Utente 499XXX
Egregi Dottori Buongiorno.

La scorsa settimana mi è stata diagnosticata la presenza di una placca induratio sul pene.
Fino ad ora sono stato visitato da 4 medici specialistici, in seguito quanto riportato da uno dei referti.

"Riscontrata presenza placca di circa 2.5cm per estensione cranio-claudale a livello del 1/3 medio dorsale del pene. Presenza placca ipoecogenica a livello del 1/3 medio dorsale condizionante cono d'ombra posteriore. La lesione nodulare sembra interessare la fascia di buck del CC sinistro condizionandone lieve compressione."
Stando alle foto del pene in erezione la curvatura dovrebbe essere circa 20-30 gradi.

Durante ciascuna delle visite mi è stata fatta un'ecografia peniera, in una di queste anche un ecocolor doppler che secondo il parere dello specialista ha rilevato una funzione circolatoria ancora buona. Sempre durante la stessa ecografia, il medico mi ha rassicurato che la placca è ancora fibrotica e non ha ancora avuto una calcificazione.
La deformazione è molto vistosa e devo ammettere che nelle ultime settimane è peggiorata molto velocemente: in meno di una mese sono passato da piccole palline sull'asta ad una vera e propria placca molto rigida e forse più estesa, non accuso dolori durante l'erezione, ne ho problemi a mantenerla durante i rapporti (qualche problema insorge durante la masturbazione, ma magari dipende da una componente psicologica).

La mia domanda è la seguente: quale tipo di esame può rivelare con certezza se la placca è già calcificata oppure no?

Pongo questa domanda in quanto un altro specialista durante la palpazione ha rilevato una rigidità a suo avviso tipica delle placche già calcifiche, chiedendomi di fare un elastonografia 2D-SWE con valutazione K.p.a. e un penogramma radioisotopico. Esami costosissimi che ha ritenuto fondamentali per identificare correttamente la terapia.

Inoltre volevo chiedere il vostro parere sulle infiltrazioni cortisoniche e/o di verapamil, altra terapia costosissima che mi è stata proposta.


Per il momento sto seguendo una semplice terapia di vitamina E: Peironimev Plus, piascledine e LongLife E1000, una cp/giorno.
L'ultimo specialista che mi ha visto mi ha proposto di quadruplicare la dose di Piascledine, aggiungere 1/cp al giorno di Rigentex e sostituire LongLife con Mirtilli Plus.
A prescindere dagli specifici integratori che ho elencato, vi sembra ragionevole nella mia situazione di passare ad un dosaggio così elevato?

Vi ringrazio anticipatamente di aver prestato attenzione al mio post.

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

per identificare una placca di IPP calcificata basta in molti casi una ecografia ben fatta, utilizzando una sonda lineare.

Le indicazioni terapeutiche ricevute sono poi quelle che usualmente si indicano in presenza di lesioni recenti e non ancora stabilizzate.

Terapie specifiche e mirate purtroppo, da questa postazione, non possiamo darle.

Detto questo si ricordi comunque che sempre la visita medica specialistica in diretta rappresenta il solo strumento valido per poterle dare un’indicazione mirata e poi eventualmente una prospettiva terapeutica corretta e che le informazioni fornite via internet vanno sempre intese come meri suggerimenti clinici e di comportamento.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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