Utente 413XXX
Salve, sono una ragazza di 22 anni. Sono comparsi i primi sintomi della candida dal 16/17 aprile 2016, sono andata dal ginecologo del pronto soccorso (dato che prendere appuntamento dalla mia ginecologa sarebbe significato aspettare due mesi) e mi ha consigiliato ovuli Dafnegin da mettere alla sera e una lavanda con Betadine ogni mattina per 10 giorni e fermenti lattici; ho iniziato i primi tre giorni di cura ed ho interrotto causa mestruazioni riprendendola subito dopo. La cura non è stata efficace, i sintomi si sono alleviati ma non interrotti, così sono tornata dal ginecologo che mi ha prescritto la stessa cura per altri 10 giorni da fare senza interruzioni, sfiduciata dal primo tentativo però su consiglio del farmacista ho provato ad utilizzare Ginocanesten crema, che avevo già utilizzato precedentemente ottenendo ottimi risultati continuando i fermenti lattici. Intorno al 12 maggio ho terminato la cura, questa volta però anche con Ginocanesten le perdite tipiche "a ricotta" sono andate avanti e la vagina è rimasta ancora molto infiammata sia internamente che esternamente. Nel frattempo ho preso appuntamento il prima possibile dalla mia ginecologa (per il 20 di giugno).
Dopo l'ultima cura non ne ho seguite altre, ho evitato quasi del tutto la biancheria intima e indossato indumenti larghi almeno in casa e non mi sembrava di essere più infiammata e le perdite sembrano almeno a mio avviso quasi scomparse.
Al momento le perdite sono trasparenti con ogni tanto qualche piccolissimo grumo bianco che non so se attribuire alla candida oppure ad una normale perdita, però in seguito ad un lavaggio con bicarbonato fatto un paio di giorni fa la vagina, seguita da un impacco di camomilla per provare a riparare il forte prurito che mi aveva provocato, risulta di nuovo infiammata e ho un'escoriazione (come un lungo graffio sulle piccole labbra).
Non riesco a capire se i sintomi siano ancora attribuibili alla candida oppure se la situazione sia mutata nel frattempo, il tampone si fa ambulatorialmente e su appuntamento perciò ancora non so quando potrò farlo, e l'appuntamento dalla ginecologa è ancora lontano...
Chiedo perciò se possibile qualche delucidazione in riguardo e se possibile qualche buon consiglio da seguire nell'attesa degli appuntamenti.
Grazie in anticipo!
[#1] dopo  
Dr. Nicola Blasi
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Prima di tutto incomincio a dubitare sulla diagnosi di vaginite ( o vulvo- vaginite ) da CANDIDA eseguita senza un esame a fresco del fluor vaginale o un tampone vaginale specifico per MICETI .
Potrebbe trattarsi di una forma mista (candida + Gardnerella ) o di una forma irritativa della vulva ( vulvite allergica acuta da contatto ) , che non ha alcuna connessione con la forma micotica.
Fare tanti tentativi di terapia , senza una diagnosi certa , è dannoso.
Tutti questi prodotti le potrebbero causarle sensibilizzazione.
SALUTI
[#2] dopo  
Utente 413XXX

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Salve dottore,
l'ultima volta che ho scritto era giugno del 2016, ora siamo a marzo 2017 e da allora non ho ancora risolto il mio problema.. Qualche mese fa sono tornata dalla mia ginecologa, non avevo più la candida, ma dopo aver effettuato un paptest e quindi dopo 2 mesi è arrivata la risposta e la ginecologa mi ha comunicato che avevo un'infezione.. Mi ha dato sempre la solita cura: Ginocanesten crema e lavande vaginali di cui ora non ricordo il nome per una settimana, dicendomi di tornare dopo la cura per ripetere il pap test.
Ho fatto la cura ma non ho ripreso appuntamento da lei dato che non si decideva a farmi fare un tampone perché diceva che fosse inutile e ripetere il pap test avrebbe prodotto lo stesso risultato.
Ho continuato comunque ad avere un bruciore molto fastidioso e a volte intenso a livello del canale vaginale e delle ovaie, non saprei se l'infezione/infiammazione sia più estesa. All'esterno invece si irrita molto, mi da prurito a volte si creano delle piccole lesioni a seconda del sapone che utilizzo.
Sono andata dal mio medico di famiglia e mi sono fatta prescrivere un tampone vaginale, nella speranza di capire qual è il mio problema. Inoltre ho telefonato al consultorio del mio comune dove vado solitamente e un'ostetrica mi ha detto che le cure che ho fatto potrebbero essere la causa stessa dell'infiammazione perché in seguito a un "bombardamento" di cure così ravvicinate il pH ideale è stato alterato. Inoltre mi ha consigliato un ovulo da utilizzare per ristabilire il pH dopo aver fatto il pap test.
Nel frattempo che aspetto l'appuntamento vorrei sapere se questa cosa possa essersi cronicizzata oppure possa aver creato indipendentemente dalla tipologia conseguenze più o meno gravi anche per quanto riguarda la fertilità, dato che è passato molto tempo.
O meglio, quali danni può procurare un'infiammazione trascurata a lungo?

La ringrazio per la disponibilità.
[#3] dopo  
Dr. Nicola Blasi
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Questo problema lo potrà risolvere soltanto chi effettuerà un esame a fresco del fluor vaginale, chi è in grado di escludere una Vulvite Irritativa da Contatto (VIC) , spesso confusa con vaginite MICOTICA. Mi dispiace non poterla aiutare.
SALUTI