Tranquilli e rilassatevi!  Si tratta per il momento solo di femmine che appartengono ad una particolare specie di insetti del genere Neotrogla (Psocodea: Prionoglarididae), detti anche “insetti delle grotte”, scoperti in Brasile e studiati da un gruppo di ricercatori provenienti dal Giappone, dalla Svizzera e, appunto, dal Brasile, i quali hanno recentemente pubblicato i loro risultati su Current Biology.

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Neotrogla- Insetto delle grotte

Gli insetti valutati hanno i loro genitali a sesso invertito, cioè le femmine hanno il pene mentre i maschi hanno un organo genitale esterno che ricorda una vagina.

Anche il rapporto sessuale quindi avviene con modalità rovesciate: cioè la femmina introduce il suo pene , chiamato anche gynosoma, nella vagina, piuttosto stretta, del maschio ed inizia un rapporto che può durare anche 2-3 giorni (per queste femmine niente eiaculazione precoce!); una volta penetrato il maschio, il pene della femmina si gonfia e con alcune strutture, a forma di “spina”, si aggancia tenacemente alle pareti della vagina maschile; fatto questo, il gynosoma assorbe lo sperma, presente nella vagina del maschio, in quantità importanti per fecondare i propri ovociti; in sintesi tutta la complessa fase dell’accoppiamento è sotto lo stretto controllo della femmina mentre il maschio è completamente passivo.

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Pene di femmina di Neotrogla (Yoshizawa et al.)

I ricercatori, a questo punto, si sono fatti alcune domande: perché questi animali avrebbero sviluppato, nel loro ciclo evolutivo, organi sessuali “invertiti”? Perché questi insetti con femmine attive ed “aggressive” hanno a loro disposizione peni così complessi ed “elaborati”?

Le risposte certe, a queste domande, ancora non sono state trovate ma alcune ipotesi sono state già formulate; la più importante di queste è che durante il rapporto sessuale molto prolungato (dalle 40 alle 70 ore) una buona quantità di eiaculato, prodotto dalla vagina maschile e ricco di sostanze nutrienti, venga trasferito dal maschio alla femmina; questo fornirebbe così elementi importanti, in un ambiente molto povero di risorse, sia per il loro nutrimento sia per la produzione dei gameti femminili, cioè gli ovociti. Altra ipotesi è che in questi insetti l’evoluzione rovesciata dei genitali è guidata anche da una selezione sessuale rovesciata dovuta, sembra, alla presenza di femmine aggressive le quali competono appunto per ottenere le sostanze “nutrienti”, presenti nel liquido seminale.

Altre analisi genetiche, studi di fisiologica comparata e ricerche comportamentali con insetti simili, quasi sicuramente porteranno a chiarimenti ed informazioni più precise e corrette; rimane a noi la curiosità di aver trovato delle femmine, anche se appartenenti al mondo degli insetti, con un pene.

 

Fontehttp://www.cell.com/current-biology/abstract/S0960-9822(14)00314-5

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