Utente 802XXX
Mia madre, di 85 anni, è cardiopatica (nel 1994 IMA, nel 2004 4 by pass coronarici con contestuale TEA alla carotide sinistra). Assume Cardioaspirin, Prisma 50 e Tapazole.
15 giorni fa ha avuto, per la prima volta, un TIA, durato alcuni minuti, con mancanza di forza al braccio sinistro e difficoltà ad articolare le parole. Dall’eco-color doppler eseguito nei giorni successivi è emerso che i vasi epiaortici esplorati sono regolari per calibro, decorso e regimi di flusso. Diffuso grado di ispessimento del complesso media-intima con evidenza di calcificazioni parietali. Destra – in carotide comune media placca iperecogena con superficie regolare realizza stenosi eccentrica per il 35%. Placca iperecogena disomogenea con attenuazione acustica posteriore, realizza stenosi eccentrica in biforcazione carotidea ed in bulbo origine della carotide interna, con riduzione del lume del 75%. VPS in carotide interna 221cm/sec.
Sinistra – Esiti di pregressa endoarteriectomia carotidea con buona flussimetria doppler in carotide interna in assenza di alterazioni parietali di rilievo. In arteria carotide esterna si reperta placca residua ipo-isoecogena realizzante stenosi per il 60% del lume. VPS in carotide interna 105cm/sec. Conclusioni: evoluzione emodinamicamente significativa della stenosi carotidea destra. Consigliata valutazione specialistica di Chirurgia vascolare e controllo dell’ipercolesterolemia LDL. (colest tot. 228; HDL 75; LDL 137).
Da un anno e mezzo è in cura per la degenerazione maculare senile in forma umida, mediante iniezioni intravitreali con Lucentis (finora 5 trattamenti distanziati di 2-3 mesi) e, a fine maggio, con Avastin. Ho letto che questi farmaci possono provocare l’ictus. È possibile una relazione con il recente TIA?
Tuttavia, mia madre ha timore di sottoporsi ad un nuovo delicato intervento chirurgico e perciò è restia anche ad affrontare la preliminare visita del chirurgo vascolare, memore di quanto ha sofferto in terapia intensiva dopo l’intervento del 2004 e delle numerose complicanze manifestatesi, tra cui disfonia, risoltasi dopo 8 mesi di esercizi quotidiani di logopedia e una fastidiosa laringite cronica (può essere stata causata dall’intubazione?) che tuttora la affligge quotidianamente, con tosse produttiva, ma senza serie difficoltà respiratorie.
Sarebbe possibile una TEA con anestesia locale o loco-regionale?
Riguardo agli ulteriori accertamenti che il chirurgo vascolare probabilmente consiglierà, l’allergia allo iodio ed elementi simili consentirà di eseguire una RM e/o altri esami senza mezzo di contrasto? Possono costituire un ostacolo i cristallini artificiali (interventi per cataratta nel 2002) o i fili metallici che avrebbe nello sterno, o le viti nel femore o la protesi alla testa dell’altro femore?
Riguardo, invece, all’eventualità di ricorrere all’angioplastica carotidea (PTA), l’allergia allo iodio può impedire tale tecnica? Inoltre, mia madre ha un fisico minuto e arterie dal calibro in proporzione, probabilmente fragili, data l’età, e con decorso tortuoso (così ha refertato l’angiologo per i vasi epiaortici e così dissero gli emodinamisti durante la coronarografia eseguita nel 2003). Nel 1997 venne sottoposta ad endoarteriectomia dell’arteria femorale comune e profundoplastica sinistra per arteriopatia obliterante femoro-poplitea sinistra
L’angiologo ha consigliato anche una terapia con le statine, per rallentare la progressione della stenosi nella carotide già operata, ma ho letto che gli effetti collaterali sono notevoli e che la loro efficacia è valutabile solo nel lungo periodo. È vero?
È possibile avere, con cortese urgenza, il vostro parere sulla situazione che ho esposto e un consiglio, se l’intervento chirurgico è davvero inevitabile, tenendo presente anche la comprensibile preoccupazione di mia madre? Grazie. Adriano – Vicenza.

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Dr. Ruggiero Curci
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Gentile utente,
il riscontro di stenosi serrata alla carotide interna destra è congruente, per lato, rispetto alla sintomatologia riferita. Il grado di stenosi e la sintomaticità della stessa confermano l'indicazione al trattamento chirurgico, che dovrà essere effettuato dopo una TC dell'encefalo che non evidenzi lesioni ischemiche recenti o in fase evolutiva. Nel qual caso, l'intervento dovrà essere procrastinato fino alla stabilizzazione delle lesioni.
La possibiltà di effettuare una PTA-Stenting carotidea è subordinata alla valutazione anatomica dei vasi epiaortici, alla tipologia di placca, alla valutazione della funzionalità renale e, solo in ultima analisi, alla riferita allergia allo iodio.
Il tipo di anestesia da impiegare dev'essere concordato con l'anestesista; vista l'età, sconsiglierei, comunque, interventi complessi in anestesia locale o comunque, con paziente sveglia.
Molti auguri. R. Curci