Il fenomeno "bullismo". Sono tutti vittime

Dr.ssa Alessandra D'AlessioData pubblicazione: 17 febbraio 2016Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2016

Il bullismo è una forma di violenza che si manifesta in ambito scolastico ed in quel luogo va affrontato. La sua particolarità è che si tratta di un comportamento sociale di tipo violento perpetrato da bambini e tra bambini anche molto piccoli.

Il bullismo in quanto fenomeno nasconde delle grosse fragilità sopratutto in chi lo esercita; purtroppo chi lo subisce è condannato ad una profonda sofferenza. E questa è la migliore delle ipotesi.

In alcuni casi il bambino vessato, provando un forte sentimento di vergogna e non avendo gli strumenti per affrontare “il branco”, può ricorrere anche a dei gesti estremi.

Ma perché ci sono bambini con l’esigenza di riunirsi in piccoli branchi con l’obiettivo di perpetrare violenza? Cosa li muove? La risposta non è univoca, le ragioni sono le più disparate ma il risultato è la decisione, a partire dalle proprie ragioni personali e aggiungeremmo familiari, di “darsi un nome”, di sperimentare un sentimento di potenza attraverso la violenza a discapito di un malcapitato.

Le letteratura ritiene il bullismo un fenomeno di devianza e vorrei riprendere il termine “devianza” per una riflessione: da cosa deviano questi bambini? Cos’è che li rende così voraci di successo, che tipo di esperienze hanno sperimentato e quali tra quelle sane che avrebbero dovuto sperimentare gli sono state negate?

L' approccio corretto nell'affrontare il fenomeno del bullismo non può prescindere da un assunto: sono tutti vittime.

In questa ottica l' intervento ideale prevede l’individuazione precoce del fenomeno da parte dell’insegnante, l’ascolto del bambino “bullo”, il coinvolgimento della famiglia e la redazione di un piano pedagogico-riabilitativo individuale che abbia come obiettivo quello di analizzare le ragioni profonde che hanno indotto il bambino “bullo” a porsi come tale ed al contempo risanare l’Io del bambino vessato. Tutte queste attività, che sono prima di ascolto e di analisi, e di intervento poi, meritano di essere affrontate ed implementate nella scuola stessa, affinchè tutte le parti coinvolte possano lavorare sinergicamente: ragazzi, insegnanti e famiglie.

Una nota sulla famiglia merita di essere precisata: mettere il genitore nella condizione di prendere coscenza delle proprie pratiche educative, della loro efficacia e della loro eventuale interferenza con le problematiche specifiche del proprio figlio, è il presupposto indispensabile e complementare al successo di qualsiasi trattamento riabilitativo.

 

 

Autore

adalessio
Dr.ssa Alessandra D'Alessio Psicologo, Psicoterapeuta

Laureata in Psicologia nel 2000 presso la sapienza di roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio tesserino n° 10294.

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