Utente 409XXX
Buongiorno dottori, sono in attesa di un intervento maxillo-facciale e tra non molto mi chiameranno per gli esami pre-operatori.
Nell'attesa ho fatto per conto mio qualche esame per vedere come sono le mie condizioni generali e agire in tempo per mettere a posto quello che non va.
Ho fatto emocromo,elettroforesi,proteine totali, cpk.
Questi sono i valori che non rientrano nei range di riferimento:
RBC: 3,98 (4,0-5,5)
AST: 36 u/i (0-35)
ALT: 56 u/i (0-35)
Volevo sapere quanto questo esito renda sicuro un rinvio dell'operazione da parte dell'anestesista.
I globuli rossi posso metterli a posto in un mese, le transaminasi non credo...
Sto aspettando da due anni di essere chiamata, così ho deciso di consultarmi con voi soprattutto per prepararmi psicologicamente all'ipotetica brutta notizia.
Vi ringrazio, cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Buongiorno, l'idoneità o meno per essere sottoposti a una AG e un intervento chirurgico non sono certo legati a dei meri dati numerici di labortaorio ma se mai ad un giudizio clinico complessivo che è fatto di ben altro.
E' fatto per esempio di una accurata raccolta anamnestica e di una approfondita visita medica che il collega anestesista le farà in sede preoperatoria.
Quel valore dei GR non mi preoccuperebbe in sè, e sarei curioso di sapere in che modo pensa "...di metterli a posto". Sul movimento enzimatico delle transaminasi ci sarebbe tanto da indagare per valutarne la causa e trovare motivo valido per rinviare il tutto ma sinceramente sono talmente poco al di sopra della norma che possono non essere motivo di drastiche decisioni.
Pertanto la tranquillizzo sul fatto che non ritengo affatto sicura la possibilità che tutto salti soprattutto dopo tanta attesa.
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 409XXX

Iscritto dal 2016
La ringrazio, dottore, per aver risposto. Il mio medico di base sostiene che quel valore delle transaminasi è legato alla mia alimentazione carente in alcuni nutrienti e mi ha consigliato di integrare con proteine. Dice che il mio fegato si sta un po' auto-mangiando per compensare quello che non introduco con la dieta. Poi c'è da dire che ho una tiroidite autoimmune e assumo quotidianamente anche un altro farmaco. Immagino che i fattori che influenzano quel dato possano essere anche questi.
Ho fatto comunque anche le analisi delle proteine e sono tutte a posto. Non ho invece fatto la bilirubina, e forse avrei dovuto, visto il mio colore della pelle un po' tendente al giallo.
I globuli rossi pensavo di metterli a posto mangiando semplicemente più proteine e prendendo integratori con vitamine del gruppo b.
Nel tempo che mi rimane prima delle analisi ufficiali mi posso impegnare nel migliorare l'apporto di nutrienti, ma non so se per quella data i valori epatici saranno tornati nella norma (sempre ammesso che il mio medico abbia azzeccato il motivo, che sia l'unico e non uno dei tanti).
Secondo lei il mio anestesista, dopo che gli illustrerò gli ipotetici motivi, si sentirà più sicuro ad operarmi?
Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Affrontare un intervento chirurgico in buone condizioni di salute è fondamentale per la buona riuscita e una pronta guarigione senza complicanze. Non essendo il suo fortunatamente un intervento in urgenza, bensì in elezione, probabilmente sarà necessario effettivamente arrivarci in perfetto stato.
Valutando i suoi dati clinici, anche quelli inseriti in maniera riservata, probabilmente il suo Curante ha ragione quando le consiglia una alimentazione più completa e ricca dal punto di vista nutrizionale.
Forse in considerazione di ciò, effettivamente ci si può arrivare a una condizione migliore.
Se quei dati sono alterati sarà necessario, nello specifico, completarli con tutti i parametri di laboratorio riguardanti la funzionalità epatica (non solo la bilirubinemia).
Il suo anestesista probabilmente potrà non darle la temporanea idoneità all'intervento senza il completamento di quegli esami e se persisterà un deficit funzionale d'organo legato a disnutrizione (ma sarà necessario accertare con certezza la causa).
Tutto questo per il suo interesse e per far si che non vi siano complicanze post operatorie legate alle motivazioni di cui sopra.
Saluti
[#4] dopo  
Utente 409XXX

Iscritto dal 2016
Ha ragione quando dice che per affrontare un intervento bisogna essere nella condizione migliore. Se, però, l'anestesista constatasse che non c'è nessun rischio intra-operatorio, e che l'unica conseguenza sarebbe quella di avere una ripresa un po' più lenta di come l'avrei nella ipotetica "condizione migliore",
pensa che sia un motivo valido per rinviarmi l'intervento?
Sinceramente, secondo lei, l'ALT può rientrare nella norma seguendo una dieta bilanciata in un solo mese?
Probabilmente il parere del mio medico corrisponde a verità, ma dagli esami si può davvero dimostrare se il problema epatico è causato prevalentemente dalla mia alimentazione?
Le pongo ancora una domanda, che probabilmente reputerà molto stupida: una carenza di nutrienti e proteine non avrebbe dovuto influenzare i dati dell'elettroforesi e delle proteine totali?
La ringrazio ancora per la notevole pazienza e la disponibilità.
[#5] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Non so quale possa essere la decisione del collega che comunque la visiterà e avrà in mano tutta la documentazione sanitaria e raccoglierà la sua anamnesi, per cui avrà un quadro decisamente più chiaro.
Personalmente indagherei di più la situazione epatica con altri esami.
Poi farei una valutazione complessiva.
In linea teorica ha ragione quando parla della eventuale disprotidemia per carenza di nutrienti. Ma penso che per quanto si possa essere a dieta a meno che non si sia anoressici, o in certe patologie da malassorbimento, nei paesi occidentali come il nostro è difficile vedere situazioni patologiche legate a un ridotto apporto calorico.
[#6] dopo  
Utente 409XXX

Iscritto dal 2016
In presenza di un disturbo del comportamento alimentare, qual è il modo di procedere di un anestesista?
Perché un medico saprà meglio di me che è un problema di natura psicologica, e non si può credere che una persona possa guarire in qualche mese o attendere che la cosa si metta a posto da sola. Attualmente il mio bmi è sicuramente accettabile, solo leggermente sottopeso. In questo caso forse uno dei pochi dati che mi incastra è quello degli enzimi epatici mossi (sempre che il motivo sia davvero questo). Infatti sarebbe superficiale avere la presunzione di poter giudicare la presenza di un problema attraverso il solo numero della bilancia.
Ho un po' paura a dirlo espressamente al medico, perché poi decide di rinviarmi l'intervento. Sarebbe una decisione controproducente per entrambi, perché una brutta notizia non può che peggiorare anche l'aspetto psicologico, quindi anche il sintomo alimentare. Insomma avrei paradossalmente ancor meno motivazione a sopportare gli sforzi attuali.
Mi piacerebbe che il medico che mi visiterà comprendesse le mie ragioni. Io vorrei essere operata, anche a costo di fare un po' più fatica a riprendermi. Del resto credo che molte percezioni negative siano una questione di testa, la forza della mente supera di gran lunga quella del corpo.
Se non corro un rischio vitale, ma è solo una questione di fastidio personale post-operatorio, penso che la decisione dovrebbe spettare al paziente, informato del possibile impiccio dall'anestesista.
Cosa ne pensa, dottore? Il mio ragionamento ha un senso?