Il disturbo bipolare é un disturbo soggetto a ricadute e ciclicitá, riconoscerlo rappresenta un passo decisivo per stabilire una corretta alleanza terapeutica e per far comprendere meglio le caratteristiche cliniche alle persone che soffrono di questa malattia

Presentazione clinica

Il disturbo bipolare é un disturbo mentale che si caratterizza per la ricorrenza e la ciclicitá delle fasi di malattia. È possibile distinguerlo dalla depressione maggiore in quanto sono presenti nel suo decorso fasi ipomanicali e maniacali considerabili come fasi di eccitamento (up), contrapposte alle fasi di depressione (down).

Lo psichiatra Schultz aveva giá chiaro quella che poteva essere una delle caratteristiche nucleari della malattia bipolare, infatti dalla semplice frase “tutto é mutevole in mania se non la perpetua trasformazione” si evince quale dinamicitá possano avere le fasi di eccitamento.

Diagnosticamente la malattia bipolare secondo gli attuali sistemi diagnostici è suddivisibile in disturbo bipolare tipo I e disturbo bipolare tipo II sulla base della durata e gravitá dei sintomi di eccitamento. Altri autori (Akiskal HS, Cassano GB) hanno proposto altri tipi di classificazioni (modello di spettro) che vanno a cogliere anche altri aspetti prodromici e sindromici della malattia bipolare a cui, gli strumenti diagnostici attuali, non presentano sensibilitá.

 

Mania e depressione bipolare

I segni e sintomi che possono contraddistinguere un episodio maniacale sono rappresentati da:

  • un umore instabile, molto spesso accompagnato da una intensa labilitá affettiva, che passa da momenti di estrema euforia, ludicitá e scherzositá, alla irritabilitá, disforia, scontrositá, polemicitá, litigiositá, per divenire nuovamente euforico;
  • una sensazione fisica di leggerezza, come di volare, di camminare come ad un metro da terra, senza sentire stanchezza e fatica;
  • un aspetto pieno di colore, sgargiante, bizzarro, vestito secondo stile, ricercato, anche se a volte traspare un completo disordine;
  • sentimenti di intenso ottimismo per il futuro e per la vita in generale, di ambizione, di grandiositá, di poter raggiungere qualsiasi obiettivo (totipossibilitá), di avere delle doti naturali ed una predisposizione naturale verso le arti, di autostima grandiosa, fino ad una vera e propria megalomania;
  • un incremetata accelerazione del fluire dei pensieri che tendono a susseguirsi con una tale celerità da portare la persona a coniare nuove parole, a fare nuove associazioni ideiche, fino ad una vera e propria insalata di parole (dove non si riesce piú a capire il nesso tra una pensiero e l'altro);
  • un linguaggio ricco, pieno di sfumature, barocco, pieno di associazioni o rime tra una parola e l'altra e tra parole di lingue diverse, accelerato quasi a segnare l'intensa attivitá mentale, talmente carico e colmo di parole da raggiungere una completa incomprensione a chi ascolta;
  • una intensa distraibilitá e diminuitá capacitá di mantenere fissa l'attenzione su qualcosa tanto da avere delle grosse difficoltá nella pianificazione e nella capacitá decisionale;
  • uno stato di incrementata attivitá motoria fisica (agitazione psicomotoria);
  • un comportamento estremamente sicuro fino a diventare presuntuoso, impulsivo, sprezzante del pericolo, disinibito nelle relazioni sociali, alla ricerca di emozioni forti e di cose nuove da fare senza peró portarne una a termine (maggior uso di sostanze stupefacenti con finalitá psicostimolante, comportamenti sessuali a rischio, comportamenti aggressivi, problemi con la legge, ecc.);
  • una piú o meno completa assenza della consapevolezza dello stato di malattia in cui si trova;
  • un diminuito bisogno di sonno che puó portare alla insonnia totale ed ad una completa assenza di stanchezza;
  • una diminuzione dell'appetito con riduzione del peso corporeo.

I segni e sintomi che possono caratterizzare la depressione bipolare sono rappresentati da:

  • una particolare coloritura dell'umore che tende ad essere melanconico, con un peggioramento solitamente serale, anche se a volte puó essere presenta una intensa labilitá affettiva, irritabilitá e reattivitá;
  • una sensazione fisica mista tra oppressione e peso, solitamente segnalata nel fondo dello stomaco o nel petto, come se il male psichico si riconoscesse in un dolore fisico;
  • un aspetto dismesso, con un apparente disinteresse verso la propria cura ed igiene personale;
  • sentimenti di tristezza esistenziale, di colpa, inadeguatezza, indegnità e incapacitá che possono diventare talmente pervasivi da determinare uno stato delirante vero e prorpio;
  • una riduzione della stima in se stessi;
  • pensieri pessimistici che possono essere rivolti verso il futuro o verso il passato (rimiginio o ruminazione);
  • una sensazione di mancanza di speranza; una diminità concentrazione con difficoltá attentive e di memoria (una sensazione di smemoratezza o di confusione mentale);
  • un aumentata spossatezza e pesantezza soprattutto a livello degli arti superiori ed inferiori con una conseguente diminuzione delle attivitá giornaliere quotidiane ed in alcuni casi rallentamento od agitazione motoria;
  • un linguaggio più povero, monosillabico, scarso o monotono che é espressione di un rallentamento interno del normale fluire dei pensieri con la conseguente difficoltá di riuscire ad esprimersi nella maniera corretta anche in semplici discorsi;
  • una particolare sensazione distacco dal mondo esterno, come essere sotto una campana di vetro od all'interno dell'ovatta (derealizzazione) oppure di distacco affettivo e di incapacitá di provare emozioni verso le persone amate che determina profonda angoscia (depersonalizzazione affettiva);
  • idee, pensieri e propositi suicidari visti come unica via di fuga dalla sofferenza depressiva;
  • un aumentato bisogno di sonno con una difficoltà nell'addormanetamento e un incrementato (craving) consumo di carboidrati (pasta, pane, pizza, dolci) prevalentemente nelle ore serali.

I segni e sintomi che possono caratterizzare l'episodio misto sono rappresentati da un altalenarsi di sintomi maniacali e depressivi che risultano essere uniti in maniera molto variabile tanto da caratterizzare dei quadri clinici molto multiformi.

A questi episodi si puó accompagnare:

  • una forte componente ansiosa tanto da far trasparire nel fondo dell'umore un profondo stato di angoscia;
  • un consumo di sostanze stupefacenti che varia anche a seconda del tipo di episodio misto;
  • una atmosfera che va dallo stupore alla perplessita, dalla tensione all'irritabilitá, dall'agitazione, alla disforia ed ostilitá.

 

Criteri diagnostici DSM IV-TR

Episodio Maniacale

Un periodo definito di umore anormalmente e persistentemente elevato, espansivo o irritabile, della durata di almeno una settimana (o di qualsiasi durata se è necessaria l’ospedalizzazione).

Durante il periodo di alterazione dell’umore, tre (o più) dei seguenti sintomi sono stati persistenti e presenti a un livello significativo (quattro se l’umore è solo irritabile):

  • autostima ipertrofica o grandiosità;
  • diminuito bisogno di sonno (per es., si sente riposato dopo solo 3 ore di sonno);
  • maggiore loquacità del solito, oppure spinta continua a parlare;
  • fuga delle idee o esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente;
  • distraibilità (cioè, l’attenzione è troppo facilmente deviata da stimoli esterni non importanti o non pertinenti);
  • aumento dell’attività finalizzata (sociale, lavorativa, scolastica o sessuale) oppure agitazione psicomotoria;
  • eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose (per es., eccessi nel comprare, comportamento sessuale sconveniente, investimenti in affari avventati).

Episodio Ipomaniacale

Un periodo definito di umore persistentemente elevato, espansivo o irritabile, che dura ininterrottamente per almeno 4 giorni, e che è chiaramente diverso dall’umore non depresso abituale.
Durante il periodo di alterazione dell’umore tre (o più) dei seguenti sintomi sono stati persistenti e presenti ad un livello significativo (4 se l’umore è solo irritabile):

  • autostima ipertrofica o grandiosa;
  • diminuito bisogno di sonno (per es., sentirsi riposato dopo solo 3 ore di sonno);
  • maggiore loquacità del solito, oppure spinta continua a parlare; fuga delle idee o esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente;
  • distraibilità (cioè l’attenzione è facilmente deviata da stimoli esterni non importanti o non pertinenti);
  • aumento dell’attività finalizzata (sociale, lavorativa, scolastica o sessuale), oppure agitazione psicomotoria; eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose (per es., eccessi nel comprare, comportamento sessuale sconveniente, investimenti in affari avventati).
  • L’episodio si associa ad un chiaro cambiamento nel modo di agire, l’alterazione dell’umore e il cambiamento nel modo di agire sono osservabili dagli altri e l’episodio non è abbastanza grave da richiedere l’ospedalizzazione.

Episodio depressivo

Cinque (o più) dei seguenti sintomi sono stati contemporaneamente presenti durante un periodo di 2 settimane e rappresentano un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento; almeno uno dei sintomi è costituito da umore depresso (per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno) o marcata perdita di interesse o piacere (per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno):

  • significativa perdita di peso, senza essere a dieta, o aumento di peso (per es., un cambiamento superiore al 5% del peso corporeo in un mese) oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi ogni giorno;
  • insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno; agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno (osservabile dagli altri, non semplicemente sentimenti soggettivi di essere irrequieto o rallentato);
  • faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno;
  • sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati (che possono essere deliranti), quasi ogni giorno (non semplicemente autoaccusa o sentimenti di colpa per essere ammalato);
  • ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi ogni giorno (come impressione soggettiva o osservata dagli altri);
  • pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio, o l’ideazione di un piano specifico per commettere suicidio.

Episodio misto

Risultano soddisfatti i criteri sia per l'episodio maniacale che per l'episodio depressivo maggiore (eccetto per la durata), quasi ogni giorno, per almeno 1 settimana; L’alterazione dell’umore è sufficientemente grave da causare una marcata compromissione del funzionamento lavorativo o delle attività sociali abituali o delle relazioni interpersonali, o da richiedere l’ospedalizzazione per prevenire danni a sé o agli altri, oppure sono presenti manifestazioni psicotiche.

 

Conclusioni

Molto spesso conoscere le principali caratteristiche cliniche delle varie fasi che contraddistinguono il disturbo bipolare e i criteri diagnostici puó lo stesso non aiutare i pazienti ed i clinici piú esperti nel riconoscimento di questo disturbo.

Infatti molto spesso prorpio per l'incredibile mutevolezza del quadro clinico, o per la sottostima dei sintomi maniacali ed ipomanicali, o per la diffcile distinzione dai disturbi psicotici, il disturbo bipolare diviene difficile da trattare comportando cosí una peggiore prognosi oppure l'insorgenza di fasi depressive resistenti al trattamento farmacologico.

Molti autori hanno da sempre considerato che la principale forma di presentazione del disturbo bipolare fosse lo stato misto cioè una fase del disturbo bipolare in cui sono presenti contemporaneamente manifestazioni psicopatologiche depressive e maniacali per periodi di tempo prolungati.

Aspetti caratteristici quali perplessità, labilità emotiva, eccitabilità, tensione, ansia ed agitazione, irritabilità, disforia, ostilità possono associarsi di volta in volta a manifestazioni meno costanti quali confusione, impulsività e sintomi psicotici, con contenuti ideativi e percettivi di opposta coloritura affettiva.
In questo modo verrebbe a prodursi una grande varietà di quadri clinici che possono assumere forme più disparate, peraltro assai mutevoli. Questi quadri clinici visti i criteri restrittivi del DSM verrebbero misconosciuti o diagnosticati come altri disturbi.