Utente 291XXX

Mio marito è diabetico di tipo 2 e monorene da oltre 20 anni.

Per tutto questo tempo è riuscito con l'aiuto di metmorfina e repaglinide a tenere la glicemia nella norma e soprattutto a tenere ad un buon livello l'emoglobina glicosilata.

Ora però in seguito ad un controllo casuale ha scoperto di avere l'emoglobina di 3 punti superiore al limite massimo ed facendo lo stick giornaliero ha notato che i picchi glicemici sono "sballati".

Il suo medico gli ha aumentato le dosi di metmorfina ma sostiene che dovrebbe iniziare la cura a base di insulina. Non è mai stato, nonostante le ramanzine familiari , attento quanto avrebbe dovuto all'alimentazione e l'attività fisica è sempre stata inesistente. Ciò nonostante non ha mai avuto problemi collegabili a diabete (retinopatie o piede diabetico).

Non ci sono soluzioni alternative all'insulina? Ora sta seguendo una dieta simile a quella che seguì all'esordio della malattia ma sembra non fargli nulla.

Vorrei sapere se concretamente quali sono le conseguenze che potrebbero derivare da una terapia insulinica: so che potrò sembrarle esagerato ma volevo sapere quali sono le aspettative di vita e la qualità della stessa anche in questo caso.
grazie.

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Dr. Carlo Benedetto De Palo
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Ci sono certo alcune soluzioni alternative, anche se introdotte recentemente nella terapia abituale del tipo 2. L'aggiunta dell'insulina tuttavia resta quella più affidabile specie in caso di complicanze renali se esistono come mi pare di intuire.