Utente 341XXX
Vorrei porre il mio quesito.
Sono la figlia di un paziente di 52 anni che è stato operato in data 9/2013 per la 3a volta per un oligodendroglioma grado IV°.
A seguito dell'operazione, andata buon fine, è risultata una paralisi completa a carico del III nervo cranico.
I medici che ci seguivano dissero che mio padre non avrebbe più riaperto l'occhio spontaneamente, invece da un paio di mesi a questa parte, gradualmente, lo ha riaperto, adesso praticamente del tutto.
Adesso il punto è questo: non avendo recuperato al 100% la motilità della palpebra (l'occhio non ammicca bene) ed anche quando è chiuso lascia intravedere una "fessurina" che ne provoca la secchezza ed inevitabilmente degli ascessi dati da corrosione. Il nostro oculista dice che tutto sta nel recuperare questo movimento del muscolo e del movimento dx-sx della pupilla.
Secondo voi questa è una cosa che si può risolvere? Da quando l'occhio accenna a riaprirsi mio padre è costretto a portare una benda per evitare che l'occhio si apra e si secchi, ed anche per evitare un inquinamento della vista dato che l'occhio malato da dopo l'intervento soffre anche di diplopia.
Adesso sta facendo anche fisioterapia mirata per l'occhio ma dopo tutti questi mesi si sta demotivando.
grazie in anticipo per la vs disponibilità
[#1] dopo  
Dr. Carlo Orione
52% attività
12% attualità
20% socialità
GENOVA (GE)
Rank MI+ 84
Iscritto dal 2007
Gent.ma,
se il recupero é iniziato potrebbe migliorare ancora

Per migliorare la sintomatologia in via provvisoria, potrebbe effettuare una iniezione di tossina botulinica nel muscolo elevatore palpebrale per provocare una ptosi completa TEMPORANEA. Dopo circa 3 mesi la palpebra tornerà ad aprirsi.
In questo modo eviterebbe la diplopia ed il dry eye in attesa di un miglioramento della patologia.

Cordiali saluti