Il Ministero della Salute ha trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni le relativamente nuove regole che riguardano la fecondazione assistita tramite gameti donati, detta anche impropriamente “eterologa”.

 

Le principali “novità” indicate dal Ministero sono queste:

a) l’età dei donatori deve essere tra i 18 e i 40 anni per gli uomini e tra i 20 e i 35 anni per le donne. Sappiamo che con l’età aumentano i fattori di rischio di tipo genetico e diminuisce la fertilità;

b) per ogni donatore dieci è il numero massimo di nati e questo per ridurre il rischio di successive unioni inconsapevoli tra consanguinei. Il Registro Nazionale dei Donatori consentirà di contare le nascite e bloccare quindi le donazioni;

c) il donatore o la donatrice saranno sottoposti ad una procedura precisa di selezione attraverso un’accurata anamnesi sanitaria e medica tramite compilazione di questionari mirati e colloqui individuali con il medico responsabile. I donatori saranno sottoposti agli stessi esami infettivologici (ad esempio per epatite C o l’HIV) indicati per le coppie omologhe con tempistiche leggermente diverse. Viene indicato poi un attento screening per la presenza di eventuali patologie genetiche con una specifica consulenza scritta che può eventualmente anche prevedere esami mirati come il cariotipo; tutti i donatori devono comunque fare il test per la fibrosi cistica.  La donazione non è permessa fra parenti stretti fino al quarto grado per evitare il rischio di trasmissione di eventuali problemi di tipo genetico;

 

d) la coppia che accetta la donazione dovrà ricevere un’informazione completa, nel rispetto della privacy del donatore o della donatrice, sul risultato degli esami fatti da chi dona e dovrà essere comunque consapevole che nessuna procedura, per quanto rigorosa, è capace di garantire al cento per cento l’assenza di possibili patologie nel nascituro;

e) infine, come già indicato per altro nelle linee guida della legge 40, anche nelle pratiche di egg sharing o sperm sharing, cioè per coloro che si sottopongono a fecondazioni assistite di tipo omologo e sono anche donatori, valgono gli stessi criteri di selezione.

 

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