Mutazione Fattore V Leiden e aborti precoci: possibile correlazione?
Buongiorno, sono una donna di 37 anni senza particolari problemi di salute.
Specifico che mi è stata riscontrata una riserva ovarica bassa per la mia età (a fine 2023, e quindi a 35 anni, l’AMH era a 0, 8).
Dallo scorso anno io e il mio compagno cerchiamo una gravidanza.
A gennaio 2025 dopo soli due mesi di tentativi sono rimasta incinta, ma purtroppo di trattava di una extrauterina, risoltasi spontaneamente e senza alcun intervento nell’arco di un mese e mezzo circa.
La mia ginecologa mi ha consigliato di aspettare almeno 3 mesi dall’azzeramento delle beta per riprovarci, e così abbiamo fatto.
Ad agosto 2025, dopo un solo tentativo, ero di nuovo incinta, e l’embrione era correttamente impiantato in utero.
Ho fatto un’ecografia alla 7+0 e si vedeva il battito regolare.
Dopo circa 15 giorni sono andata in ospedale insospettita da una piccolissima macchietta di sangue chiaro, e lì la doccia fredda: il battito non c’era e la crescita dell’embrione si era arrestata da due settimane circa.
In seguito io e il mio compagno abbiamo fatto l’analisi del cariotipo, risultato normale per entrambi.
Su indicazione della ginecologa io ho controllato anche il Fattore II della coagulazione e la mutazione del Fattore V di Leiden, e sono risultata positiva a quest’ultima mutazione in eterozigosi.
Non è stato fatto il controllo della mutazione MTHFR, che so essere abbastanza frequente.
Altri valori, come anticorpi antifosfolipidi e profilo coagulativo, sono risultati nella norma.
Sia la ginecologa che il genetista ci hanno detto che è molto improbabile che la mutazione del Fattore V di Leiden possa causare aborti nella settima/ottava settimana, perchè questa mutazione porta eventuali problemi a partire dal secondo trimestre con lo sviluppo della placenta.
Leggo peró opinioni discordanti sull’argomento, e Vi chiedo quindi se effettivamente la mutazione possa aver avuto un’incidenza nel mio recente aborto e anche, eventualmente, nella mia precedente gravidanza extrauterina.
Vi ringrazio per l’attenzione
Specifico che mi è stata riscontrata una riserva ovarica bassa per la mia età (a fine 2023, e quindi a 35 anni, l’AMH era a 0, 8).
Dallo scorso anno io e il mio compagno cerchiamo una gravidanza.
A gennaio 2025 dopo soli due mesi di tentativi sono rimasta incinta, ma purtroppo di trattava di una extrauterina, risoltasi spontaneamente e senza alcun intervento nell’arco di un mese e mezzo circa.
La mia ginecologa mi ha consigliato di aspettare almeno 3 mesi dall’azzeramento delle beta per riprovarci, e così abbiamo fatto.
Ad agosto 2025, dopo un solo tentativo, ero di nuovo incinta, e l’embrione era correttamente impiantato in utero.
Ho fatto un’ecografia alla 7+0 e si vedeva il battito regolare.
Dopo circa 15 giorni sono andata in ospedale insospettita da una piccolissima macchietta di sangue chiaro, e lì la doccia fredda: il battito non c’era e la crescita dell’embrione si era arrestata da due settimane circa.
In seguito io e il mio compagno abbiamo fatto l’analisi del cariotipo, risultato normale per entrambi.
Su indicazione della ginecologa io ho controllato anche il Fattore II della coagulazione e la mutazione del Fattore V di Leiden, e sono risultata positiva a quest’ultima mutazione in eterozigosi.
Non è stato fatto il controllo della mutazione MTHFR, che so essere abbastanza frequente.
Altri valori, come anticorpi antifosfolipidi e profilo coagulativo, sono risultati nella norma.
Sia la ginecologa che il genetista ci hanno detto che è molto improbabile che la mutazione del Fattore V di Leiden possa causare aborti nella settima/ottava settimana, perchè questa mutazione porta eventuali problemi a partire dal secondo trimestre con lo sviluppo della placenta.
Leggo peró opinioni discordanti sull’argomento, e Vi chiedo quindi se effettivamente la mutazione possa aver avuto un’incidenza nel mio recente aborto e anche, eventualmente, nella mia precedente gravidanza extrauterina.
Vi ringrazio per l’attenzione
La maggior parte degli studi che ho esaminato recentemente per una situazione identica di una mia paziente , non dimostra una chiara associazione tra abortività precoce e Fattore V di LEIDEN , nel primo trimestre
In eterozigosi il rischio trombotico è moderatamente aumentato ,molto più rilevante in OMOZIGOSI.
Saluti
In eterozigosi il rischio trombotico è moderatamente aumentato ,molto più rilevante in OMOZIGOSI.
Saluti
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.
BARI
Utente
Gentile Dottore, la ringrazio per il suo riscontro. Secondo Lei sarebbe opportuno effettuare analisi ulteriori rispetto a quelle che ho già fatto? So che è impossibile controllare tutto e che si rischia di entrare in un vortice infinito di controlli ed esami che portano a volte inutile stress, ma le due esperienze degli scorsi mesi mi hanno provata sia fisicamente che, soprattutto, emotivamente, e vorrei fare tutto ció che è in mio potere per evitare un altro esito infausto, anche se capisco che non tutto è nelle nostre mani, purtroppo..
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 194 visite dal 02/01/2026.
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