetto) la quale presente nell'uomo come ancestrale retaggio - consente agli animali la pronta retrazione inversa (lo scorrimento in chiusura) al termine dell'accoppiamento.

A cosa serve?

Come abbiamo appena detto, il prepuzio permane, allo stato fisiologico, in continua copertura del glande, scoprendo lo stesso solo durante il rapporto sessuale: quest'ultimo è in teoria il motivo della propria esistenza.

Difatti, il prepuzio, consente alla mucosa del glande, di rimanere coperta e quindi di non trasformarsi in modo metaplastico, svilluppando integralmente l'ultimo strato dell'epidermide, ovvero lo strato corneo: non corneificandosi quindi, questa mucosa mantiene una sensibilità particolare, che consente la percezione delle sensazioni sessuali gratificanti e quindi tese alla procreazione (questo riferendosi soprattutto all'accoppiamento degli animali e non entrando nelle mille ulteriori sfumature neuro-psico-sensoriali del rapporto sessuale del genere umano sicuramente più evoluto).

Purtoppo, accade che anche questa parte del corpo maschile può ammalarsi o essere sede di lesioni infettive, infiammatorie croniche o neoplastiche melanocitarie e non.

Un altro capitolo importante delle alterazioni percettive, è proprio a carico del cosiddetto "glande ipersensibile" che spesso ha in una carente conoscenza del proprio organo genitale una delle cause primitive, mentre diverse sono quelle secondarie (prima fra tutte, la fimosi serrata o non del prepuzio, la quale rende maggiormente o smodatamente sensibile il glande al contatto).

La domanda che sorge spontanea, dopo tutto questo, potrebbe quindi essere: vale veramente la pena quindi di mantenere questa "buffa" appendice cutanea, legata al glande solo da un filetto di pelle e stranamente esuberante?

La mia risposta, da dermovenereologo è sempre la stessa: SI.

Anzitutto e ragionevolmente, se siamo fatti così ci sarà sempre un motivo evoluzionistico che vale sempre la pena di mantenere; in secundis è opportuno rilevare che la funzione del prepuzio è comunque importante.

Solo quando esistono condizioni patologiche che possono in qualche modo inficiare la salute dell'uomo è necessario valutare - caso per caso - cosa sia meglio fare:

Molto spesso difatti e lo dico senza alcuna volontà critica, da dermochirurgo genitale e dermatologo, mi sono trovato innanzi a pazienti con circoncisioni totali, effettuate anche in età matura, che causavano forte disagio (o peggio che non risolvevano il problema clinico iniziale) quando era invece potenzialmente possibile, effettuare ablazioni settoriali, circoncisioni parziali o solamente una frenuloplastica per risolvere o migliorare da subito una patologia.

In conclusione pertanto è lecito presupporre che questa parte del corpo maschile vada protetta e vadano affrontate le eventuali patologie insorgenti, in modo analitico, avendo sempre ben presente che questa porzione cutanea fa parte integrante di noi (maschietti).