Utente 226XXX
Gentile dottore,
le scrivo per chiederle un’importante delucidazione circa la terapia corretta per la sifilide. Nel mese di luglio scorso sono stato allertato dalla mia ex compagna (che frequentavo da pochi mesi e con cui solo nell’ultimo periodo avevo iniziato ad avere rapporti non protetti) circa la possibilità di aver contratto la lue a seguito di test VDRL e TPHA che la stessa aveva eseguito e che avevano dato esito positivo. Ho effettuato subito anch’io i test del caso (VDRL, TPHA e FTA ABS) che sono risultati tutti negativi. Mi sono comunque ripromesso di rifare le analisi nel mese di settembre (dopo circa due mesi) e così ho fatto. Stavolta però i test hanno dato esito positivo ed in particolare:
VDRL (positivo)
FTA (IgG 10,50 UA/ml – IgM 8,80 UA/ml)

Mi sono quindi recato da un venereologo che mi ha richiesto anche il VDRL e il TPHA quantitativi che eseguiti hanno dato il seguente esito:
VDRL (positivo 1:32)
TPHA (positivo 1:5120)

Ho iniziato immediatamente la cura antibiotica con benzpenicillina benzatinica 1200000 UI con l’iniezione di due fiale contemporaneamente, una per ogni natica. Il mio dubbio è che all’inizio il venereologo mi aveva prescritto una terapia di 6 fiale (due fiale da iniettare contemporaneamente per 3 volte ad intervalli di una settimana) poi considerando che i test di luglio erano stati negativi ha ridotto la terapia a sole due fiale. Qual è il suo consiglio in merito? Ritiene che l’iniezione contemporanea di due fiale di benzpenicillina sia sufficiente per debellare la malattia o è necessario ripetere le iniezioni per altre due volte? Ringrazio in anticipo per la cortese risposta.

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[#1] dopo  
Dr. Silvia Suetti
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direi di affidarsi sicuramente al suo dermatologo di riferimento, considerando che molto spesso la terapia anti-sifilide viene adattata al caso

saluti cari
[#2] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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Sono d'accordo con la collega.
In linea generale , più precocemente viene iniziata la terapia AtB e meno questa dovrà essere "robusta".
Quindi in linea teorica dovrebbe essere sufficiente, come riportato in varia letteratura e casistica in merito. Specialmente americana.
Non le nascondo però che ho più simpatia per la prima soluzione prospettata dal collega che l'ha visitato , stante la precipua attività replicativa treponemica e la possibilità di sequestro in tessuti più difficilmente attaccabili.
Ma certamente di questo dovrà parlarne al suo dermatologo
Cordialità