Nell'ambito del 15° World Congress on Human Reproduction tenutosi a Venezia sono stati presentati i risultati della prima indagine sulla contraccezione d'emergenza (d'ora in avanti "CE") che ha coinvolto 7mila donne in cinque paesi europei.

Oltre 1200 le italiane intervistate. Tre italiane su dieci tra i 16 e i 45 anni hanno avuto rapporti sessuali a rischio di gravidanza indesiderata. Circa il 45% pensa che la CE abbia un effetto abortivo e il 34% ne ignora il meccanismo.

Nell'ambito dello scenario italiano, tutte le donne reclutate hanno dichiarato di non gradire una gravidanza, tanto che il 78% utilizzava già un metodo contraccettivo, ma circa il 30% delle donne si è trovata a dover gestire un rapporto che le ha esposte alla possibilità di rimanere incinte. Perchè?

Le cause più frequenti: sospensione del normale sistema contraccettivo (45% del campione), rottura o cattivo uso del preservativo (41%), fino alla dimenticanza dei sistemi contraccettivi quale pillola, anello vaginale, cerotto (26%).

Come hanno reagito le donne: l'80% delle donne non è ricorsa alla CE, sulla quale è invece hanno puntato due donne su dieci. Il 43% delle donne ha dimostrato di non essere consapevole dei rischi ai quali si è esposta.

Su queste decisioni ha giocato un ruolo importante l'incertezza su come ottenere la prescrizione o procurarsi il farmaco (35%), paura di una futura infertilità o di utilizzare un metodo troppo aggressivo (27%).

Dopo l'assunzione della CE il 61% delle italiane ha iniziato a prestare maggiore attenzione all'assunzione o all'uso del proprio contraccettivo (61%), il 22% si è rivolta al proprio medico per approfondire l'argomento e il 18% ha cambiato metodo contraccettivo. 

La contraccezione di emergenza sembra dunque un'occasione di educazione alla salute sessuale quando viene prescritta con adeguata informazione.

Voglio mettere in risalto il ruolo del ginecologo in queste situazioni quale interlocutore di riferimento, di favorire l'accesso alle donne di uno strumento di prevenzione che da un lato non le esponga ad una eventuale interruzione volontaria di gravidanza e dall'altro le faccia riflettere sulla utilità della contraccezione.