festa della donnaNell'immaginario collettivo, sembra quasi che il binomio “donna bella e pensante”, fosse dalla difficile coabitazione e, che l'immagine della donna debba quasi sempre far rima con maternità, accudimento o con una dimensione di estrema seduttività.

I media tendono a sdoganare un' immagine di femminilità sempre correlata ad una fisicità prorompente, seduttiva, procace, burrosa, anche se scarsamente pensante.

Le donne che solitamente vediamo in tv o che vengono "adoperate" come immagine per alcuni spot pubblicitari, sono sempre donne con una determinata fisicità ed immagine correlata.

Guardando con un po’ d’attenzione la televisione, tra pubblicità e programmi televisivi, passando dal famigerato bancone di Striscia la Notizia fino ad arrivare alle svariate vallette mute, semi mute o sgrammaticate, letterine, ecc., ci rendiamo conto come l’immagine della donna, abbia sempre avuto un “ruolo centrale”, come se donne brutte ma colte, in sovrappeso ma pensanti, non potessero essere modelli identificativi adeguati.

La donna in tv deve aderire a modelli estetici ben chiari, non è mai stato indispensabile che fosse qualificata sul piano della formazione o della competenza, ma che avesse un bel viso ed un bel corpo, sicuramente sì.

Sembra quasi che la donna sia un accessorio all' uomo o al programma, come se il suo ruolo fungesse quasi da “complemento d’arredo” a tanto altro.

Si e' svolto a Milano un importante convegno, "Donne TV 2013", organizzato dal giornale "A", con i top manager delle reti nazionali (Giovanni Stella ex presidente di La 7, Andrea Zappia sky italia, Maria Latella direttore di A, Mauro Crippa informazione mediaset), il coro era univoco:

“le donne e per di più belle aumentano gli ascolti, incollano i telespettatori alla tv e spesso facilitano un processo imitativo negli adolescenti”.

Il mercato preferisce una donna sempre e comunque vicina ai cliché, perché fa alzare l'auditel, quindi compromessi mediatici o immagini di donne non proprio bellissime, ma di sostanza, non transitano alla TV.

L' immagine della donna è sempre correlata alla dimensione della casa/ famiglia/ bucato o a quella della seduttrice e femme fatale, come se non ci fosse un range intermedio che potesse contenere altri ruoli o altre fisicità, magari meno omologabili.

Uno studio di Paola Panarese, ricercatore di sociologia della Sapienza di Roma, ha analizzato 756 ore di TV di seguito e quasi diecimila spot pubblicitari proclamano una donna come ancella della casa, angelo del focolare, accuditiva di bambini ed uomini..... decisamente poco emancipata, nessuna immagine di donna medico, avvocato o manager.... come se questi ruoli, non possano trovare spazi adeguati nelle svariate pubblicità.

Sostiene la dottoressa Panarese, che la donna viene chiamata in causa più per la sue qualità fisiche o “di brava casalinga” che non per la sua preparazione e intelligenza.
Soltanto una volta su sette, infatti, appare in ruoli cruciali come la professione medica o quella manageriale.

Sembra infatti che la tv faciliti il proliferare di luoghi comuni sulla femminilità e sembra quasi che una donna bella e seduttiva non possa essere anche pensante o lavoratrice indefessa, così come una donna brutta o non seduttiva, non possa mostrare la propria fisicità perche, non confacente allo "sguardo del pubblico".

Da donna, oltre che da clinico, mi chiedo perché debba essere così faticoso essere donna?
Perché una donna, bella, brutta, morbida, legnosa, seduttiva.... debba essere valutata per la sua fisicità e non per le infinite tante altre possibili doti?