"Attraverso la violenza forse puoi risolvere un problema, ma pianti i semi per un altro".

         Buddha Siddhārtha Gautama

 

Simbolo della vita, ed a quanto pare, le spetta la morte. 

Divinizzata.

Demonizzata.

Colei che sedusse Adamo con la sua mela.

Oggetto di stupri, di violenza di genere, di licenziamenti se gravida: la donna.

Nascere donna non è certo facile, ma immaginare di dover morire prima di nascere è una barbaria senza precedenti.

In India una pratica molto diffusa è quella di abortire quando si scopre di aspettare una figlia femmina.

Ebbene si, quando il fiocco azzurro diventa rosa e le braccia per i campi diventano gonne da indossare, si sceglie l'interruzione di gravidanza.

Sono passati gli anni ma, a quanto pare, in alcune parti del mondo la vita delle donne vale davvero molto poco.

Qualche donna la si lascia nascere ancora, come fosse una maschilistica concessione, giusto per poter procreare ancora, ma pensare di riconoscere il suo reale valore, sembra essere una consapevolezza ancora chimerica.

 

Vediamo cosa accade in India

Oggi il primo ministro, Nerendra Modi, invita a dire "basta" e promuove una campagna "anti-aborto di genere" per arginare questo fenomeno dilagante ed orribile.

La campagna propone un selfie da mettere online.

"Fate una foto con le vostre figlie femmine per dimostrare quanto è bello crescerle e farle studiare e postatele sui vostri social network.

L'ahashtag si chiama #SelfieWhithDaughter ed è spesso abbinato ad una campagna "pro-istruzione" per le donne.

L'iniziativa ha come obiettivo quello di combattere questa atrocità.

È impensabile che nel 2015 si decida, a sangue freddo, se far nascere un maschio o una femmina.

Sembra che un maschio sia privilegiato già in utero e che la femmina sia "portatrice indiscussa di inutilità e di guai".

La pratica dell'aborto di genere è ovviamente una paratia illegale, con rischi inevitabili anche per la salute della madre che sarà obbligata ad interrompere la gravidanza.

Senza considerare poi il lutto vissuto e subito, il sentimento di perdita e la dimensione di colpa provata dalla donna, oltre che quel naturale e meraviglioso processo di identificazione tra madre e figlia femmina che si organizza già in dai primi mesi di gravidanza.

Ogni donna che ha in grembo un figlio desidera proteggerlo a tutti i costi a prescindere dal sesso.

La maternità è caratterizzata da una forza primitiva ed atavica, la madre - così come accade in natura, tra gli animali - protegge la prole già in utero, facilitata dal bagno ormonale ed emozionale in cui verte.

Le bambine sono un vero peso per la società indiana, vengono cresciute a malapena, pensando soltanto ed a malincuore, alla loro dote e non alla loro istruzione e possibile felicità.

Le bambine sono destinate soltanto al matrimonio ed a generare figli, ovviamente sani e "maschi'.

Le bambine non vengono educate, infatti centonovanta milioni sono analfabete e non possono aspirare alla felicità.
Credo che non ci siano parole per commentare questi atroci delitti che si consumano sotto gli occhi di tutti e sotto gli occhi di un paese che, forse governato da antichi retaggi culturali, diventa connivente e complice, perpetuando nel tempo questi efferati omicidi.

 

Fonte: http://www.lettera43.it/cronaca/india-la-campagna-dei-padri-contro-l-aborto-selettivo_43675177106.htm

 

Aggiungo le seguenti letture:

 

http://www.medicitalia.it/news/psicologia/5087-speriamo-femmina-supermercato-concepimento.html

http://www.medicitalia.it/blog/psicologia/4405-genitori-figli-maschi-istruzioni-uso.html

 

http://www.medicitalia.it/blog/psicologia/2438-diventare-maschi-adulti-percorso-identita-sessuale-maschile.html

 

http://www.valeriarandone.it/articoli/19-disfunzioni-sessuali-femminili/140-aborto-e-sessualita-sindrome-post-abortiva/