Utente 582XXX
Ho 55 anni alto mt 1,70 peso 83 kg,sedentario da sempre dall'età di 20 anni in cui comunciai ad effettuare le prime analisi del sangue scoprii di avere la glicemia a 110; poi a 30 anni a 120, a 40 intorno a 130 e a 52 intorno a 135.
Al dicembre 2008 la glicemia glicata che negli anni è stata sempre nella norma era intorno a 6,5.
Sempre dall'età di 20 anni e fino acirca 5 anni addietro peso intorno a 77 Kg( da 5 anni ad oggie sempre intorno a 82/83 Kg) il val0re dei grassi è stato pressocchè il seguente: colesterolo tot 230- hdl 35- trigliceridi 250:il medico di famiglia già a quell'epoca parlava di dislipidemia di tipo IV secondo Frederichson; tutti gli altri esami di routine nei valori di laboratorio.
Consiglio dei medici ai vari controlli( annuali negli ultimi dieci anni):movimento e perdita di peso.
Pur consapevole dei rischi, a ciò non sono mai riuscito perchè sono un buon mangiatore soprattutto di pane e pasta e bevo circa 1/2 litro di vino al giorno.
Devo precisare che negli anni passati la glicemia, pur mangiando in modo abbondante, dopo otto ore dal pasto scendeva ai valori sopra riferiti,
Da poco più di un anno,ho notato invece che se mangio molto la sera o se mangio molto il giorno e salto la cena nonostante trascorrano più di dodici ore la glicemia con il misuratore famigliare si atteta intorno a 160 e anche 170. Ultimamente anche se mangio normalmente con l'apparecchietto misura non meno di 140 e in laboratorio ( dopo 12 ore) intorno a 157.
A dicembre 2008, siccome sentivo uno strano bruciore agli arti inferiori sono andato dal diabetologo il quale dopo una visita ha escluso potesse trattarsi di neuropatia diabetica e mi ha fatto autocontrollare la glicemia a due ore dopo il pasto per tre volte nel corso di una settimana: i valori sono stai rispettivamente 170( avevo mangiato un bel pò con vino) 117 ( avevo mangiato diciamo normale senza vino ) e 115( avevo mangiato anche questa volta in modo che oserei definire " civile" e senza vino).Ciò stante il diabetologo ha escluso la necessità di prendere farmaci e di mangiare in modo quali-quantitativamente correto anche allo scopo di perdere peso.
Purtroppo è più facile a dirsi che a farsi. Il medico di famiglia mi suggerisce, stante la mia incapacità a fare la dieta di prendere ad ogni pasto una compressa di glucobay.
Devo precisare che da due anni prendo sequacor da 5 mg perchè ad un controllo cardiologico venne fuori che avevo un 90 batiti cardieco al minuto e la pressione 90/145.
Per il resto faccio controlli cardiologici annuali da circa 10 anni con ecocolordoppler e fin sembra che non vi siano danni evidenti salvo un lieve rigurgito aortico e un lieve rigurgito mitralico che sono stati rilevati all'eco fatto a luglio scorso e mai rilevati per il passato.
Chiedo scusa per il lungo scritto e gradirei conoscere cosa è meglio fare anche perchè comincio ad aver paura di un accidente cardivascolare.

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[#1] dopo  
Dr. Mario Manunta
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Gentile Signore, l'atteggiamento avuto dal Collega Diabetologo rientra nella cosiddetta "inerzia terapeutica", atteggiamento questo che tutti i Diabetologi aderenti alle due più grosse Società Scientifiche (AMD e SID) cercano di combattere in tutti i modi. Le linee guida che sono internazionali e non regionali, cittadine o a dir peggio, "condominiali", parlano chiaro: in una condizione come quella da lei descritta si deve agire su più fronti. Farmacologicamente (metformina se non controindicata), e variazione dello stile di vita (alimentazione adeguata e attività fisica).
Tutto il resto è folklore"!
La prescrizione dell'acarbose (glucobay) va bene, ma da sola non riuscirà a controllare una situazione che di per se, come storia naturale, va peggiorando nel tempo.
La invito a pensarci su; le conoscenze mediche e i presidi terapeutici di cui disponiamo oggi, possono evitare una condizione devastante che può essere quella del diabete conclamato.
La sua difficoltà a seguire un'alimentazione controllata e non sbilanciata a favore dei carboidrati è probabilmente da imputare ad una presumibile condizione di iperinsulinismo, quindi non è solo colpa della sua volontà, ma ha un fondamento biochimico controllabile.
Consulti un diabetologo che sia "meno prudente", e intervenga appena possibile.
In attesa di sue nuove notizie, le invio i miei più Cordiali Saluti.

P.S. una controllata alla funzione tiroidea la terrei in conto.
[#2] dopo  
58272

dal 2016
Gentile dottore, La ringrazio per la cortese risposta; gli esami tiroidei li ho fatti circa un anno fa ed erano nella norma.Lei ha parlato dell' uso della metformina se non controindicata. Le chiedo di conoscere in generale i casi in cui detto farmaco non va utilizzato.
La ringrazio in attesa di una Sua risposta
[#3] dopo  
Dr. Mario Manunta
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La metformina è un farmaco sintetizzato più di 50 anni fa, largamente utilizzato per gli effetti terapeutici e gli scarsi e non gravi effetti collaterali, nella maggior parte dei casi limitata ai primi tempi di somministrazione, per cui è bene titolarla, cioè
assunta in dosi incrementali.
Questo gli è valso un posto di primo piano nell'algoritmo terapeutico validato dagli esperti.
I casi in cui non deve essere utilizzata la metformina sono l'I.R.C. con una clearance della creatinina inferiore a 60 ml/min, anche se in letteratura si ritrovano lavori scientifici con il suo utilizzo fino a clearance della creatinina ben inferiori, e nell'Insufficienza respiratoria.
Le invio un link che troverà interessante.
Molto Cordialmente

http://www.progettodiabete.org/indice_ie1000.html?news/ras_2007/r2007_026.html

[#4] dopo  
58272

dal 2016
Gentile dottore, La ringrazio per la gentile risposta.
Dal momento che anche sul sito "medici italia" ho letto opinioni discordanti sugli effetti collaterali del metformina, volevo chiederle cosa pensa dei farmaci di cui si parla in questi ultimi tempi per il trattamento del diabete, ( incretino mimetici) e se hanno meno effeti collaterali rispetto alla metformina
La ringrazio
[#5] dopo  
Dr. Mario Manunta
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Gentile Signore, l’opinione è, per definizione, un’idea che una persona ha in merito a qualcosa. Sulla metformina c'è molto poco da opinare e molto più da conoscere.
Gli effetti collaterali possono presentarsi, come per tutti i farmaci. Quelli della metformina sono si, fastidiosi, ma non gravi, e spesso limitati ai primi tempi di somministrazione. Gli intolleranti a questo principio attivo si stima essere intorno al 4% della popolazione mondiale, ma la maggior parte delle persone li accusano perchè non è stata prescritta loro, nel modo più corretto; vale a dire titolandola gradualmente, come riportato dalle linee guida.
Gli incretino mimetici e i DPP-4 inibitori, sono già il futuro della terapia antidiabetica, proprio per il loro meccanismo d'azione fisiologico e i ridottissimi effetti collaterali. Exenatide (per via iniettiva) ha gli stessi effetti collaterali della metformina, anche se più accentuati; per la Liraglutide stiamo aspettando l'immissione in commercio per Maggio 2010, il sitagliptin e il vildagliptin (per via orale) non hanno effetti collaterali particolarmente frequenti e sono, in termini di efficacia sorprendenti. Vengono usati anche in associazione con la metformina sfruttandone gli effetti sinergici positivi.
Concludo ricordando che la parola stessa "farmaco" deriva dal greco "phàrmacon" cioè veleno; la bravura del medico sta nel valutare, al momento della prescrizione, il rapporto "costo/beneficio".
Cordialmente