Uno studio prospettico, condotto su 4676 donne in buona salute, pubblicato recentemente su British Medical Journal ha dimostrato la relazione tra l'aderenza alla dieta mediterranea e la lunghezza dei telomeri nelle cellule.

I telomeri sono costituiti da sequenze ripetitive di DNA poste all'estremità dei cromosomi, che prevengono la perdita di DNA all'estremità dei cromosomi e proteggono la loro integrità fisica; i telomeri vanno incontro a logoramento ogni volta che le cellule si duplicano, pertanto la loro lunghezza è considerata un marcatore biologico per l'invecchiamento: telomeri più corti sono infatti associati ad aspettativa di vita ridotta e a un incremento di probabilità di sviluppare malattie croniche connesse all'invecchiamento.

Con l'avanzare dell'età la lunghezza del telomero si riduce progressivamente, ma la variabilità individuale con cui ciò accade è parzialmente legata allo stile di vita, inclusa la composizione dietetica.

La dieta mediterranea è caratterizzata da un notevole apporto di verdure, ortaggi, frutta, dieta sana per malati di aidslegumi, cereali, olio di oliva e da una ridotta quantità di grassi saturi; da un maggior consumo di pesce rispetto alle carni e da una moderata assunzione di alcolici (vino) ai pasti. Tale composizione ha un notevole valore antiossidante e antinfiammatorio.

Poiché la lunghezza dei telomeri è compromessa dai processi ossidativi e infiammatori, è stato ipotizzato un ruolo dell'alimentazione su questo fenomeno.

I risultati dello studio confermano, su larga scala e con l'impiego di un marker biologico, il beneficio prodotto dalla dieta mediterranea sul processo di invecchiamento umano.