Utente 372XXX
Buonasera signori medici,
recentemente per una ecografia addominale per un altro problema non connesso a quanto sto per dirvi mi è stata individuata dall'ecografista una presenza di "sabbiolina" nei reni. Mi scuso per i termini poco tecnici ma navigo nella mia più assoluta ignoranza nefrologica (ne so davvero poco ed ecco perché sono qui).
Il radiologo che l'ha eseguita mi ha detto comunque che con gli apparati ecografici moderni di cui dispongono è quasi prassi trovino tracce di precipitati e consegnandomi il referto mi ha anche consigliato di bere molta acqua cosa che in realtà già faccio. Percui non so bene comportarmi per mantenere questo "problema" sotto controllo e far si che non si trasformino in calcoli.

Devo fare altri esami oltre questa ecografia, quanta acqua devo bere, devo seguire una dieta (ho visto che è anche dovuta ad acido urico e da esami ematici recenti il mio tasso è Acido urico: 5.30 mg/dl (3.50 - 7.20)) essendo giovane ho paura di essere a questo punto predisposto e un domani di trovarmi con coliche renali e vorrei prevenirla il più possibile.
[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana
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Gentile Giovanotto,
il suo livello di acido urico è ampiamente entro i limiti, d'altronde i calcoli urinari di acido urico sono molto rari nei giovani. Una predisposizione è quasi sempre familiare, tanto più nei parenti prossimi. Il riscontro di "sabbia" o "renella" all'ecografia è tanto comune quanto poco significativo. La nostra pratica ci porta ogni giorno ad osservare le cavità renali negli interventi endoscopici e questa fantomatica "sabbia" più o meno minacciosamente ondeggiante sinceramente non la vediamo mai! Quanto può rilevarsi sono invece delle minime calcificazioni (capocchie di spillo) della superficie interna del rene. Si tratta quindi di formazioni fisse, che non possono causare alcun disturbo, ma di fatto sono la prova della predisposizione alla formazione di calcoli, poiché su queste in articolari condizioni si possono accrescere i calcoli veri e propri. Questi, dopo aver raggiunto un certo volume, si staccano cadendo nell'urina ed andando incontro al loro variabile destino. Il provvedimento più efficace, come lei stesso scrive, è mantenre le urine molto diulite assumendo molti liquidi, soprattutto acqua. L'alimentazione assume un ruolo secondario, sempre con vi siano eccessi o pesanti condizionamenti dietetici. Le consigliamo la lettura di questi nostri articoli:

http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1212-calcolosi-renale-dilemma-acqua-quanta-bisogna-bere.html

http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1402-calcolosi-renale-ed-dilemma-dieta-falsi-miti.html

Saluti
[#2] dopo  
372140

dal 2015
La ringrazio per la cortese e dettaglaita risposta :).

Ho letto i due articoli che mi ha linkato e in effetti han approfondito la mia domanda sulla dieta ovvero se in qualche modo le proteine animali potessero aumentare le quote di acido urico e quindi i calcoli dei sali derivati. Ho capito che la dieta influenza ma alla fine in modo marginale, tra l'altro io non mangio nemmeno molta carne e il pH dell'esame delle mie urine è pH: 6.0 [5.5 -6.5] percui nemmeno acido.
Inoltre da quanto mi ha detto i calcoli dovuti ai sali dell'acido urico son meno frequenti (soprattutto in giovane età) di altri, percui probabilmente nel mio caso la "renella" evidenziata dall'eco è legata al calcio secondo lei?

Leggevo inoltre dai suoi articoli che l'aumentare l'apporto idrico non favorisce il ridisciogliersi di calcoli già formati (è solo preventivo), mentre nel mio caso quelle calcificazioni di cui parlava <<Quanto può rilevarsi sono invece delle minime calcificazioni (capocchie di spillo) della superficie interna del rene>> si possono invece far ridisciogliere aumentando la dose giornaliera di acqua?
Inoltre aggiungo che io assumo già più di 1,5 litri al giorno e il colore delle urine è sempre molto chiaro percui non so bene come conviene io mi comporti dato che mi pare già di esser "nel giusto". L'unica cosa che posso migliorare è la distribuzione più continuativa durante la giornata piuttosto che isolata in certi periodi come faccio ora.

Lei che dice di tutto cio?

Grazie ancora.
[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana
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No, le placche di Randall non si sciolgono, la diluizione delle urine rende solo meno probabile che su di esse si depositino altri sali formando calcoli. Diremmo che la quantità di liquidi che lei introduce sia congrua, a patto che non faccia troppo caldo o che si svolga attività fisica intensa, ovviamente.
[#4] dopo  
372140

dal 2015
Grazie ancora, si certo in estate bevo di più, e anche sotto attività fisica.

Mi scusi un'ultimo chiarimento: ma queste placche renali possono se non sciogliersi, almeno distaccarsi e esser eliminate dal sistema urinario senza creare problemi o rimarranno li per sempre? E comportano problemi (a parte come possibile nucleo di aggregazione per futuri calcoli)?
[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana
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No, non vi è modo, almeno fino ad oggi di liberarsi delle placche di Randall, la cui origine ed evoluzione non è neanche ancora stata chiarita definitivamente. Se non si formano calcoli, di per loro non hanno alcun significato e non sono altro che quanto buona parte dei medici continua con poca proprietà a definire "sabbia" o "renella".
[#6] dopo  
372140

dal 2015
Grazie dottore per tutte le utili informazioni,

le auguro buon lavoro e buona giornata.