24 febbraio 2015 - L'utilizzo di lenti a contatto personalizzate che modificano la curvatura della superficie oculare (ortocheratologia) ha un effetto significativo nel rallentare la progressione della miopia nei bambini. E' quanto emerso da uno studio pubblicato nel numero di marzo di Optometry and Vision Science, una rivista internazionale con un valido "impact factor" e rapporti di collaborazione con l'American Academy o Ophthalmology, elementi che la rendono degna di essere presa seriamente in considerazione.

L'ortocheratologia è un trattamento relativamente nuovo: il bambino indossa le lenti a contatto personalizzate solo durante la notte. Nel tempo, tali lenti sono in grado di "gestire" la crescita dell'occhio, in maniera simile a quanto fa un apparecchio per i denti nell'ortodonzia.

Xing-Rong Wang ed i suoi collaboratori, medici presso l'Affiliated Eye Hospital of Shangdong University of Traditional Chinese Medicine, hanno analizzato i dati provenienti da 7 precedenti studi sull'ortocheratologia che hanno valutato l'evoluzione della miopia in 435 bambini dai 6 ai 16 anni.

Come previsto, sia con l'uso dell'ortocheratologia sia senza, si è comunque avuta una progressione della miopia nei bambini. Tuttavia, dopo 2 anni, l'aumento della miopia era significativamente più lento in bambini trattati con l'ortocheratologia. La differenza media tra i gruppi era di circa 0,75 diottrie (che non ci sembra poco, in soli due anni...).

Per ragioni che non sono ancora del tutto chiare, la miopia nell'infanzia è aumentata in proporzioni epidemiche negli ultimi tempi, soprattutto in Asia (si veda anche l'articolo del collega Marino, pubblicato su Medicitalia meno di un anno fa). La miopia, poi, persiste in età adulta e, nelle forme più avanzate, è un fattore di rischio per le malattie dell'occhio come la cataratta, il glaucoma ed il distacco della retina.

La recente pubblicazione, quindi, conferma l'efficacia della ortocheratologia nel determinare almeno una riduzione del'evoluzione della miopia progressiva. Ciò che è interessante, è il fatto che si dimostra che la tecnica rallenta l'allungamento dell'occhio e, quindi, non agisce solo rimodellando la cornea. In tal modo, si riducono statisticamente anche i rischi di complicazioni correlate alla miopia elevata.

 

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