Utente 575XXX
Buongiorno gentili medici,
mio figlio di 24 anni, in estate inoltrata, ha avuto, e sta ancora avendo, episodi di fiato corto, capogiri, mani, braccia e faccia intorpidite, oppressione al petto. Il tutto dura da 1 a 2 ore. Abbiamo escluso implicazioni cardiache con una visita cardiologica + Holter ed ora stiamo effettuando accertamenti allergologici. Sappiamo già comunque che è un soggetto allergico ad acari della polvere, graminacee, ulivo e la rinite ormai è una costante che si porta dietro da quando era più piccolo. Dagli ultimi test cutanei sembra che questo tipo di allergia sia notevolmente peggiorata rispetto quando fece i test qualche anno fa. Lo dimostra anche il dosaggio che riporto di seguito:

- Dermatophagodes pteronyssinus: 3,85 kUA/l (range 0,0 - 0,10
- Dermatophagoissinus farinae: 3,67 kUA/l (range 0,0 - 0,10
- Olea europea: 3,52 kUA/l (range 0,0 - 0,10
- Lolium perenne: 8,35 kUA/l (range 0,0 - 0,10
- Phleum pratense: 5,40 kUA/l (range 0,0 - 0,10

Ora siamo in attesa di un spirometria ma se ne parlerà a fine ottobre. Torneremo poi con gli esami dal medico ASL che ha effettuato la prima visita. Il quadro comunque è complicato dal fatto che c'è un'importante deviazione del setto nasale. Inoltre, da una RMN eseguita per altri motivi, risulta il seno mascellare di sinistra completamente obliterato. Il medico allergologo vuole innanzitutto accertarsi che questa situazione non abbia provocato l'instaurarsi di un asma e poi dovrebbe (credo) prescrivere una cura.
Quello che vorrei chiedervi è se stiamo effettuando tutti gli accertamenti richiesti dal caso e soprattutto se i sintomi che ho descritto sopra sono da attribuire alle allergie.
In ogni caso, visto che ormai questa allergia è accertata, vi chiedo quali sono i rimedi e se sono risolutivi. Questo ovviamente per presentarci più preparati dal medico e per rivolgere domande più mirate.

Grazie per la cortese attenzione.

Donato

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[#1] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Egregio utente,
non si può escludere che gli eventi "critici" possano essere inquadrati come manifestazioni di asma però, accertata l'assenza di un problema cardiaco, bisogna ricordare anche la possibilità di un disturbo da panico (nel quale troverebbero migliore collocazione gli "intorpidimenti" e i "capogiri"). Pertanto diventa necessario chiarire le circostanze in cui tali episodi si sono presentati, verificare la risposta al broncodilatatore ed eseguire i test spirometrici.
Nel caso in cui si dovesse confermare il sospetto di asma, sappia dell'esistenza di varie (e valide) strategie per curarla, che combinano misure di prevenzione ambientale, miglioramento dello stile di vita, uso di farmaci, immunoterapia.
Saluti,