Utente 131XXX
Cari amici dottori
in data 12 Luglio, mi viene estratto un molare dalle radici lunghe e fortemente arcuate, con accentuata recessione gengivale e ritenuto causa di fastidi permanenti al sovrastante occhio.In una visita precedente un oculista dopo una accurata visita aveva ritenuto sano l'occhio e i fastidi (prurito, corpo estraneo ecc,ecc) erano da addebitare ad una forma di nevralgia,cioè ad un fattore esterno.
Dopo la estrazione , in effetti, il problema appare risolto;senonchè a distanza di qualche settimana, riavverto il ritorno di qualche fastidio, ma in misura limitata.Informato il dentista ,questi mi assicura che tutto si sarebbe risolto con la guarigione della ferita.Bisognava avere pazienza.Ora il problema che vi sottopongo è questo: a distanza di tre mesi la gengiva risulta ancora non rimarginata e , quindi,guarita;appare infiammata , come ha potuto pure verificatreil dentista stesso, che, però mi ha rassicurato sulla guarigione, quantunque lenta.Sarebbe solo una questione di tempo.Chiarisco che l'unico intervento farmacologico consigliato è stato quello di un antinfiammatore locale(froben).Dopo che il medico ha verificato la ancora mancata guarigione, tornando a casa e dopo la pulizia serale dei denti,nello spalmare un gel,dal medico consigliato, Aminogan, per facilitare la ricostruzione dei tessuti gengivali, rilevo che il cotton fiocco normalmente utilizzato si era leggermente impregnato di sangue. la stessa cosa avviene il mattino dopo.Questo che significa? può essere che sia stato causato dalla visita e dal controllo della gengiva toccata da parte del medico? e se non è così ,è possibile che a distanza di tre mesi non è avvenuta la guariogione e avverto come se la gengiva o meglio l'interno della zona del dente fosse ancora infiammata e , toccandola, la sento "sbattere?".Può avvenire che una estrazione, per quanto complessa e complicata,implichi comunque un tempo così lungo per la guarigione? Diversamente ,quali esami e interventi posso chiedere? Lascio immaginare il mio stato d'animo.

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[#1] dopo  
Dr. Marco Finotti
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PADOVA (PD)
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Verosimilmente un'alveolite potrebbe essere la causa della lenta guarigione e se indicato ma solo chi la visita lo può sapere una cruentazione della ferita potrebbe favorire/ accelerare la cicatrizzazione e quindi la guarigione. Il periodo trascorso in effetti é particolarmente lungo
Se in pochi giorni non dovesse rimarginare un controllo da altro specialista é consigliabile
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr. Giuseppe Oscar Muraca
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AMANTEA (CS)
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Tre mesi sono tanti per una estrazione che non tende a guarire. C'è sicuramente qualcosa che non va. Lei soffre di qualche patologia tipo diabete o altro?
Saluti
[#3] dopo  
Utente 131XXX

Iscritto dal 2009
Ringrazio i dottori per le risposte. Informo che non soffro di diabete. Le ultime analisi eseguite a metà giugno lo hanno confermato, mentre soffro di ipertensione che curo con una compressa di Lobivon e una di Norvasc e di IPB per cui prendo ogni sera una compressa di Omnic e dal 20 Luglio 2012 una compressa di Adovart(quest'ultima solo per sei mesi). Non ho mai avuto poi problemi di cicatrizzazione o di rimarginazione di ferite. nel caso specifico il problema (dolenzia e zona che pulsa) lo avverte dentro l'alveolo e risulta sensibile al freddo e al caldo.
Inoltre, ciò che contribuisce a farmi soffrire è che l'occhio sinistro ha ripreso a darmi fastidio, dopo che con l'estrazione sembrava che tale problema,essendo l'occhio stato ritenuto sano, era i scomparso .
Venerdì scorso ho eseguito una ortopantomografia che rilevava :esiti di cure odontoiatriche e segni di parodontosi.