Il baclofen è un farmaco noto da tempo, sintetizzato in Svizzera nel 1962 ed utilizzato storicamente per la terapia dell’ epilessia e successivamente nei disordini del movimento con prevalente spasticità secondari a lesione midollare paralisi cerebrale e nella sclerosi multipla.

Un recente lavoro statunitense ne ha verificato l’ efficacia e la sicurezza nella terapia della malattia da reflusso, per le sue capacità di aumentare il tono dello sfintere esofageo inferiore, nota concausa della malattia da reflusso.

43 pazienti noti portatori di malattia da reflusso con phmetria delle 24 ore patologica sono stati divisi in due gruppi. Al primo è stato somministrato un placebo ed al secondo  il farmaco per due settimane consecutive.

Una verifica manometrica, phmetrica ed un questionario relativo ai sintomi è stato somministrato prima e dopo il trattamento.

Nei pazienti che hanno completato lo studio, il ph medio, la percentuale di episodi di reflusso in stazione eretta la percentuale di tempo con ph esofageo inferiore a 4, il numero degli episodi di reflusso totali, postprandiali, superiori a 5 minuti di durata, sono stati significativamente inferiori nel gruppo che ha assunto il farmaco nel quale i pazienti hanno anche riferito meno eruttazioni e rigurgiti. I pazienti del gruppo al quale è stato somministrato il placebo però hanno riferito comunque meno bruciore retrosternale, e dolore toracico e non è stata identificata una differenza significativa nei parametri riferiti al reflusso in posizione supina, quindi notturno.

L’ effetto collaterale maggiore noto del farmaco è la sonnolenza indotta che però è stata tale da richiedere la sospensione del trattamento in soli due pazienti.

L’ impressione quindi è che l’ effetto del farmaco sia più significativo nei pazienti con prevalente reflusso diurno in posizione eretta con frequenti episodi di riduzione del tono dello sfintere esofageo inferiore.

Essendo efficace il trattamento della malattia da reflusso con gli inibitori di pompa protonica, il farmaco potrebbe avere un ruolo complementare nei pazienti dove la somministrazione  di omeprazolo o derivati non ottiene un risultato ottimale o sia controindicata.

L’ utilizzo del farmaco per questa indicazione non è tuttavia ancora approvato dalla FDA negli Stati Uniti e pertanto il suo impiego è ancora in fase di studio.

 

Alim Pharm & Therapeutics,2012;35(9):1036-44