Utente 403XXX
Sono un ragazzo di 34 anni e vi riassumo brevemente la mia situazione:
Occhio destro spento dalla nascita (per distacco di retina totale).
Occhio sinistro con miopia di 12 gradi.
Nel 1994 distacco di retina risolto con cerchiaggio esterno con recupero ottimale della vista (11/10) e buona qualità della visione.
Nel 2015 nuovo distacco di retina: iniziato con distacco del vitreo che ha procurato innumerevoli fori alla periferia della retina. Effettuata vitreoctomia, barrage laser 360°, inserimento iol graduata, e olio di silicone. Dopo 2 mesi nuovo barrage laser a 360° (“per sicurezza”) e dopo 3 mesi e mezzo dal primo intervento rimozione olio di silicone e capsulotomia mediante vitreoctomo.
A distanza di pochi mesi dall’intervento vedo di nuovo 10-11 decimi ma la qualità della vista non è sicuramente quella di prima. Pur avendo di nuovo una vita perfettamente autonoma come prima di questi interventi vi sono numerosi fastidi nella visione: visione periferica offuscata (pare per colpa della capsula del cristallino che rimane comunque sporca per l’olio di silicone), aloni intorno alle luci la sera, maggiore difficoltà di adattamento al buio o alla luce forte, alcune leggere piccole aree scotomiche nel campo visivo, perdita della messa a fuoco e quindi relativo uso di occhiali progressivi, bollicine di olio di silicone che fluttuano nel mio campo visivo (ma ho imparato a ignorarle), spesso formilii e luccichii ai bordi del campo visivo. Area atrofica intorno al nervo ottico (ma questa c’è sempre stata), “leggero pallore della papilla ottica”, Inoltre la pressione negli ultimi mesi è salita a 22 (mi è stato prescritto timogel e ora pressione a 14)
In questi mesi ho sentito diversi pareri anche di medici illustri e sicuramente tutti concordano nel dire che è stato fatto un ottimo intervento e che ho avuto un recupero visivo che nessuno poteva aspettarsi.
Quello che voglio ora chiedervi è come andrebbe seguito un paziente come me, nel senso gli esami da fare, come riuscire a monitorare un occhio e una qualità della visione che non è certo la migliore. Cioè, nessuno oculista dei 2 che mi seguono (il chirurgo che mi ha operato e il oculista storico) mi ha consigliato di fare altri esami, nemmeno su mia insistenza. Normale visita ok: camera anteriore, visus, pressione, oct macula, camera posteriore.
Ma come si fa a monitorare l’evolversi della situazione nel tempo su un’occhio in partenza “anomalo” se non si “fotografa” lo stato totale del mio occhio al momento per quindi capire e interpretare meglio sintomi ed esami in un futuro?
Retinografie,campimetrie (questi unici 2 li ho comunque fatti da me),curva tonometrica,carico idrico,esami vari che misurano quantità,qualità delle fibre nervose del nervo ottico,della trasmissione dell’impulso nervoso,ecc….non sarebbe opportuno farli anche solo per capire qual è il punto di partenza su cui basare gli esami effettuati in futuro?O anche per evitare ke qualcosa sfugga e attribuire ogni sintomo“all’intervento”
Graz
[#1] dopo  
Dr. Luigi Marino
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io penso che sia il caso che lei faccia tutti gli esami che crede

per riuscire a capire di piu’ dello stato attuale dei suoi occhi

a lecce bravissimo dottor Corradino Giuranno