Capita a volte di fare davvero tanta fatica nel raggiungimento dei nostri obiettivi, di sentire di procedere ad intermittenza come se avessimo un piede sull'acceleratore e l'altro sul freno. Procedere in questo modo ci appesantisce e spesso finiamo con il rinunciare. Diamo la colpa agli ostacoli esterni, alle situazioni avverse, alla fortuna, agli altri. Siamo pronti ad inventarcele davvero tutte pur di non fermarci e costatare la nostra dose di responsabilità. Ci sembra strano, anzi assurdo, credere che proprio noi che desideriamo tanto riuscire in una determinata impresa, in qualche modo siamo implicati nel suo fallimento. Ma come può essere possibile?

In psicologia li chiamiamo "sabotatori interni", si tratta di una o più credenze che finiscono con i'autolimitarci. Ai miei pazienti dico di immaginare il sabotatore come un vero e proprio "freno a mano". Esso funziona convincendoci che è inutile provare una determinata impresa perchè "tanto andrà tutto male", che non ce la faremo, o ancora che non lo meritiamo, non siamo capaci ecc. In tal mdo succhia le nostre energia e la fiducia in noi stessi.

Spesso ci viene trasmesso in famiglia o è la conclusione che ricaviamo da una serie di esperienze più o meno negative. Ma la cosa che più vi stupirà è che assolve un importante compito: serve per proteggerci!

Se è vero che a volte abbiamo paura di fallire, abbiamo altrettanta paura di aver successo!Il successo spesso è associato ad un cambiamento che ci terrorizza e che vogliamo evitare: diventare grandi, lasciar andare i nostri genitori, perdere le cure di qualcuno, mollare il ruolo che abbiamo sempre svolto, abbandonare un'idea rassicurante di noi stessi e altro ancora.

Tutti noi abbiamo di queste paure e tutti noi abbiamo a che fare con un sabotatore interno. Il punto è quanto spazio gli lasciamo. Diventare consapevoli di tutto ciò, eventualmente con l'aiuto di uno psicologo, è il primo passo verso il cambiamento.

E voi ci avete mai pensato?quali sono i vostri comportamenti autosabotanti??