Utente 364XXX
Sono dimagrita parecchio e ora sono sotto peso, 36Kg per 160cm. Lo so devo ingrassare e sinceramente voglio farlo ,anche perchè fisicamente non mi piaccio.Per anni sono stata grassa e per ben 2 volte sono riuscita anche a dimagrire di oltre 30 kg , per poi ingrassare di nuovo a causa delle abbuffate compulsive.Adesso sono stanca e voglio in un certo senso godermela, visto che sono magra e a differenza di prima posso anche permettermi di ingrassare, voglio farlo con calma, senza fretta e mangiare normalmente, anche abbondante , concedendomi quello che voglio, ma senza finire poi nella abbuffate da perdere il controllo.Ingrassare e poi fermarmi, restando comunque magra e sana.

Solo che ora , in un certo senso, ho paura di cominciare a mangiare, visto che temo di cedere nel tutto o niente. Voglio una via di mezzo..

Nell'ultimo mese mi è successo di abbuffarmi di nuovo, una volta a settimana da fare schifo.....Oltre le 7000 calorie a volta, e per rimediare, digiuno per giorni.... cosi facendo da 1 mese sono stabile, non sono ingrassata.

Mi sono imposta che neanche un grammo voglio prendere abbuffandomi.. Quando succede , piuttosto rimedio e torno indietro.

Voglio ingrassare in maniera lenta e senza perdere il controllo abbuffandomi...Ma godendomelo gustando, con calma . Si al bis, allo sgarro, all'abbondante , ma non alla abbuffata che mi fa perdere il controllo , che non mi fa saziare mai, che non mi fa fermare se non quando la pancia mi tira.
Anche perchè se non trovo una soluzione definitiva adesso, che posso permettermelo....poi arrivata a peso forma, se non trovo una soluzione o un modo per uscirne non ci metterò molto a tornare di nuovo grassa.

Esiste un modo per uscirne o per lo meno imparare a placare queste abbuffate? Per fermarsi prima che sia troppo tardi

Grazie
[#1] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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"Esiste un modo per uscirne o per lo meno imparare a placare queste abbuffate? "

Gentile Utente,
Non è sulle abbuffate che deve lavorare, ma sul suo rapporto con il cibo.
Cosa rappresenta.

Che significato ha per lei.

Regressivo?
Compensatorio?
È un Amante amorevole?
Un genitore affettuoso e presente?
Un utero caldo del quale rintanarsi quando ha delle difficoltà?
Un amico sempre disponibile?

Si piace?
Si vuol bene?
Che rapporto ha con la sua immagine allo specchio?
Con L'affettività?
Con la sessualità ?

Questi, e tanti altri ambiti ancora, potrebbero essere dei punti da cui partire per un possibile percorso psicologico al fine di stabilizzare non soltanto il suo peso - conseguenza di altri disagi - ma tanto altro di lei...



[#2] dopo  
Dr. Carla Maria Brunialti
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Gentile utente,

la Sua mail è piena di buoni propositi, che fanno ben sperare..
ma anche di altrettanti tentativi fallimentari;
essi fanno capire che con i disturbi alimentari il "fai fa te" rarissimamente produce risultati apprezzabili e duraturi.

I disturbi del comportamento alimentare nascono generalmente come risposta a un disagio e a una sofferenza personale; ma ben presto si strutturano in un disturbo complesso, che coinvolge il corpo, la psiche, i comportamenti, le relazioni.
Per questo riteniamo che una équipe multidisciplinare - che comprende lo/a psicologo/a ma anche altri specialisti - sia maggiormente efficace.
E' infatti in quella sede che si compie la Valutazione diagnostica integrata e si propone alla persona il piano terapeutico che vede coinvolte tutte le figure professionali sopra elencate.

Vorrei sottolineare che quanto sopra espresso non è solo una mia personale convinzione, bensì discende dalle “linee guida” internazionali (NICE e APA).
Proprio per questi indirizzi è la stessa Azienda Sanitaria pubblica a farsi carico di tutti gli aspetti (il pagamento è di un modesto ticket e gratuità completa sempre quando il disturbo viene diagnosticato).

Immagino che con 36 Kg Lei non abbia più il ciclo, ed anche altri problemi fisici ed estetici.

E' dunque arrivato proprio il momento di metterci mano "seriamente". Auspichiamo che il presente consulto possa rappresentare un piccolo passo "verso", senza illudersi che l'interagire con noi sia ... di per sè terapeutico.

Nella Sua provincia esistono i "Centri per i disturbi del comportamento almentare", presso l'Azienda sanitaria e il Policlinico del capoluogo.
Può averne informazioni dettagliate digitando:
centro-disturbi-comportamento-alimentare, seguito dalla sigla della Sua provincia e dalla sigla della azienda sanitaria (mi esprimo in tale maniera per tutelare rigorosamente la Sua privacy).

La incoraggio a prendere un appuntamento telefonico a breve.

Cari saluti.

[#3] dopo  
Dr. Alessandro Raggi
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Se può esserle utile questo di seguito è il link per visualizzare la mappa delle strutture e delle associazioni dedicate ai DCA in Italia. Si tratta della rete DCA pubblica e privata (strutture ASL e Associazioni) censita dal Ministero della Salute e la Presidenza del Consiglio grazie al lavoro svolto dall'ASL Umbria1.

http://www.disturbialimentarionline.it/mappadca/index.php?option=com_content&view=frontpage&Itemid=1

Anche l'ABA (tra le Associazioni indicate nella mappa) dispone di un numero verde gratuito che potrà darle informazioni sulla rete di cura presente sul suo territorio.
Numero Verde: 800 165616

Non esiti a chiedere aiuto.

[#4] dopo  
Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo
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Gentile utente. In totale accordo con quanto suggerito dai colleghi, le consiglio la lettura di questo http://www.medicitalia.it/blog/psicologia/4221-disturbo-comportamento-alimentare.html