Il Dry Eye è una malattia complessa che nasconde subdolamente le cause del suo manifestarsi. Ma se paziente e medico sanno instaurare un’alleanza terapeutica, sanno “lavorare” insieme possono trovare la soluzione ai problemi anche più gravi. Esistono molte strategie terapeutiche che vanno individuate in maniera sempre personalizzata per ciascun paziente in base alla storia del malato e alla severità della malattia. Le strategie di conservazione delle lacrime prodotte includono diversi approcci: occlusione dei puntini lacrimali, occhiali a camera umida, lenti a contatto terapeutiche, procedure para-chirurgiche, la luce pulsata, i laser, la radio frequenza. 

OCCLUSIONE DEI PUNTINI LACRIMALI: i PUNCTUM PLUGS

Il razionale che sta alla base dell'occlusione dei puntini lacrimali è l'inibizione del drenaggio lacrimale al fine di trattenere le lacrime sulla superficie oculare il più a lungo possibile. L'occlusione può essere ottenuta mediante tappi in collagene, silicone, gelatina, colla di cianoacrilato, oppure mediante cauterizzazione o laser.

 

SOSTITUTI LACRIMALI BIOLOGICI
E' stato dimostrato che favoriscono maggiormente il mantenimento della morfologia e la proliferazione delle cellule epiteliali corneali umane rispetto ai sostituti lacrimali artificiali. Il siero autologo contiene in particolare una serie di fattori anti-infiammatori che potenzialmente inibiscono i mediatori solubili della cascata infiammatoria che si realizza a livello della superficie oculare nella sindrome da disfunzione lacrimale.

 

TERAPIA ANTI-INFIAMMATORIA MIRATA

 Le armi principali nell'ambito della terapia anti-infiammatoria per l'occhio secco sono i corticosteroidi topici, le tetracicline e, novità della ricerca più recente, l'IKERVIS la ciclosporina in collirio (Santen).

Sono effettuati vari approcci, che possono essere classificati in 3 gruppi:

  • I secretogoghi: stimolano la secrezione della componente mucosa del film lacrimale da parte delle cellule mucipare caliciformi congiuntivali.
  • Immunomodulatori: includono ciclosporina (Ikervis collirio Santen), corticosteroidi topici, tetracicline pervia orale.
  • Ormoni: questo tipo di trattamento agisce su una delle cause scatenanti la ridotta produzione lacrimale e sembra essere la più interessante perché l'interazione tra ormoni e superficie oculare è molto complessa. Numerosi trattamenti ormonali sono oggi praticabili con buona efficacia.

 

 

 

FILM LACRIMALE

L'approccio diagnostico prevede la raccolta della storia clinica completa, la somministrazione al pazienti di questionari sui sintomi di malattia, i test diagnostici e la valutazione clinica oftalmologica. Questo approccio permette di stabilire la categoria di occhio secco e la gravità della malattia.
La sempre maggiore consapevolezza del fatto che la sindrome da disfunzione lacrimale è una patologia infiammatoria progressiva dovrebbe incoraggiare clinici e ricercatori ad occuparsi in maniera esaustiva del problema cercando di sviluppare terapie sempre più mirate e personalizzate rispetto al quadro di ogni singolo paziente.

 

PROBING - SQUEEZE 

Il PROBING o carotaggio consiste nella la pulizia delle ghiandole di Meibomio con un’apposita cannula. E' un trattamento ambulatoriale non invasivo che si pratica con una sola goccia di collirio anestetico e risolve efficacemente la disfunzione delle ghiandole Meibomio.

Lo SQUEEZE invece e'; a spremitura delle palpebre che permette la fuoriuscita del sebum, composto da cera e colesterolo dai dotti bloccati delle Ghiandole di Meibomio.

 

LIPIFLOW  

E’ uno strumento che ha rivoluzionato il trattamento dell'occhio secco causato da Meibomiti e che migliora immediatamente non solo i sintomi, ma risolve quasi sempre la patologia. Il Lipiflow agevola l’apertura e la pulizia dei dotti e permette a queste ghiandole di riprendere la produzione naturale di lipidi (oli) necessari per evitare l'evaporazione del film lacrimale. Questo avviene senza danneggiare le ghiandole o le delicate strutture dell'occhio. Il trattamento dura pochi minuti, è ben tollerato e non doloroso, inoltre non richiede tempi di inattività o di recupero. I pazienti possono tornare a casa subito dopo la procedura. Gli effetti continuano poi a migliorare per diversi mesi o anche per un anno. In genere basta una seduta per un anno o due.

 

E EYE la LUCE PULSATA (IRPL)

 

E EYE: La nuovissima IRPL (Intense Regulated Pulsed Light).

Questo dispositivo crea un nuovo tipo di luce pulsata policromatica che stimola le ghiandole del Meibomio a riprendere il loro normale funzionamento.

Il meccanismo di azione si basa sul trasferimento di calore, che ammorbidisce e facilita la fuoriuscita del meibum e riduce la trombosi del sistema vascolare adiacente alle ghiandole di Meibomio.

Il trattamento é semplice, indolore e la seduta dura pochi minuti. Il paziente si accomoda su di un lettino con la testa sollevata di 30 gradi. Una mascherina di metallo viene appoggiata sugli occhi per protezione e del GEL viene spalmato sulle palpebre.

Una serie di 5 flash vengono applicati intorno alla palpebra inferiore, in sequenza, dal canto interno (parte vicino al naso) al canto esterno (parte vicino alla tempia). Lo stesso procedimento viene seguito anche per l'altro occhio.

 

 

LUIGI MARINO MD PhD

Direttore Scientifico

CIOS 

Centro Italiano Occhio Secco

profluigimarino@gmail.com