Utente 249XXX
Uomo, 35 anni in buone condizioni generali, da circa 7 anni presenta tumefazione sottomandibolare bilaterale, più a sin., più volte monitorata con esami senza risultati che chiarissero la situazione.
Alla fine il medico curante consiglia di convivere con il problema ma non sembra la miglior soluzione.
Presenta lieve positività per AB antigliadina, allergia agli acari e sospetta fibromialgia.
Gli esami ematochimici praticati hanno evidenziato pregressa toxoplasmosi, negatività al monotest per ebv e niente altro.
L'eco del collo: "linfoadenomegalie (diam.max mm.18) sotto-angolo-mandibolari e latero-cervicali bilat. di aspetto reattivo-infiammatorio". Lo Specialista escludeva la necessità di esame con ago aspirato affermando che il problema potrebbe essere causato dall'abitudine al fumo.
Vorremmo un Vs. parere ed un consiglio su quali esami potrebbero essere utili e sapere se nel tempo la situazione possa correre il rischio di degenerare.
Grazie

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Dr. Alessandro Aiello
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Gentile Utente,
dando per scontata la necessità del consulto reale con il suo Specialista di riferimento, e relativamente al referto da Lei riportato, i linfonodi sopra descritti come reattivi sono in genere interpretati come benigni.
Come Le dicevo è tuttavia necessaria la correlazione con i Suoi dati clinici e di laboratorio.
La presenza di linfonodi reattivi in queste sedi è un reperto molto frequente.
Se per degenerazione intendesse un riferimento a processi di natura maligna (tumore), dal referto e dalla durata di queste tumefazioni (ben 7 anni!) non si evincono elementi a sostegno di questa tesi.
Concordo con chi ha escluso l'attuale ricorso a procedure bioptiche o agoaspirati.
Cordialità.