Biomarkers Network from International Society for Bipolar Disorder (ISBD-BIONET)

Introduzione

Un recentissimo studio (Frey BN e coll., 2013) riporta delle interessanti considerazioni che saranno utili per noi specialisti nel futuro avvenire. Le considerazioni espresse da questa “Rete” della Società Internazionale sul Disturbo Bipolare sui possibili Biomarkers coinvolti nella sua  eziopatogenesi, apre le porte verso nuovi scenari e verso nuove possibilità diagnostiche della malattia maniaco-depressiva. Anche se l'eziopatogenesi del disturbo bipolare rimane incerta e ancora tutta da decifrare, gli studi di Neuroimaging, i Markers Periferici e la Genetica hanno apportato importanti nuove conoscenze in merito ai processi patofisiologici che sottendono al disturbo bipolare.

Imaging, Biomarkers e Genetica

Gli Studi di Neuroimaging (Structural, Functional e Spectroscopy) hanno dimostrato in maniera consistente la perdita di sostanza grigia e l'alterata attivazione delle regioni prefrontale ventrale e temporale anteriore in risposta a stimoli emozionali nel disturbo bipolare. Structural Imaging: la piú comune alterazione strutturale riportata nel disturbo bipolare è rappresentata dall'aumento del volume del ventricolo laterale e più alti tassi di iperintensità della sostanza bianca; il litio sembra portare ad un incremento del volume della sostanza grigia nella corteccia prefrontale, amigdala ed ippocampo; studi sul disturbo bipolare in etá infantile evidanziano il coinvolgimento di strutture fronto-limbiche; sono state osservate alterazioni microstrutturali dei tratti mielinizzati della corteccia prefrontale (connettività tra le regioni sottocorticali limbiche e striatali con la corteccia prefrontale); la diminuzione della anisostropia della sostanza bianca fronto-temporale permetterebbe di distinguere il disturbo bipolare dalla depressione maggiore. Functional Imaging: identificherebbe pattern di attivazione o connettività cerebrale che potrebbero potenzialmente predire la conseguente trasformazione degli individui ad alto rischio verso il disturbo bipolare, aiutando nella diagnosi differenziale dei disturbi dell'umore (unipolare vs bipolare) e/o nell'orientamento della selta terapeutica. Spettroscopy: Consentirebbe di poter evidenziare le alterazioni nella biochimica cerebrale nel contesto di una anatomia normale (n-acetil-aspartato,glutammato, glutamina, mio-inositolo studiati nel disturbo bipolare).

Gli Studi sui Markers Periferici (BDNF, Inflamation, Oxidative Stress) hanno riscontrato la riduzione dei livelli di alcuni fattori neurotrofici e l'incremento di citochine proinfiammatorie e markers di stress ossidativo. Giá dal 1970 c'é stato un forte interesse nel ricercare dei markers periferici nei pazienti con disturbi dell'umore, e la ricerca scientifica si è concentrata sull'asse ipotalamo-ipofisi-ghiandola surrenale e sui neurotrasmettitori cerebrali monoaminergici. BDNF: Successivamente sono stati riportati anche studi sulla riduzione dei livelli periferici di BDNF nella mania. Inflamation: IL-2, IL-6, IL-8, TNF-alfa sono le citochine infiammatorie che risulterebbero incremetate nelle fasi depressive e maniacali. TNF-alfa, IL-13 e apolipoproteina A1 sembrerebbero associate al disturbo bipolare. Oxidative Stress: TBARS (sostanza reattiva all'acido tiobarbiturico) e NO (ossido nitrico) sarebbero incremetate in tutte le fasi del disturbo bipolare. Diversi studi suggerirebbero una connessione tra infiammazione, stress ossidativo e neuroplasticitá.

Gli Studi di Genetica (Genome-wide association studies, Polygenic exploration, Transcriptomic and convergent functional genomic approaches) hanno identificato diversi potenziali geni candidati asociati con un aumentato rischio di poter sviluppare il disturbo bipolare che coinvolgono il ritmo circadiano, lo sviluppo neuronale ed il metabolismo del calcio.

Conclusioni

Insieme, questi risultati forniscono la base per l'identificazione di potenziali biomarkers di vulnerabilità e di espressione di malattia, e potrebbero essere utili per aiutare a capire il decorso della malattia bipolare e la risposta al trattamento. Queste informazioni potranno in avanti essere rielaborate come nelle altre aree della medicina, dove validati biomarkers indirizzano la decisione ed il fare clinico.

 

Bibliografia

Frey BN, Andreazza ACX, Houenou J, Jamain S, Goldstein BI, Frye MA, Leboyer M, Berk M, Mahli GS, Lopez-Jaramillo C, Taylor VH, Dodd S, Frangou S, Hall GB, Fernandes BS, Kauer-Sant'anna M, Yatham LN, Kapczinski F, Young LT.
Biomarkers in bipolar disorder: A positional paper from the International Society for Bipolar Disorders Biomarkers Task Force.
Aust N Z J Psychiatry. 2013 Apr;47(4):321-32.