Utente 100XXX
gentili dottori,
ho 32 anni e 2 settimane fa mi sono recata al pronto soccorso perchè avvertivo dei forti dolori alla panchia , zona appena sottostante all'ombelico, sia a desrta che a sinistra, nausea, senso di svenimento, dagli esami del sangue hanno rilevato i globuli bianchi alti a 22000 e alla palpazione nella zona destra avevo dolore quindi hanno ipotizzato un'infiammazione dell'appendice.
Mi hanno somministrato del plasil, fatto fare un controllo ginecologico con ecdografia transvaginale per escludere priblemi ovarici visto che soffro di policistosi ovarica ( ma assumo regolarme pillola anticoncezionale Loette per tenere a riposo l'ovaio) e fatto fare un'ecografia addominale.
Non hanno riscontrato nulla di anomalo se non che l'intestino era un pò bloccasto.
Dopo un pò di tempo però i doori erano quasi scomparsi e anche alla palpazione il dolore era notevomente diminuito.
Rifatte le analisi del sangue i globuli bianchi erano sempre alti quindi hanno deciso di trattenermi in ospedale sotto controllo.
Per 3 giorni mi hanno somministrato una terapia antibiotica per sfiammare l'appendice.
Non ho più avuto dolori, nè febbre ( al massimo ho avuto 37,4) e i globuli bianchi sono rientrati nella norma.
Mi hanni rifatto l'ecografia e invece mi dicono che è presente una litiasi della colicisti.
Mi hanno dimesso dicendomi di seguire una dieta povera di grassi di evitare latticini, uova, fritti, carni rosse ecc e mi hanno prescritto acido Ursodessocilico 450 una compressa al giorno e di ripetere una ecografia fra un mese e ripetere una visita chirurgica.
Il medico ha detto che comunque nella maggior parte dei casi è necessario intervenire chirurgicamente perchè difficilmente i calcoli si sciolgono e se si sciolgono tenderanno a riformarsi.
Io sto seguendo i consigli alimetari e la terapia, non ho più avuto episodi di coliche ma da qualche giorno a volte, avverto un leggero senso di fastidio sotto l'ombelico a destra.
Purtroppo sono un pò confusa e non so se attribuirlo all'appendice o alla colicisti, se devo preoccuparmi oppure no.
Devo rivolgermi subito ad un chirurgo o attendere il controllo?
In caso fosse l'appendice è possibile ripetere la terapia antibiotica visto che aveva dato buoni risultati?
Inoltre ho letto che la terapia con acido ursodessicolico si deve fare per almeno sei mesi prima di poter vedere qualche risultato quindi forse un mese di tempo è poco.
Quante probabilità ci sono di poter evitare l'intervento e che i calcoli si sciolgano con laterapia?
Che consigli potete darmi?
Dimenticavo di dire che l'anno scorso a maggio, visto che a volte avvertivo dei dolori nella zona sotto lo sterno, avevo fatto una ecografia addominale dalla quale però risultava tutto nella norma, è possibile che la litiasi della colicisti sia comparsa in soli 8 mesi?
ringrazio sin da ora per l'attenzione

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[#1] dopo  
Prof. Marco Catani
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gentile signora concordo con quello che le ha già detto il suo medico curante e cioè che con molta difficoltà i calcoli si scioglieranno con a terapia con acido ursodesossicolico. l'intervento risulta essere indicato in presenza di una litiasi della colecisti SINTOMATICA (la presenza di coliche biliari, disturbi dispeptici, o la presenza d complicanze della calcolosi della colecisti), vuol dire che la sola presenza dei calcoli non indica l'intervento. qualora dovesse poi essere operata ormai la colecisti si rimuove per via laparoscopica. in quella occasione sarà possibile dare un'"occhiata" anche all'appendice e qualora ci fossero aderenze e segni di pregressa infiammazione potrebbe essere rimossa contestualmente all'altro intervento.
mi sembra francamente strano il fatto che lei 8 mesi prima non avesse i calcoli. cii sono stati altri problemi nel frattempo
mi faccia sapere
[#2] dopo  
Utente 100XXX

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gentile prof Catani La ringrazio per la rispota e per la celerità, nel caso, in sede di intervento fosse necessario, oltre che la colicisti, asportare anche l'appendice, è necessario eseguire un ulteriore taglio sulla pancia oltre ai 3 fori che si eseguono per l'intervento per via laparoscopica?
grazie di nuovo
[#3] dopo  
Prof. Marco Catani
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personalmente io di fori ne uso quattro per eseguire una colecistectomia 1 ombelicale da 1 cm e tre da 5 mm, se si dovesse rimuovere anche l'appendice bisognerebbe introdurre un altro trocar. questo perchè nonostante per l'appendicectomia si usano tre accessi 1 ombelicale e gli altri 2 da 5 mm uno sotto i peli del pube a sinistra e l'altro più più o meno in corrispondenza di uno di quelli per la colecistectomia. il "foro" più fastidioso è quello ombelicale. è necessario un altro accesso per un discorso di sicurezza. questo atteggiamento è riconosciuto corretto da tutto il mondo scientifico.
proprio oggi è stato pubblicato questo articolo che potrà chiarire la posizione dei fori nell'appendicectomia:
http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=67259
mi tenga aggiornato
[#4] dopo  
Utente 100XXX

Iscritto dal 2009
Gent.mo Prof.Catani,
dopo circa un mese dal ricovero in ospedale, ho ripetuto ecografia, analisi del sangue ( emocromo per vedere la situazione dei globuli bianchi) e visita.
Dall'ecografia è risultato che non sono presenti calcoli alla colecisti, ma solo una parete con colesterolo, mi è stato detto che l'errore di aver diagnosticato i calcoli può essere dipeso dal fatto che in ospedale ho eseguito l'ecografia dopo 2 giorni di digiuno e questo può aver mostrato una situazione che può esssere confusa con una litiasi della colecisti.
Dall'emocromo i valori dei globuli bianchi sono risultati nella norma.
Alla visita quindi, hanno escluso l'intervento anche per quanto riguarda l'appendice.
Mi hanno consigliato di seguire un'alimentazione il più possibile sana,ma di ricominciare a mangiare un pò di tutto, di fare lunghe camminate per stimolare l'intestino ( soffro di stitichezza) perchè potreebbe essere il ristagno che infiamma l'appendice.
Mi è stato inoltre detto che attualmnente le appendiciti si operano solo in fase di attacco acuto, altrimneti, non si operano, soprattutto nelle donne perchè1) è comunque sempre un intervento che può avere complicazioni 2) i sintomi a volte potrebbero nascondere altre patologie ad esempio di tipo ginecologico come la ruttura di un follicolo ( ho esguito la visita ginecologica in sede di ricovero con ecografia transvaginale e non è stata riscontrata nessuna anomalia).
Il copnsiglio che mi hanno dato è quello di fare una vita normale, ma che non esistono esami per vedere lo stato della mia appendice ,si potrebbe eseguire una radiografia ad addome vuoto ma me lo hanno sconsigliato. La mia appendice potrebbe rimanere così anche tutta la vita oppure infiammarsi nuovamnete.
Ora io cerco di applicare i consigli sullo stile di vita che mi sono stati dati, ma continuo a sentire fitte e come un bruciore e fastidio all'altezza dell'ovaio destro, e a volte anche più su, verso l'ombelico,empre a destra, a volte dolore anche all'inguine destro e al grande labbro,la sera ho sempre 37-37.2 di temperatura...
Che cosa mi consiglia di fare...purtroppo. forse per colpa della mia natura un pò ansiosa, non riesco a stare tranquilla, ne a spostarmi da casa normalmente perchè temo sempre che la situazione possa peggioare da un momento all'altro...davvero non esistono esami clinici da poter eseguire per verificare lo stato di infiammazione dell'appendice?
davvero non si eseguono appendicectomie se non in casi d'urgenza....la cosa un pò mi preoccupa perchè ho sempre saputo che i sintomi dell'appendice non vanno trascurati perchè in alcuni casi può essere pericoloso....Non che io voglia operami a tutti i costi, anzi, sono ben felice se posso evitarlo, ma, non sapere bene in che situazione mi trovo mi lascia un pò perplessa...non sarebbe meglio operare un 'appendice in fase non acuta con più calma piuttosto che aspettare che si infiammi al massimo e operare d'urgenza?
ringrazio si da ora per l'attenzione
[#5] dopo  
Dr.ssa Maria Morena Morelli
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Gentile Signorina,
in considerazione della Sua attesa le rispondo pur non essendo un consulto che mi ha vista partecipe sin dall'inizio.
Innanzitutto quello della calcolosi della colecisti era un ‘falso allarme’ assolutamente possibile e spiegabile così come hanno avuto modo di dirle i medici che l’hanno in cura. “..l'errore di aver diagnosticato i calcoli può essere dipeso dal digiuno…(bile concentrata, colesterina)…situazione che può essere confusa con una litiasi della colecisti..”.
Per quanto riguarda TUTTI gli altri Suoi dubbi, ebbene, Lei ha perfettamente centrato il ‘problema’ che spesso mette in grande difficoltà il chirurgo che si trova nella condizione di dovere trattare una giovane donna con ‘dolore in fossa iliaca destra’.
Patologia appendicolare e patologia ginecologica (Lei è altresì portatrice di cisti ovariche) non infrequentemente si presentano con lo stesso quadro clinico ed è fondamentale valutare entrambi le possibilità.
Al momento, valutazione clinica (visita), ematologia ed ecografica hanno indotto la non necessità del trattamento chirurgico di appendicectomia;
Tale scelta mi vede in completo accordo con i Colleghi (“….1) è comunque sempre un intervento che può avere complicazioni..”; NON si pone indicazione a trattamento chirurgico se non se ne ravvede la necessità !)
Per quanto riguarda l’eventuale compromissione pelvica/ginecologica (“..2) i sintomi a volte potrebbero nascondere altre patologie ad esempio di tipo ginecologico..”) non sottovaluterei tale ipotesi e, malgrado Lei si sia sottoposta a valutazione ginecologica ed a studio ecografico trans vaginale, la possibilità di una ‘infiammazione’ pelvica, con risoluzione della clinica – almeno in parte – e rientro dei valori degli indici di flogosi dopo terapia antibiotica, ritengo debba essere ugualmente presa in considerazione (associata anche alla possibilità di una infiammazione a carico dell’apparato urinario – mantenga una adeguata idratazione - ).
Al momento, oltre a seguire i consigli dati, le consiglio, altresì, di contattare anche il Suo Ginecologo di fiducia e di valutare la possibilità di rivalutazione in tal senso (es. cisti ovarica ?, pelvi/peritonite ?, endometriosi ?....)
Nel caso in cui dovesse esserci la persistenza dei ‘disturbi’ e la valutazione chirurgica e ginecologica (valutazione congiunta) non dovessero giungere ad una diagnosi di certezza ci si potrebbe trovare di fronte ad uno di quei casi in cui un approfondimento diagnostico potrebbe essere necessario - es. diagnosi strumentale e/o laparoscopia diagnostica (raramente).
Nella speranza di esserle stata d’aiuto
Cordialmente
Dott.ssa M.M.Morelli