monacolinaL’altra sera, assistendo ad un programma televisivo che seguo spesso con interesse quando posso, mi sono imbattuto in uno spot pubblicitario, a dir poco, osceno! Non farò nomi o troppe citazioni per non scadere nel pettegolezzo, nell’illazione, nel puntare il dito forse contro chi non ha colpe.

Veniva, in tale contesto, pubblicizzato un “nuovo” prodotto “naturale” che abbassa il colesterolo, e che si differenzia dalle statine (si…l’hanno detto!) perché, pur essendolo anch’essa, è una “statina naturale” (si! Hanno detto anche questo!).

Nella fattispecie si citava la famigerata MONACOLINA K, di cui vi parlavo nel mio precedente articolo. La voce narrante dello spot, con voce impostata e quasi holliwoodiana, esaltava proprio le proprietà chimiche di questa proteina: “Monacolina K, la statina naturale”.

Inutile che mi soffermi sul mio sgomento di quell’attimo.

Utile invece che, ancora una volta, vada a ripassare, per i non addetti ai lavori, l’inganno che si cela dietro queste affermazioni mendaci. Per far ciò, è utile che vi ricordi che i farmaci ad oggi più efficaci per abbassare il colesterolo totale e il colesterolo LDL sono le Statine. Ad oggi, le più usate e commercializzate in Italia sono: Simvastatina, Lovastatina, Cerivastatina, Pravastatina, Atorvastatina, Rosuvastatina.

La Simvastatina è tra i capostipiti; ancora oggi usata nelle ipercolesterolemie border-line, nei pazienti in cui cioè il colesterolo non è proprio alle stelle ma in cui non si riesce ad effettuare una corretta educazione alimentare. L’Atorvastatina e la Rosuvastatina sono le ultime, le più efficaci e forse quelle sottoposte a più importanti e ampi studi clinici; vengono addirittura impiegate sia nella fase acuta che nella terapia cronica delle cardiopatie ischemiche perché hanno mostrato efficacia nella riduzione della placca aterosclerotica coronarica, in sinergia con l’aspirina e altri farmaci della classe degli anti-aggreganti (che di solito si associano per un anno). Le altre statine citate trovano poco impiego nella pratica clinica.

Tra queste però, dovete ricordare la “Lovastatina”. Chissà come mai nessuno (tantomeno nello sciagurato spot pubblicitario), vi informa che questa non è altro il frutto della degradazione, nel fegato, della Monacolina K. Spiego meglio: assumiamo una dose di questi ipocolesterolemizzanti contenenti la Monacolina K; questa, una volta assorbita nel metabolismo epatico, viene sintetizzata e si trasforma in Lovastatina. E che cos’è la Lovastatina? Ve lo dice la parola stessa: Sta-ti-na!

Infatti, raro ma non impossibile, sono stati riscontrati alcuni casi in cui questo prodotto naturale (che tanto naturale non è), ha subìto un’interruzione nella terapia in svariati pazienti perché si riscontravano gli stessi effetti collaterali causati dalle Statine (dolori crampiformi agli arti inferiori, incremento degli enzimi muscolari come la CPK, aumento delle transaminasi).

Morale della favola: non esiste la Statina naturale! Non è vero che se la statina è ottenuta da precursori (come la Monacolina) allora è naturale e non fa “male” come le statine “farmaceutiche”. La Statina è una sola! Esistono, in commercio, pochi prodotti realmente naturali, e che riducono il colesterolo senza l’ausilio della Monacolina; questi sono stati inoltre approvati e, in un certo senso, patrocinati dalla SIC (Società Italiana di Cardiologia), i cui vertici non si esporrebbero assolutamente in situazioni che potrebbero nuocere alla propria credibilità come una delle più famose ed importanti società scientifiche nel mondo.

Concludo con una mano tesa ancora verso la terapia farmacologica. Sta per arrivare in Italia una nuova classe di farmaci Ipocolesterolemizzanti; i dati clinici hanno mostrato maggiore efficacia anche nei confronti di Atorvastatina e Rosuvastatina, rendendo la cosa molto interessante e molto utile nelle coronaropatie refrattarie alle terapie farmacologiche, il cui target di efficacia si basa su valori sempre più bassi di colesterolemia LDL (attualmente fissati attorno a 70 mg/dl). Di queste ve ne parlerò dunque a tempo debito, quando arriveranno effettivamente sui banconi delle farmacie Italiane e quando si concluderanno gli studi nel nostro Bel Paese.