Utente 373XXX
Buongiorno, descriverò brevemente la mia situazione.
Ho 30 anni, e ho iniziato a prendere la pillola anticoncezionale all'età di 16, per curare irsutismo. All'età di 26 anni ho smesso di prendere la pillola e, dopo circa un paio di anni, mi sono resa conto che il mio ciclo aveva subito delle modifiche: le perdite erano aumentate (niente di eccessivo però) e i dolori durante il ciclo erano più intensi. In particolare ho avuto un paio di episodi di nevralgia forte che mi prendeva dal gluteo sx in giù, fino al ginocchio, e che ha dato molto fastidio soprattutto nella zona genitale. Ho pensato ad un colpo d'aria. In seguito ho iniziato ad avvertire una sensazione mista tra dolore e fastidio nella zona sx del bacino, in particolare vicino l'ovaio. Il ginecologo, dopo visita ed eco tv, mi referta una ciste funzionale all'ovaio dx, mi prescrive nuovamente la pillola, che tutt'ora assumo (Loette). Dopo circa sei mesi, il dolore/fastidio costante (cioè non durante il ciclo, ma durante il restante periodo) all'ovaio sx non cessa e inizio ad avere problemi intestinali (diarrea alternata a stipsi, crampi al colon dal lato sx). Cambio ginecologo: questo nuovo medico non "vede" nulla di strano nelle mie ovaie, se non piccole cisti funzionali. La questione che lo stupisce e la difficoltà nel visitarmi, nella zona sx il dolore è forte. Imputa tutto a problemi dovuti a sindrome del colon irritabile ed in seguito anche il mio medico di base mi da la stessa risposta. Sopporto, convinta del fatto che non si tratti nè di ansi, nè di qualcosa di psicosomatico come dicono. Torno nuovamente dal ginecologo dopo sei mesi, con gli stessi sintomi (dolore ovaio sx e colon discendente, dolore che si irradia fin sotto il costato) con aggiunta di dolori lombari forti. A livello ginecologico non sembra esserci nulla di anomalo, se non il dolore a sx durante la visita. Non mi viene detto nulla, riguardo a cosa potrebbe essere, mi viene prescritta una tac addome inferiore con mdc. Nel panico più totale mi reco a fare questa tac, ma la radiologa, indignata, mi spiega che l'esame non è nè indicato per una diagnosi corretta nè indicato per una donna della mia età (radiazioni nocive per le ovaie) e mi prescrive lei stessa una risonanza magnetica addome inferiore con mdc. Mi trovo attualmente in attesa del referto. Ora vi domando: di cosa potrebbe trattarsi? Sbaglio a persistere nel fare visite? Dovrei sopportare dolore e fastidio e rassegnarmi alla diagnosi di colon irritabile? Dopo mesi di terrore in cui mi ero incaponita a pensare ad un tumore ovarico, ho letto alcune cose a riguardo dell'endometriosi. Cosa ne pensate?
Ringrazio vivamente e mi scuso per essermi dilungata tanto!
[#1] dopo  
Prof. Simone Ferrero
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E' corretto dare una risonanza magnetica per la diagnosi di endometriosi, alcuni sintomi potrebbero essere riferibili a questa patologia e la diagnosi a volte non è facile; al contrario la TAC potrebbe non darle informazioni utili. L'ecografia è attendibile per la valutazione delle ovaie, penso che non debba avere preoccupazioni dal punto di vista del tumore ovarico anche perché la sintomatologia non è suggestiva per questa patologia.
[#2] dopo  
Utente 373XXX

Iscritto dal 2015
Innanzitutto la ringrazio per avermi risposto. Oggi ho ritirato l'esito della risonanza effettuata settimana scorsa. Vorrei, se non chiedo troppo, un suo parere a riguardo, nell'attesa di un colloquio col mio medico.
Il referto riporta:
Utero retroverso.
Regolare il canale endometriale e non ispessimenti dell'endometrio accessibili alla metodica.
Annessi in sede.
Ovaio dx con dimensioni di 1,6 x 3 cm.
Ovaio sx con dimensioni di 1,2 x 3,4 cm.
Bilateralmente sono presenti formazioni rotondeggianti iperintense nelle sequenze T2 pesate di aspetto cistico, a dx la maggiore ha dimensioni di 1,1 x 1,7 cm; a sx la maggiore ha dimensioni di 9 mm.
Bilateralmente le formazioni cistiche descritte hanno segnale omogeneamente iperintenso nelle sequenze T2 pesate e ipointenso nelle sequenze T1 pesate.
Dopo somministrazione di mdc ev non sono evidenti enhancement patologici delle loro pareti.
Non si apprezzano inoltre alterazioni focali di segnale sospette per focolai endometriosici a livello ovarico bilaterlamente.
Sottile falda fluida nel Douglas, non significativa.
Vescica normalmente distesa, a pareti regolari.
Non adenopatie endoaddominali.
Non lesioni ossee focali a carico delle ossa del bacino.


Ecco il referto. Cosa ne pensa? Secondo lei il dolore a livello dell'ovaio sx può a questo punto essere dovuto al tanto citato colon irritabile? Inoltre, se ci fosse stato qualche problema serio a carico del colon, si sarebbe apprezzato tramite la risonanza?
La ringrazio anticipatamente!
[#3] dopo  
Utente 373XXX

Iscritto dal 2015
Buongiorno,
a distanza di 9 mesi mi ritrovo a chiedervi nuovamente un vostro parere.
Durante questo periodo ho cambiato ginecologo ed effettuato alcuni esami.
Il nuovo ginecologo ha finalmente saputo dare una risposta alle mie domande.
Il dolore che avverto quasi costantemente all'ovaio sx è, secondo lui, dovuto a delle aderenze che presumibilmente si trovano tra ovaio sx, tuba sx ma forse anche tra colon sigma e utero. Ho in seguito effettuato dosaggio del CA 125, CA 19-9 e CEA. E' risultato tutto negativo, quindi è stata scongiurata, come ipotetica cause delle aderenze, l'endometriosi. In seguito ho effettuato tampone endocervicale, il quale ha evidenziato positività ad Ureaplasma Urealyticum. Ho effettuato cura antibiotica con claritromicina 500mg, per 10 gg (il mio compagno ha assunto la stessa terapia). Ero in attesa di ripetere il tampone per verificare di aver debellato Ureaplasma, ma purtroppo è insorta una cistite emorragica. Ho dovuto quindi effettuare altra cura antibiotica e, dunque, posticipare il tampone endocervicale.
Questa è in sintesi la mia storia.
Ora vi chiedo:
- è possibile che le mie aderenze siano state provocate da Ureaplasma Urealyticum?
- la cistite può essere connessa alla presenza di tale batterio?

L'intenzione mia e del mio compagno sarebbe quella di interrompere l'assunzione della pillola anticoncezionale, per ricercare una gravidanza.
Alla luce di questi miei problemi, come dovrei comportarmi? Il ginecologo sostiene che, una volta risultata negativa ad Ureaplasma, potrò interrompere l'assunzione di Loette e cercare tranquillamente una gravidanza, anche in presenza di aderenze . E' secondo voi corretto? Non c'è il rischio di una GEU? La fertilità è secondo voi compromessa?
Vi ringrazio, mi auguro di essere stata chiara e mi scuso se il mio consulto potrà risultare un po' "ansioso".
Grazie!