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Situazione delicata

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  1. #1
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2009

    Situazione delicata

    Chiedo il vostro parere riguardo mia madre, 60enne, a cui 16 anni fa era stato diagnosticato tumore alla mammella poi combattuto con intervento chirurgico e cicli di chemio. 10 anni più tardi la malattia si ripresentò con interessamento del polmone. Essa, grazie ancora a cicli di chemio assunti in un primo momento per via endovenosa e poi per via orale, è stata tenuta sotto controllo fino all'inizio di maggio quando, a TAC generale più approfondita ha dato il responso che vi riporto:

    In fossa cranica posteriore, corrispond. emisfero cerebellare dx, presente area nodulare del diametro di 2,2 cm, riferibile a lesione ripetitiva. Circondata da alone ipodenso di edema che determina compressione IV ventricolo.
    Altre due aree nodulari dimensioni 1,0 e 1,4 cm in sede frontale dx circondate da estso alone ipodenso. Spianati i solchi subaracnoidei adiacenti.
    I tomogrammi per osso fanno rilevare estesa area di rimaneggiamento osseo di tico preval. litico con aspetto tarlato a carico dell'osso front. dx.
    Si osserva incremento delle due formaz.nodulari rilevate nel segmento della lingula e nel settore basale mediale del lobo infer. di sx a rdosso del profilo cardiaco, delle dimensioni di 2,0cm e 2,4cm. Al controllo odierno apprezzabili plurime formazioni nodulari di natura sostitutiva a carico di tutti i lobi polmonari, le più voluminose nei lobi polmonari super. e infer. di dx con diametro max di 1cm. diffuso ispessimento dei setti interlobulari in corrisp. del lobo inferiore e nel medio. Tessuto medio denso compatibile con conglomerato di masse adenopatiche in ambito mediastinico tra i vasi epiaortici, alla finestra aorto polmonare ed in sede ilare bilaterale. Presente modesto versamento pericardico con spessore max 7mm. Ipodnsità lungo le diramazioni periportali in rapporto ad edema. Modesto versam. fluido nello scavo pelvico posteriormente all'utero e alla vescica. Evidente inotre diffuso ispessimento del tessuto sottocutaneo a liello toraco-addominale in rapporto ad imbibizione edematosa.
    Estesa area di rimaneggiamento osseo sia di tipo litico che addensante a carico del corpo di L1 che presenta lieve affondamento della sua limitante somatica superiore (frattura patologica). Altra estesa area di rimaneggiamento osseo di tipo prevalent. litico interessa la metà dx dei primi tre metameri sacrali e l'osso iliaco adiacente alla sincondrosi sacroiliaca.

    Ora a margine di questo referto del 18/05, Vi chiedo se sia ancora possibile arrestare la malattia con una cura, ed eventualmente di che tipo.
    Mia madre è una persona molto forte di spirito e vorrei provare fino all'ultimo a fare qualcosa per lei. Ringrazio anticipatamente e resto in attesa.




  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 364 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2004
    Gentile Utente,

    occorrerebbe visionare tutte le terapie mediche eseguite in precedenza per selezionarne una con nuovi farmaci. Fortunatamente l'armamentario terapeutico per le neoplasie mammarie è molto ampio. Certamente appare indicato un trattamento radiante a livello cerebrale se non è stato già eseguito. Anche un approccio in ipertermia abbinato alla chemioterapia e/o alla radioterapia appare opportuno. Se ti capita di venire a Roma... si può programmare un iter terapeutico insieme.

    Resto a disposizione, un caro saluto

    Carlo Pastore
    www.ipertermiaroma.it


    Dr. Carlo Pastore
    www.ipertermiaitalia.it

  3. #3
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2009
    Gentile Dott. Pastore

    Le riporto le terapie a cui mia madre è stata sottoposta nell'arco degli anni.
    Nel 1994, quando è stata sottoposta a mastectomia è stata trattata con 4 cicli di chemioterapia a base di epidoxorubicina, seguiti da 4 cicli di CMF.
    Nel 2003, al ripresentarsi della malattia, che ha colpito i polmoni, è stata trattata con 5 cicli di chemioterapia di 2 linea (TAXOTERE + GEMCITABINA); inoltre iniziò trattamento ormonale con letrozolo (FEMARA).
    Negli ultimi tempi assumeva per via orale XELODA da 500mg; questo fino a inizio Maggio, quando la situazione fisica non le permetteva di assumerne.
    Ora so che lei accennava all'ipotermia nel suo studio a Roma. Essendo noi impossibilitati nel venire da Lei, in quanto residenti in provincia di Vicenza, vorrei gentilmente sapere se dalle nostre parti esiste qualche centro medico che sia specializzato in questa tecnica curativa. Mi par di aver sentito che a Padova ne esista uno...
    In base a quanto Le ho elencato sopra riguardo i farmaci assunti, e letta la TAC precedentemente inviataLe, potrebbe dirmi se esistano le basi per provare qualche terapia che contrasti la malattia di mia madre?
    Nell'attesa di una sua risposta la ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità.






  4. #4
    Indice di partecipazione al sito: 364 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2004
    Gentile Utente,

    direi che il trattamento più opportuno potrebbe essere con vinorelbina e xeloda se le condizioni attuali lo consentono. Da valutare anche la possibilità di aggiunta di bevacizumab. Per quanto riguarda l'ipertermia, per trovare il Centro più vicino al vostro domicilio, puoi rivolgerti all'Assie. Il sito internet è www.assie.it . Puoi chiamare a mio nome e rivolgerti al Sig. Rolando. Loro posseggono una mappatura dettagliata di tutti i Centri italiano che praticano ipertermia e senz'altro ti possono indirizzare per il meglio.

    Io resto a disposizione, un caro saluto

    Carlo Pastore
    www.ipertermiaroma.it


    Dr. Carlo Pastore
    www.ipertermiaitalia.it


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