Utente 468XXX
Buongiorno circa 2 mesi fa ho avuto un rapporto orale attivo e passivo non protetto e da circa un mese ho la gola arrossata (vista da 2 otorinolaringoiatri, che mi hanno detto di stare tranquillo); da circa una settimana sospetto una epididimite al testicolo destro, che è decisamente più grande del sinistro. Ho fatto test hiv, epatiti, hpv e sifilide: tutti negativi.

Ora il dubbio è che sia gonorrea; nei prossimi giorni ho appuntamento al centro mst della mia città per tutte le visite del caso, quindi in questo sito non cerco diagnosi, che comprendo benissimo essere totalmente impossibili.

La mia domanda è: una gonorrea non curata per 2 mesi, oltre ai danni che può provocare all’apparato riproduttivo, può “diventare” più resistente e molto più difficile da curare?
Leggendo le notizie pubblicate dall’OMS qualche mese fa, devo dire che sono abbastanza terrorizzato.
Specifico che non prendo antibiotici da parecchio tempo per altre malattie e non ho preso la penicillina prescrittami dal medico di base per la gola arrossata dell’ultimo mese (leggevo nel comunicato dell’OMS che usare penicillina o simile è proprio il modo “migliore” per fortificare il batterio e renderlo più resistente anche agli altri antibiotici).

Grazie dell’attenzione
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
al centro MST le diranno che oltre alla Gonorrea esite l'infezione da Chlamydia spp, Mycoplasma Spp, Ureaplasma Urealyticum, tutte da accertare con tampone uretrale o spermiocultura ed eventualmente da curare adeguatamente.
Una gonorrea che si sia cronicizzata non è meno difficile da curare di una Gonorrea acuta.
L'importante è porre la diagnosi giusta.
Le notizie sulla "supergonorrea" di cui si parla anche in un blog di questo Sito, sono un invito ad avere rapporti protetti e a non usare gli antibiotici a casaccio.
Per il momento la situazione epidemiologica in Italia non vede ancora il "Supergonococco" un patogeno realmente preoccupante.
Il safe sex resta sempre la migliore strategia difensiva.
La presunta epididimite invece merita una valutazione andrologica.
Cordialità.
Caldarola.
[#2] dopo  
Utente 468XXX

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Grazie mille della risposta. Sono assolutamente conscio dell'esistenza anche di altre patologie, ma guardando i sintomi, la gonorrea, magari in concomitanza con clamidia, mi sembra la più "probabile" (tra virgolette perché ovviamente solo esami colturali possono dare certezze diagnostiche). Non ho mai avuto bruciore all'utetra o nell'urinare, sintomi caratteristici delle infezioni da lei citate, nè mi pare ci siano per queste malattie sintomi a livello faringeo.

Come immagino lei sappia bene, intervenendo da tanto tempo in questo sito, i pensieri in questi momenti non sono mai molto positivi, e, pur non avendo trovato riscontri della super gonorrea in Italia, da giorni il mio pensiero fisso è che magari sarò io il primo.
Poi leggere che la gonorrea faringea è comunque solitamente più rognosa da combattere rispetto a quella genitale, diciamo che non aiuta certo a tenere alto l'umore.

Sul sesso sicuro non c'è neanche da parlarne: il mio stato d'animo dell'ultimo mese e le notti insonni sono una lezione che mi ricorderò per sempre. Certe stupidate non le farò mai più. La vita e la salute (propria e altrui) sono solo una e non vale certo la pena rischiare di rovinarsele per sempre solo per mezz'ora di eccitazione.
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
mi scusi: da dove ha appreso che una faringite gonococcica è più "rognosa" da curare di una infezione genitale?
A me non risulta: citi la fonte ufficiale non qualche forum dove la gente scrive senza cognizioni scientifiche.
Buona giornata,
Caldarola.
[#4] dopo  
Utente 468XXX

Iscritto dal 2017
Buongiorno dottore,
non sono così stupido da affidarmi a commenti dati a casaccio su questi temi.
La fonte è più che attendibile, trattandosi del CDC americano.

Linee guida CDC 2015 per il trattamento della gonorrea:
"Gonococcal infections of the pharynx are more difficult to eradicate than are infections at urogenital and anorectal sites".

https://www.cdc.gov/std/tg2015/gonorrhea.htm
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Uncomplicated Gonococcal Infections of the Pharynx

Most gonococcal infections of the pharynx are asymptomatic and can be relatively common in some populations (505,506,575,576). Gonococcal infections of the pharynx are more difficult to eradicate than are infections at urogenital and anorectal sites (551). Few antimicrobial regimens, including those involving oral cephalosporins, can reliably cure >90% of gonococcal pharyngeal infections (566,567). Providers should ask their patients with urogenital or rectal GC about oral sexual exposure; if reported, patients should be treated with a regimen with acceptable efficacy against pharyngeal gonorrhea infection.
Recommended Regimen

Ceftriaxone 250 mg IM in a single dose
PLUS Azithromycin 1 g orally in a single dose

Non leggo nulla di drammatico in questo scritto.
Credo che lei stia montando un caso del quale ancora non è neppure dimostrata la esistenza.
Faccia il paziente e si rivolga ad un infettivologo reale che saprà come gestire la sua IPOTETICA faringite gonococcica.
O da altro patogeno sessualmente trasmissibile.
Con ciò ritengo il consulto chiuso e la saluto cordialmente.
Caldarola.
[#6] dopo  
Utente 468XXX

Iscritto dal 2017
Non voglio assolutamente sostituirmi ad un medico o lanciare allarmismi.
Conosco l'inglese e sono assolutamente conscio che non c'è scritto che è in corso una pandemia incurabile di gonorrea faringea.
Però il fatto che la faringite gonococcica sia più difficile da eradicare è scritto nero su bianco dal CDC, non da me o da un forumista che nella vita fa tutt'altro.

I numeri sono assolutamente confortanti, ma mentre nelle gonorree genitali parlano di percentuali di efficacia degli antibiotici molto prossime al 100%, per quelle faringee le percentuali sono più basse (>90%). Il che ovviamente non vuol dire che non sono curabili, ma indiscutibilmente sono più "rognose" da eradicare.
Ripeto, non sono io a dirlo ma il CDC.

Poi scusi non capisco perché di colpo ha cambiato "tono" nei miei confronti.
Mi ha chiesto dove avessi preso questa informazione; le cito una fonte che, assolutamente senza la minima offesa nei suoi confronti o senza volerla sminuire, credo che in materia sia versosimilmente sufficientemente esperta e attendibile. E lei sostiene che mi sto inventando allarmismi.
[#7] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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"E lei sostiene che mi sto inventando allarmismi."
Lo sostengo con fermezza!
Donde desume che lei abbia una gonorrea faringea piuttosto che altra patologia virale o batterica o da microrganismi intracellulari? O nulla?
Prima si fa diagnosi e poi si fa terapia e se nel caso si filtrano, con l'ausilio dell'esperienza che lei non ha, a fronte della mia ventennale, fonti infettivologiche autorevoli.
Che non solo solo i CDC di Atlanta.
Lei, piuttosto che parlare come se già le fosse stata diagnosticata una gonorrea, che è una sua congettura, farebbe molto meglio a farsi valutare da un medico, preferibilmente un andrologo.
"da circa una settimana sospetto una epididimite al testicolo destro, che è decisamente più grande del sinistro"
E chi le dice che non sia una cisti dell'epididimo? Ha anche competenze andrologiche?
"non ho preso la penicillina prescrittami dal medico di base per la gola arrossata dell’ultimo mese (leggevo nel comunicato dell’OMS che usare penicillina o simile è proprio il modo “migliore” per fortificare il batterio e renderlo più resistente anche agli altri antibiotici)."
Lei è libero di divertirsi a fare il medico di se stesso ma deve anche poi gestirsi.
A conclusione le faccio notare che le pubblicazioni in lingua anglosassone le leggo sempre in lingua originale: proprio per evitare che la traduzione, e talvolta avviene, non renda il concetto così come è stato esattamente scritto dall'Autore.
Cordialità.
Caldarola.
[#8] dopo  
Utente 468XXX

Iscritto dal 2017
Il link che ho postato è quello originale del cdc americano; nessuna traduzione interpretativa.

Ripeto, lungi da me fare il medico di me stesso, ma il mio medico di base, che solitamente prescrive antibiotici come fossero gomme da masticare, e che spesso prende le cose sotto gamba, non mi ha mai dato una grande fiducia.
Uno dei 2 otorino da cui sono stato per la gola sosteneva che la gonorrea faringea non esiste e che il batterio non è sufficientemente forte per insidiarsi in bocca, mentre direi che ci sono sufficienti evidenze scientifiche a riguardo (però 130 euro per 10 minuti di visita se li è presi).
Questo per dire che non basta avere una laurea in medicina per erigersi su un piedistallo.
Internet è una lama a doppio taglio, senza ombra di dubbio, però se uno ha un briciolo di cervello riesce anche a capire cosa prendere e cosa non prendere da esso, non per farsi un’autodiagnosi ci mancherebbe, ma per avere qualche indicazione in più e per poter camminare non dico su una strada asfaltata, ma su un sentiero un pochettino più definito.

Ripeto anche, come scritto nel primo messaggio, che a brevissimo (mercoledì) avrò la visita con un infettivologo presso il centro mst che valuterà la situazione e, se ce ne sarà bisogno, mi darà una cura e/o mi indirizzerà verso un altro specialista più idoneo.
Non ho mai scritto “ho la gonorrea”, ma “visto il rapporto con persona a rischio e visti alcuni sintomi, POTREI aver contratto una gonorrea e andrò da uno specialista a brevissimo per una visita”

Ah non ho scritto una cosa importante: ho fatto un tampone faringeo in cui non è però stato cercato il batterio responsabile della gonorrea. Risultato negativo. Lo stesso otorino che sostiene che in una persona non immunodepressa il gonococco in gola non può stabilirsi, mi ha detto che comunque se anche avessi avuto la gonorrea faringea, dal tampone si sarebbe potuto vedere. Per ovvie ragioni questa sua valutazione la prendo molto con le pinze. È verosimile che comunque qualcosa sul tampone si sarebbe visto anche se non specificatamente ricercato?
[#9] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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No,
il Gonococco cresce difficilmente in terreni di coltura. Ne servono di specifici incubati in specifiche condizioni.
La diagnosi si fa con tampone strisciato a fresco e colorato con metodo di Gram, quindi osservato con obbiettivo ad immersione che mostra i tipici diplococchi gram negativi.
Una coltura per germi comuni non è idonea per l'isolamento della Neisseria Gonorrhoeae.
Arrivederci,
Caldarola.
[#10] dopo  
Utente 468XXX

Iscritto dal 2017
Grazie della risposta.
Davvero, lungi da me voler fare il medico di me stesso, ma quando sento certe castronerie dette da un medico (otorino), mi viene da pensare che la laurea in medicina certa gente sarebbe meglio che non ce l'avesse.
Lei non ha idea con quale sicurezza questo otorino sosteneva che una persona non immunodepressa è praticamente impossibile che prenda la gonorrea faringea, e che comunque il tampone nel caso sarebbe risultato positivo, anche se non cercavano la gonorrea.
Poi vado dal mio medico di base che ha il brutto vizio di prescrivere antibiotici ad minchiam e che ho dovuto convincere a farmi l'impegnativa per una visita infettivologica, perché secondo lui dopo un rapporto orale a rischio non serviva che la facessi e che sono solo diventato ipocondriaco.

Capisce che quando uno ha a che fare con gente del genere (a cui magari versa anche 130 euro per 10 minuti di visita e rassicurazioni molto poco scientifiche), inizia a pensare che forse ne viene fuori meglio se si arrangia leggendo in internet e tentando di discernere quello che in rete è scienza e quello che invece sono opinioni date senza cognizione di causa.

La ringrazio ancora per la sua disponibilità e chiarezza.