Una dieta vegana sembra ridurre il rischio di un tumore alla prostata.

Questo è quanto emergerebbe da un studio, finanziato dal Cancer Research Fund World (WCRF), portato avanti da alcuni ricercatori della californiana Loma Linda University e pubblicato recentemente sull’“American Journal of Clinical Nutrition”.

La ricerca, anche se sostenuta in buona parte da organizzazioni avventiste, ben note per essere “ultravegetariane” o vegane, è un lavoro molto importante e pesante che ha coinvolto 26 mila e 346 uomini studiati cercando di analizzare, nel modo più preciso possibile, il rapporto tra carcinoma della prostata, diete non vegetariane (consumo libero di carne), diete semi-vegetariane (consumo molto limitato di carne), diete latto-ovo-vegetariane (consumo di prodotti lattiero- caseari e uova ma non di carne), diete pesco-vegetariane (consumo di cibo a base di pesce) e diete vegane (consumo di cibi senza prodotti di origine animale).

 

    

 

In estrema sintesi, su oltre 26 mila uomini studiati, sono stati riscontrati 1079 casi di cancro alla prostata, e di questi solo l’8% proveniva dal gruppo dei vegani; fatte tutte le correlazioni possibili e le correzioni dei vari fattori in gioco (gruppi etnici, fattori socio culturali ed altro) le diete vegane sembrano dimostrare un'associazione protettiva, statisticamente significativa, capace di ridurre il rischio nell’avere un carcinoma della prostata.

Secondo il Cancer Research Fund World, scegliendo una dieta vegana a base di cereali, verdura, frutta, noci e soia, il rischio di avere, in futuro, un cancro alla prostata potrebbe essere ridotto del 35%.

 

    

 

Oltre ad evitare il consumo di carne i nostri ricercatori raccomandano ancora di utilizzare con molta parsimonia anche prodotti di origine lattiero-casearia come latte, formaggii, yogurt ed altro.

Dopo il lavoro pubblicato sulla rivista “JAMA Internal Medicine” nel mese di marzo dello scorso anno, che ha mostrato come una dieta vegetariana può ridurre il rischio di incorrere in un cancro colon-rettale del 22 %, questo nuovo studio sembra essere un’ulteriore conferma della necessità di ridurre in modo deciso il consumo di proteine e grassi di origine animale.

Non dimentichiamoci poi che, dati riferiti dall’American Cancer Society, il carcinoma della prostata corrisponde al 27% di tutti i casi di cancro tra gli uomini adulti ed è il secondo tumore maschile per la sua frequenza.

 

Fonte:

http://ajcn.nutrition.org/content/103/1/153.abstract

Altre informazioni:

http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/200-malattie-prostata-stili-vita-prevenzione-nuove-indagini.html

http://www.medicitalia.it/salute/prostata