Utente 118XXX
Gentili Dottori,
vorrei chiedere qualche chiarimento in merito alla toxoplasmosi contratta in gravidanza.
In particolare, non mi è molto chiaro l’approccio migliore da tenere verso il consumo di verdura cruda e frutta.
In molti casi sento dire che è buona regola lavare molto bene entrambe, alcuni specificano con Amuchina o bicarbonato.
Da più parti però ho letto che né l’amuchina né il bicarbonato hanno la proprietà di eliminare il parassita qual ora fosse presente nell’alimento al momento del lavaggio, ma che di fatto è l’azione meccanica ( il fatto di lavare sotto il getto d’acqua corrente più volte e con particolare attenzione) ad essere efficace.
Inoltre, alcuni ginecologi consigliano addirittura di evitarne il consumo durante tutta la gravidanza… dove sta la verità?

Una richiesta un po’ più specifica: per chi non risulta essere immune la prassi è di effettuare gli esami di rito una volta la mese, ma qual è in effetti il tempo di incubazione del parassita nel sangue?
Se, per ipotesi, dovessi infettarmi qualche giorno dopo aver eseguito l’esame mensile che nel frattempo è risultato negativo la tempistica di un mese è adeguata o, in caso di dubbio sarebbe meglio anticipare l’esame seguente a due settimane per poter permettere una cura farmacologica più precoce e quindi più efficace ? Ad un mese di distanza non potrebbero già essersi verificati danni importanti?

Grazie mille per l’attenzione
[#1] dopo  
Dr. Vassilis Martiadis
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Gentile utente,
spesso molti ginecologi sconsigliano il consumo di verdure crude. La frutta può essere consumata priva di buccia. In realtà per la frutta la contaminazione potrebbe derivare dal contatto con verdura contaminata e non perchè le spore del parassita si trovino direttamente sulla frutta. Bisogna inoltre usare precauzioni (guanti) quando si sta a contatto con il terreno (giardinaggio).
Per il resto segua le indicazioni del suo ginecologo.
cordiali saluti