In futuro ci attende una pandemia di cataratta?

Dr. Luigi MarinoData pubblicazione: 13 ottobre 2014

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Una pandemia di cataratta, miopia, maculopatia, dry eye, glaucoma...

Tra 20 anni la cataratta, la malattia che rende opaca la vista avra’ una diffusione esponenziale tanto da divenire una vera e propria pandemia.

E’ questo il grido di allarme del massimi chirurghi specialisti oculisti che si sono incontrati a Milano durante il 36° Congresso internazionale di chirurgia della cataratta e refrattiva (videocatarattarefrattiva 2014).

Ma non è solo la cataratta a registrare una impennata vorticosa: la miopia giovanine, la sindrome dell’occhio secco (DES) il glaucoma e la degenerazione maculare legata all’eta’ che si stima avranno un aumento che va dal 40 al 70 per cento.

Queste le previsioni che i migliori chirurghi oculisti nel mondo hanno stimato redigendo un documento per la rivista Ocular Surgery News (la rivista di oftalmologia piu’ diffusa al mondo) che e’ stato presentato a videocatarattarefrattiva 2014 e che stigmatizza la situazione attuale nei paesi piu’ industrializzati al mondo, tra cui naturalmente anche l’italia.

Il documento frutto di una indagine durata mesi rappresenta la situazione drammatica che i servizi sanitari sono chiamati ad affrontare.

Le cause sono plurifattoriali, dalla alimentazione, agli stili di vita, alla dipendenza da videoterminali, tablets, smartphone, ai danni da raggi ultravioletti e da luce blu.

Forse è ora di mettere in atto tutte le precauzioni possibili per preservare la salute dei nostri occhi!

Autore

luigimarino
Dr. Luigi Marino Oculista, Medico legale

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1983 presso Università degli Studi di FIRENZE.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 35175.

1 commenti

#1
Dr. Luigi Marino
Dr. Luigi Marino

Come evitare complicanze durante intervento di cataratta
21.10.2011 2215 1
Prof. Luigi Marino

modifica testo
3
Uno studio recente pubblicato su Journal of cataract & Refractive surgery di ottobre 2011 afferma che più tempestiva e precoce è l'asportazione di un cristallino catarattoso e minori sono i rischi di rottura capsulare.

Lo studio che sfrutta i dati dello SWEDISH NATIONAL CATARACT REGISTER valutando tutti gli interventi di cataratta eseguiti in SVEZIA dal 2002 al 2009 indica nel 2.09 per cento le rotture o complicazioni della capsula del cristallino.

La percentuale diminuisce dal 2002 al 2006 stabilizzandosi dal 2006 in poi.



Gli Auturi affermano che la riduzione di complicanze è legato al fatto di operare cataratte meno mature o meno complicate.

Di pari passi bisogna sottolineare l'enorme sviluppo che hanno avuto in questi anni i nuovi facoemulsificatori sino ad arrivare all'arrivo del Femtosecondi nella chirurgia della cataratta (Lucio Buratto, videocataratta refrattiva 2014).

Naturalmente bisogna sottolineare che anche il glaucoma, la presenza di retinopatia od altre manifestazioni oculari legate al diabete e l'età del paziente, sono parametri che influiscono in maniera concausale nel rischio di complicanze da rottura capsulare del cristallino.

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