Sei incinta! Il test mostra chiaramente due linee, e già ti vedi alle prese con tutine, pappe e biberon. Emozionatissima, vai con il tuo compagno alla visita medica. L’ecografia non è ben chiara, l’apparecchio è vecchio, si vede solo la camera gestazionale, ma non ancora l’embrione. Il medico ti richiede l’esame delle beta HCG. Arriva il risultato e lo comunichi al ginecologo. Il responso è poco allettante “beta basse, ripetiamo l’esame e vediamo cosa succede”.

Lo sconforto è notevole: prima pensavi alla cullina, e poi non sai se davvero arriverà il bambino che desideri, e che già iniziavi ad immaginare. Ma prima di entrare nel panico, leggi questo mini-articolo, forse non tutto è perduto.

La prima cosa che devi sapere è che il betaHCG è l’ormone della gravidanza, prodotto dalla placenta. Il dosaggio andrebbe eseguito solo in casi selezionati, ad esempio quando si sospetta una gravidanza extrauterina. Infatti, in questa situazione, le beta sono superiori a 1000-1500 U/L, ma in utero non si visualizza una camera gestazionale. Negli altri casi, l’esecuzione a tutti delle beta crea solo confusione ed ansia, spesso immotivata.

Beta basse, ma cosa vuol dire?

Praticamente niente. Le beta sono in relazione con la massa placentare, ed è chiaro che in una gravidanza iniziale saranno basse, ma poi aumentano nel tempo.

Quanto devono aumentare?

Le beta, nella gravidanza inziale, raddoppiano ogni 24-48 ore, con andamento esponenziale. Le beta si dosano a giorni alterni. Infatti, dosarle ad intervalli più lunghi, ad esempio dopo una settimana, le rende difficili da interpretare. Nella gravidanza più avanzata la regola del raddoppio ogni due giorni non viene necessariamente rispettata, ad esempio tra 60.000 e 90.000 il raddoppio non c’è, ma non vuol dire che la gravidanza non sia in evoluzione.

Le beta sono xxx, a che settimana sono?

L’epoca gestazionale si calcola a partire dall’ultima mestruazione, meglio ancora se si è eseguito un test di gravidanza in corrispondenza della scandenza mestruale (4 settimane di amenorrea). La datazione viene confermata sulla base dei dati ecografici, le beta non hanno alcun valore nel datare la gravidanza. Non bisogna, infatti, guardare i valori di riferimento per epoca gestazionale, che i laboratori forniscono (il range è molto ampio).

Il ginecologo mi ha detto che ho abortito, ma ho ripetuto le beta e sono in aumento

Come detto in precedenza, le beta sono prodotte dalla placenta, pertanto anche in caso di aborto si possono osservare valori stabili oppure in rialzo (ma non in raddoppio ogni due giorni).

A cosa serve il dosaggio delle beta?

Praticamente a niente, se il ginecologo ha a disposizione un ecografo con sonda transvaginale. Negli altri casi, ci si può rivolgere ad una struttura dotata del suddetto apparecchio.

Come posso capire allora come sta andando la gravidanza?

Eseguendo una ecografia transvaginale.
I quadri ecografici della gravidanza iniziale sono:
intorno a 4 settimane di amenorrea: comparsa della camera gestazionale, l’embrione non è stato ancora visualizzato.
Intorno a 5 settimane: comparsa del sacco vitellino, un annesso dell’embrione
Intorno a 6 settimane: comparsa dell’embrione, il battito deve essere sempre visualizzato se la lunghezza dell’embrione è uguale o superiore a 5mm
Dalla comparsa della camera gestazionale a quella di embrione con battito passano mediamente 10 giorni.
E’ chiaro che i suddetti quadri possono essere “anticipati” oppure “in ritardo”, a seconda della data dell’ovulazione.

Quali sono i criteri ecografici per fare diagnosi di aborto?

Come da linee guida SIEOG : camera gestazionale anembrionata delle dimensioni medie di 20mm. Embrione di lunghezza pari o superiore a 5mm con attività cardiaca assente. Quadro ecografico invariato in due controlli eseguiti a distanza di 7 giorni.
In tutti i casi dubbi, infatti, è bene ripetere un’ecografia dopo una settimana.

In conclusione: la diagnosi di aborto è soprattutto ecografica, le beta hanno un valore molto relativo.
Per qualche approfondimento visita il mio sito: http://www.medicinafetale-aouc.it/aborto.htm