Utente 208XXX
Per cortesia, qualcuno mi aiuti.
Sono una donna di 51 anni; il mio problema è una reazione allergica che compare regolarmente 48 ore dopo aver fatto l’anestesia locale dal dentista. Comincia con un bruciore agli angoli della bocca e degli occhi, mi si gonfia il viso, soprattutto gli occhi, compaiono delle bolle che producono un siero fluido giallognolo. Man mano che la queste si seccano, fuoriesce il liquido e la pelle si squama. Questo mi è successo almeno 15/16 volte (perché purtroppo ho avuto spesso bisogno del dentista e tuttora ho un lavoro piantato a metà); il tutto dura parecchi giorni e nessuno ha vi mai dato molta importanza. Le ultime due volte questa eruzione si è propagata al resto del corpo, fino alle gambe (avevano l’aspetto di un ammasso di lamponi), con bolle perfino in mezzo alle dita dei piedi (in questi 2 casi sono dovuta ricorrere a dosi abbastanza alte di cortisone). In una di queste 2 volte avevo assunto anche l’AUGMENTIN (che però, preso da solo, non mi ha mai dato problemi). Una cosa analoga mi si è verificata dopo un’anestesia locale ad un piede, è comparsa circa un mese dopo l’intervento e si è ripetuta per altre 2 volte, sempre a distanza di un mese circa. Ho eseguito i patch test che sono risultati negativi alla mevipicaina, lidocaina, procaina cloridato, tatracaina, sulfanilazide, cloropromazina; atropina solfato, mentre sono risulti positivi (+++) i test a: tiamina monosolfato(vit. B 1-nitrato) e a mercurio cloruro. Ho eseguito anche un test intradermico con carbocaina 0,1 ml (mepivicaina), con e senza adrenalina, senza risultati apprezzabili ad esclusione di un piccolo fastidio agli angoli della bocca e degli occhi. Preciso che, questa eruzione cutanea dal dentista, subentra solo quando faccio l’anestesia, escluderei quindi altre sostanze, come ad esempio il lattice, collutorio o quant’altro viene adoperato quando si effettuano cure che non richiedono l’uso dell’anestetico. Di conseguenza ho consultato un allergologo il quale, senza altri accertamenti che una ricerca su internet, mi ha prospettato come unica soluzione: non fare mai più anestesie locale ma solo totale. Spero che qualcuno mi aiuti a risolvere questo problema, in quanto, mi sembra una cosa assurda che io debba sempre sottopormi ad anestesia generale anche per piccoli interventi chirurgici (purtroppo soffro di artrite ed ho già parecchi problemi). Ringrazio anticipatamente tutti coloro che volessero darmi una risposta,

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[#1] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
Cara amica, trovo che suggerire la narcosi in luogo dell'anestesia locale sia un poì esagerato... Senza contare la tossicità degli anestetici generali, ogni volta dovrebbe essere ospedalizzata e sottoporsi agli accertamenti di routine: visita cardiologica ed anestesiologica, rx al torace, esami ematologici ad hoc.
Trovo molto più semplice trovare un dentista disponibile a testare sostanze eventualmente tollerate e, in caso estremo, somministrare in vena un efficace cortisonico.
Scusi, ma al momjento non mi sovvengono ulteriri consigli. Saluti.
[#2] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile signora,

Le allergie da Farmaco, possono detenere degli effetti collaterali molto importanti e non di rado possono condurre il soggetto allergico presso ad emergenze mediche.
Sindrome di Lyell, Sindrome di Steven-Johnson, Sindrome anafilattica, sono le cause più temibili di un'allergia sistemica, di solito iatrogena (da farmaco).

Gli effetti dermato-allergologici da lei denunciati, sono sufficienti alla programmazione di una visita in un centro altamente specialistico (di solito IRCCS od Policlinici Universitari) ove si effettuano dei tests allergologici imprescindibili in questi casi.

Il più accurato fra questi è il test denominato "in dopio cieco con placebo" e si effettua in sedi ove sono presenti servizi di anestesia e rianimazione.

La positività alla intradermoreazione con anestetico locale da lei effettuata è un dato già sufficiente a sospettare un'allergia a questo tipo di anestetico.

Purtroppo, se i dati diagnositici confermeranno il postulato clinico, si sconsiglia nella maniera più assoluta la prosecuzione di tali tipologie di intervento.

Tutto ciò non per scoraggiarla, ma per farle capire che è meglio non peccare mai superficialità in situazioni come queste ma credo, anche se non lo dice chiaramente, che i Medici che Lei abbia incontrato le abbiano spiegato queste cose.

Cari Saluti.
Dott. Luigi Laino
Dermatologo e Venereologo
Servizio di Dermatologia Allergologica
Istituto San Gallicano, Roma
[#3] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
Mi sia consentito ringraziare il Collega Laino per la correttezza e la professionalità con la quale ha trattato l'argomento: molti ns. Colleghi dovrebbero prendere esempio da questo modus operandi.
[#4] dopo  
Dr. Paolo Patrucco
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gentile utente
il dr Laino ha dimostrato una serietà professionale degna di menzione ,io posso solo modestamente aggiungere una mia impressione ,non è che lei sia più allergica agli eccipienti e ai conservanti contenuti negli anestetici? se così fosse si potrebbe utilizzare anestetici puri ,senza conservanti e eccipienti.
Paolo Patrucco
[#5] dopo  
Utente 208XXX

Iscritto dal 2006
Ringrazio il dottor Laino e gli altri medici per l’attenzione prestatami. Colgo l’occasione per precisare che (forse non mi sono spiegata bene) che il test intradermico (carbocaina senza e carbocaina con adrenalina) non ha causato alcuna positività sul braccio ma solo un piccolo fastidio agli angoli degli occhi e della bocca (come peraltro inizia la mia “reazione allergica”), e tutto è finito lì. I dentisti con i quali mi sono consultata, si sono dichiarati scettici sul fatto che possano essere gli eccipienti la causa dei miei problemi, e sono stati concordi nel dirmi che nei farmaci utilizzati, oltre all’anestetico, c’é solo l’adrenalina (la quale, ho letto anche sul Vostro sito, non dovrebbe causare allergie). Pertanto approfitterei ancora della Vostra gentilezza per sapere, se Vi è possibile, come si chiamano gli eccipienti che sono abitualmente contenuti, quale può essere un’anestesia pura e quale può essere un buon centro a cui io possa rivolgermi (credo che a Voi sia nota la zona in cui abito). Vorrei riuscire a risolvere questo mio problema dal momento che ho capito che non è da sottovalutare anche perché l’allergologo che ho consultato mi ha allarmato con testuali parole:”non so dove, ma tutto questo, da qualche parte del suo corpo, è andato sicuramente ad accumularsi”. Io non ho capito cosa volesse dire, ma, pensandoci poi, visto che ho in atto un’artrite infiammatoria ed un’artrosi avanzata (nemmeno la reumatologa che mi cura sa darsene una spiegazione), non vorrei che possa esserci una correlazione fra queste due cose.
Ringrazio di nuovo per la pazienza di chi volesse ancora cortesemente rispondermi.
[#6] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
Cara amica, riguardo ad un Centro odontoiatrico ad hoc mi rivolgerei al Dr. Micklavez - credo a UD - che troverà senza dubbio sensibile e competente; purtroppo non ho il suo recapito, ma presumo sia reperbile in rete.
Riguardo all'associazione fra la tendenza allergica ed il resto dei Suoi sintomi suggerirei di far eseguire un esame delle sottopopolazioni linfocitarie ed una tipizzazione HLA per patologie autoimmuni di carattere reumatologico. Mi aggiorni non appena avrà i referti. A presto.

Dr. G. Cavallino - www.smige.net
[#7] dopo  
Dr. Marco Capozza
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Gentile Signora
concordo con i consigli di prudenza del dott. Laino.
Generalmente i miei pazienti "allegici" vengono preparati all'intervento odontoiatrico con cortisonici ed antiistaminici secondo un protocollo concordato volta per volta con l'allergologo e trattati comunque in "ambiente protetto". E' infatti troppo rischioso effettuare tali cure fuori dalle sedi opportune, ad esempio in uno studio dentistico. Sconsiglio per le stesse ragioni di testare un farmaco senza le stesse precauzioni.
In alcuni casi i pazienti devono essere ricoverati presso una struttura ospedaliera.
A proposito di anestetici locali sono comunemente in uso anche anestetici a base di articaina che non mi sembra sia stata testata per lei.
A quale età ed in quale occasione ha iniziato ad avere questi problemi?
Cordiali saluti
Dott. Marco Capozza
[#8] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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E' evenienza molto frequente nella pratica chirurgica generale dover sottoporre ad intervento (in anestesia locale o generale) soggetti affetti da farmacoallergie note anche con manifestazioni gravi nel passato. In questi casi vengono messi in atto, come già suggerito, protocolli abbastanza standardizzati di desensibilizzazione preoperatoria (a volte da proseguire anche nel post-operatorio)a base di antistaminici, antiH2 e cortisonici. E' necessario comunque condurre l'intervento in ambiente protetto con la disponibilità di un Anestesista-rianimatore e la dotazione dei presidi strumentali necessari.
[#9] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Quando l'allergologo dice "c'e' qualcosa da qualche parte che si accumula" intende dire che ogni nuovo stimolo con l'anestesia locale (allergene) puo' provocare un aumento di produzione degli anticorpi IgE tipici dell'allergia, o dei linfociti T se c'e' una componente cellulomediata.

E' come con le vaccinazioni, quando si fanno i richiami per potenziarle, solo che qui si potenzia l'effetto negativo e a ogni iniezione le reazioni sono piu' gravi della volta prima.

Quindi siccome il pericolo di peggiorare ulteriormente c'e', e peggiorare ancora significa rischiare lo shock anafilattico che e' un'emergenza drammatica, se non si riesce a individuare esattamente la sostanza colpevole (farmaco o eccipiente), occorre astenersi dall'anestesia locale oppure praticarla con cautela in ambiente pronto a fronteggiare lo shock.

L'allergia a eccipienti e conservanti esiste ed e' ben nota, per es. quella al benzoato, che e' presente nella lidocaina. Bisogna chiedere al dentista che cosa esattamente ha utilizzato e farsi dare le confezioni, per estrapolare tutte le componenti e chiedere all'allergologo di testarle. Tolta l'acqua, il glicerolo e il cloruro di sodio, quasi tutto il resto e' teoricamente sospettabile.

[#10] dopo  
Utente 208XXX

Iscritto dal 2006
Eccomi di nuovo a Voi, che così cortesemente Vi interessate al mio caso.

Rispondo al dottor Cavallino:

letto ciò che hanno scritto i Suoi colleghi sulla necessità di sottopormi alle cure odontoiatriche in “ambiente protetto” può andare benissimo il centro che Lei mi ha indicato. Per il momento forse può essere di primaria importanza più conoscere un centro di allergologia in quanto, come ho scritto, non ho avuto nessun aiuto dall’allergologo a cui mi sono rivolta (peraltro in libera professione);

Qui rispondo anche al dottor Bianchi e al dottor Capozza:

mi sono recata, sia nel reparto di dermatologia presso l’Ospedale della mia città ( dove mi sono sottoposta ai patch test) sia dallo specialista allergologo, con una lettera in cui il mio dentista descriveva tutto ciò che era stato utilizzato per me durante l’ultima seduta (un intervento di implantologia che è non ho più potuto portare a termine) e con il foglietto contenuto nella confezione di anestetico ( Septanest - articaina con adrenalina). Se mi sto rivolgendo a Voi è perché nessuno si è preso in carico questo mio problema che, anche Voi concordate, non debba essere sottovalutato.

ho avuto bisogno di cure dentali fin da piccola ma queste reazioni allergiche sono comparse nel 1982, sempre dal dentista e sempre dopo circa 48 ore e, nel 2000, anche a seguito di un intervento al piede, sempre in anestesia locale.

Di nuovo al dottor Cavallino:

ho eseguito la tipizzazione HLA CLASSE I nel marzo del 2004 e questo è il risultato A 1 A 11 B 18 B 49 Cw 7 Cw / Bw4 presente Bw6 presente.

non so se ho eseguito un esame delle sottopopolazioni linfocitarie (forse nei referti hanno un altro nome che io non so riconoscere): chiederò alla Reumatologa.

Ringrazio ancora.
[#11] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Septanest contiene metabisolfito (E223) come antiossidante conservante. Il metabisolfito negli anestetici locali e' descritto in letteratura e anche in rete (googli "metabisulfite allergy") come causa di reazioni allergiche.

In subordine, potrebbe anche essere l'articaina (principio attivo).

Il farmaco contiene anche EDTA sodio, chiarificante di dubbia allergenicita', e componenti sicuramente innocenti come la sol. fisiologica, il NaOh per aggiustare l'acidita' dell'anestetico cloridrato e l'adrenalina, che semmai e' un antidoto e un protettore.

Faccia riferimento a un centro allergologico istituzionale, loro sono piu' attrezzati a gestire grane iatrogene.
[#12] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
Il test delle sottopopolazioni linfocitarie può essere chiamato anche tipizzazione linfocitaria... mi faccia sapere. A presto.
[#13] dopo  
Utente 208XXX

Iscritto dal 2006
Grazie ai Vostri consigli cercherò di contattare un centro allergologico nella sperana di poter risolvere questa faccednda(fino ad ora credevo che farlo fosse una cosa esagerata). Riferirò.
Per il dottor Cavallino: consulterò di nuovo la reumatologa verso fine anno e chiederò se fra ciò che mi ha già prescritto c'è la tipizzazione linfocitaria, le farò sapere in seguito. Per ora saluto cordialmente.
[#14] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
Ok, apresto.