Utente 299XXX

Gentilissimi Medici,
ho appena effettuato una visita dermatologica con controllo dei nevi in epiluminescenza (la ripeto ogni 6 mesi visto il numero elevato di nevi, localizzati principalmente sulla schiena). Il dermatologo si è parecchio soffermato su un elemento situato in zona scapolare sinistra, visionandolo più volte (con dermatoscopio manuale). Il neo, non di recentissima insorgenza, in quanto presente da almeno 3 anni (prima non ricordo), si è ingrandito nel diametro (passando da 4 a c.a 7 mm) modificandosi in senso asimmetrico. Per questo mi ha consigliato o una stretta sorveglianza o una asportazione, ma rassicurandomi dicendo che secondo lui non si tratterebbe di un melanoma. Essendo una tipa molto ansiosa ho optato per l'asportazione. Ed ecco sorgere la mia prima perplessità: perchè suggerire una asportazione, anche in alternativa ad una osservazione ravvicinata, se si è certi della benignità del nevo? Ci sono altri motivi, a parte il rischio che si tratti già di melanoma, per cui si renda necessario l'esame istologico?
Mi preoccupa molto il fatto che il neo sia li da anni e che si sia modificato. C'è ancora possibilità (visto anche il diametro non proprio piccolo) che non sia nulla di grave? Come mai le modificazioni nel senso della atipia non sono state riscontrate ai controlli precedenti a cui mi sono sempre sottoposta con scrupolo?
L'asportazione è fissata per la prossima settimana, presso l'ambulatorio del mio dermatologo che effettuerà anche l'esame istologico (non dovendo così fronteggiare i tempi di attesa del regime ospedaliero). Ulteriore perplessità: è possibile che una "diagnosi clinica" (ribadisco che il dottore era molto tranquillo) possa influenzare le determinazioni in sede di esame istologico nel senso di una sottostima del problema, essendo condotto dallo stesso professionista? Potrò, anche se l'esame sarà effettuato in regime privatistico, eventualmente, richiedere i vetrini per un secondo consulto?
Ringraziandovi per la cortese attenzione e per la certamente esaustiva risposta, porgo distinti saluti.
EM

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile utente, ad oggi i controlli si effettuano in epi luminescenza digitale: in questo modo noi possiamo seguire le lezioni di ogni singolo paziente e confrontarli fra loro a distanza di tempo. Non tutti nei che si modificano vanno in senso displastico o verso il melanoma, molto spesso le modifiche sono assolutamente benigne. In tal caso noi possiamo optare per un controllo più ravvicinato nel tempo, od in alternativa ma in base alla singola lesione che da qui non posso commentare, per un'asportazione che elimina il problema alla radice in virtù del fatto che possono insorgere delle modifiche sostanziali della lesione. Per tale ragione a volte è meglio asportare una lesione che si sta muovendo invece di fare dei controlli continuativi il ravvicinati nel tempo, in virtù anche della semplicità dell'intervento stesso.
Non credo ci sia motivo di allarme nel suo caso, pertanto potrà procedere con un'asportazione preventiva che serve appunto ad eliminare ogni minimo dubbio; ricordo che l'epiluminescenza digitale aumenta l'accuratezza diagnostica ma non arriva mai al 100% di specificità, quando si parla di valutazione di nevi displastici e non di lesioni francamente neoplastiche.
Carissimi saluti.
Dott.Laino
[#2] dopo  
Utente 299XXX

Iscritto dal 2013
Gentile Dott. Laino,
innanzitutto La ringrazio per la accurata risposta.
Se possibile chiedo una Sua opinione sulla opportunità che lo stesso dermatologo che effettua il controllo clinico dei nevi proceda anche all'esame istologico di una lesione asportata. Questo potrebbe in qualche modo "alterare" l'attendibilità dell'esame perchè chi lo esegue tenderebbe a confermare quanto detto in sede di osservazione del nevo?
Rinnovo i ringraziamenti e La saluto cordialmente
EM