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Microcalcificazioni al seno

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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2010

    Microcalcificazioni al seno

    Gentili dottori,
    chiedo ancora una volta il vostro aiuto. Ho un problema che mi angoscia e mi fa presagire un futuro incerto e doloroso.
    Mi sono sottoposta a mammografia l'otto luglio Due giorni addietro il medico radiologo senologo mi ha invitata a fare delle lastre di approfondimento prima di consegnarmi il seguente referto:

    Nulla da rilevare a sinistra.

    A destra, in sede para-areolare supero-esterna a media profondità, nel contesto di un'ampia area (circa 33 x 10 mm) si rilevano numerosi raggruppamenti microcalcifici a morfologia radiologica a bassa predittività positiva (cioè a basso rischio di patologia eteroplasica): in mancanza di precedenti mammografici per un confronto, a scopo prudenziale, si richiede consulenza del Medico Radiologo Interventista per eventuali ulteriori accertamenti diagnostici.

    Gli ulteriori accertamenti saranno, probabilmente, ecografia e biopsia mediante mammotome.

    Gentili dottori, potete darmi, in merito, qualche delucidazione e qualche consiglio?
    Ci sono circostanze o eventi della vita che possono causare le microcalcificazioni?
    Vi ringrazio già da ora e spero in una vostra risposta.




  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 8837 Medico specialista in: Chirurgia generale
    Oncologia medica

    Perfezionato in:
    Senologia

    Risponde dal
    2005
    Purtroppo si tratta di un referto che non dice nulla così come trascritto., anche se lascia intendere un giudizio una ipotesi diagnostica non preoccupante >>raggruppamenti microcalcifici a morfologia radiologica a bassa predittività positiva (cioè a basso rischio di patologia eteroplasica>>

    In una mammografia "trasparente" le calcificazioni essendo sostenute da deposito di sali di calcio (fosfati, carbonati, ossalati ecc) sono di facile rilievo soprattutto con la strumentazione moderna.

    Esse tuttavia sono talvolta difficili da interpretare (il cosiddetto valore predittivo positivo in alcune casistiche è di appena il 10 %)e la difficoltà di interpretazione aumenta in rapporto alla evoluzione tecnologica che permette di vederne sempre di più e sempre più piccole.

    Sembra quindi più opportuno parlare di calcificazioni, definendole di volta in volta "benigne", "dubbie" e di "tipo maligno" .

    Le calcificazioni benigne non richiedono neanche controlli e quelle maligne devono essere sottoposte a intervento chirurgico.
    Quelle dubbio-sospette vanno meglio definite tramite un approfondimento diagnostico cioè con un esame istologico, che può essere ottenuto con un intervento bioptico a cielo aperto o con uno strumento chiamato Mammotome, che si basa sull'aspirazione meccanica eseguita da un apposito strumento connesso con una agocannula.
    http://www.medicitalia.it/minforma/Senologia/70/Agobiopsia-della-mammel


    Salvo Catania, MD
    Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
    www.senosalvo.com

  3. #3
    Utente donna
    Iscritto dal
    2010
    Gentilissimo dottore, la ringrazio per la risposta immediata. Sono sempre molto preoccupata ma un po' più speranzosa in un esito non drammatico. Stamattina effettuerò, probabilmente, un'ecografia. Desidero porle ancora una domanda. Le microcalcificazioni, se benigne, da cosa possono essere causate? Buon lavoro e ancora grazie.



  4. #4
    Indice di partecipazione al sito: 8837 Medico specialista in: Chirurgia generale
    Oncologia medica

    Perfezionato in:
    Senologia

    Risponde dal
    2005
    Domanda da un milione di dollari (^_____^)...più difficile non poteva sceglierla.

    Dal punto di vista eziopatogenetico si ritiene che i depositi dei sali avvengano in cellule necrotiche (=morte) benigne o maligne , in tessuti di sostegno connettivo-fibrosi (benigne) e in secrezioni dense (alterazioni benigne).

    Scommetto di non essermi fatto capire.
    Ci provo a semplificare.

    Le calcificazioni, o le microcalcificazioni, non sono necessariamente l'espressione di un processo tumorale in corso e anzi più frequentemente indicano situazioni benigne, riscontrabili, ad esempio, nelle galattoforiti e, in genere, in un normale processo di invecchiamento dei "canali" (=dotti) della ghiandola mammaria.

    Per noi però la loro presenza fa scattare un segnale di allarme perchè possono indicare (in circa il 30 % dei casi) la presenza di una INIZIALE neoplasia perchè la deposizione dei sali può essere a carico di cellule maligne.

    La presenza delle microcalcificazioni è comunque un fisiologico segnale dell'INVECCHIAMENTO dei dotti, esattamente come accade nel caso dell'arteriosclerosi, dove l'invecchiamento avviene a carico dei vasi.




    Salvo Catania, MD
    Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
    www.senosalvo.com

  5. #5
    Utente donna
    Iscritto dal
    2010
    Ancora grazie! La sua risposta (quella semplificata specialmente!) mi ha aiutato a ritrovare un po' di tranquillità.
    Oggi ho consultato un medico radiologo senologo interventista il quale mi ha proposto due alternative: 1) ripetere la mammografia fra 6 mesi; 2) fare ricorso al mammotome quanto prima.
    Ho scelto la seconda anche se il medico mi ha detto che quasi sicuramente le microcalcificazioni sono benigne.
    Secondo il suo parere, è necessario che io faccia qualche ulteriore indagine prima del mammotone? Ed eventualmente quali?
    Un cordiale saluto.



  6. #6
    Indice di partecipazione al sito: 8837 Medico specialista in: Chirurgia generale
    Oncologia medica

    Perfezionato in:
    Senologia

    Risponde dal
    2005
    Vada tranquilla con il mammotome...che altro vorrebbe fare ? (^__^)

    Purtroppo l'hanno chiamato mammotome un nome orribile che fa paura ma si tratta solo di un esame ben tollerato.

    ..........................e pensare che la prima idea al mondo di un agoaspiratore automatico l'ha avuta un certo Salvo Catania

    http://www.senosalvo.com/le%20mie%20invenzioni.htm

    ...e poi è stato perfezionato sino all'attuale strumento.




    Salvo Catania, MD
    Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
    www.senosalvo.com

  7. #7
    Utente donna
    Iscritto dal
    2010
    Complimenti, dottore, la sua idea di creare uno strumento in grado di sostituire esami molto più invasivi è stata magnifica! Certamente il nome commerciale lo trovo piuttosto inquietante, mi fa pensare ad un essere dalle sembianze mostruose ma ... meno male che esiste!

    Ho dimenticato di dirle che il radiologo senologo mi ha detto che la necessità di effettuare questa indagine dipende dal fatto che alcune delle micro (malefiche!) sono disposte lungo un dotto e raggruppate tra di loro; Questa disposizione potrebbe indicare, a suo parere, la possibilità che siano maligne a prescindere dalla loro forma molto regolare.

    Vivo la mia giornata alternando momenti di calma e di speranza a momenti di agitazione con previsioni funeste e momenti di rassegnazione.
    Secondo me è probabile che il mammotome mi riservi sgradite sorprese; e secondo lei?
    Grazie, anche per la pazienza... lo so che non è un indovino ma confido nel suo grande intuito.




  8. #8
    Indice di partecipazione al sito: 8837 Medico specialista in: Chirurgia generale
    Oncologia medica

    Perfezionato in:
    Senologia

    Risponde dal
    2005
    Mi scambia per un indovino, ma se si vuole azzardare credo che, da quello che scrive, nella peggiore delle ipotesi si possa trovare per la la disposizione duttale..un carcinoma in situ. Anche in questo caso il termine è inquietante ma nulla ha a che vedere con il carcinoma infiltrante e comunque si tratta di una diagnosi precocissima.


    Salvo Catania, MD
    Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
    www.senosalvo.com

  9. #9
    Utente donna
    Iscritto dal
    2010
    Grazie ancora.
    Sicuramente chiederò ancora il suo parere.




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