Utente 527XXX
Buongiorno,

Una premessa: sono più che certo che il mio problema abbia quantomeno in parte natura psicologica, ho già fissato un appuntamento con una psicologa per questo martedì. Vi scrivo per svariati motivi, fra cui valutare se sia il caso di farmi visitare da un andrologo, nonché chiedervi consiglio riguardo le modalità per farlo al minor costo possibile.

Ciò detto, ho 26 anni, è da poco finita una relazione che nonostante fosse a distanza e sia durata due mesi, mi ha creato non pochi problemi a livello sessuale. Ma andiamo indietro di qualche anno, prima: da che ho memoria ho sempre avuto enormi difficoltà ad avere orgasmi durante rapporti reali, nonché problemi di scarsa sensibilità agli stimoli genitali. Mai avuto problemi nella masturbazione, né nelle erezioni spontanee o in quelle autoindotte. Certo di tanto in tanto qualche difficoltà la ho, ma nulla di preoccupante. Sospetto si tratti della tendenza che ho sempre avuto a vivere la sessualità più virtuale che reale, pornografia, videogiochi, fantasia. Ho sempre frequentato ragazze più giovani, anche di molto, dunque il sesso è sempre stato messo in secondo piano. La mia tendenza è masturbarmi 5/6 volte al giorno, penso si possa parlare di comportamento compulsivo in quanto non riesco a decidere di non farlo, perché le sensazioni fisiche che provo costantemente sono troppo forti da sopportare. Seppure in passato si sia trattato di qualcosa di sopportabile con un po' di impegno (che non ho mai messo), ora la cosa è ingestibile. Passo gran parte della giornata con quella stessa identica sensazione che si proverebbe stando magari una serata intera flirtando con una bella ragazza, sento un grado tale di eccitazione da aver assolutamente bisogno di "liberarmi", questa è la parola giusta. È un fastidio, sono sensazioni invadenti, forse le percepisco come tali perché devo farlo da solo, o forse perché durano veramente tutto il giorno, tutti i giorni da quando la storia è finita. E seppure io non provi dolore al momento, ci sono state svariate occasioni in passato in cui, previo tempo speso assieme alla fidanzata di turno, il senso di eccitazione mutava in dolore sempre e comunque al testicolo destro, sempre nello stesso punto, ovvero nella parte inferiore. Il dolore passava con la masturbazione, o talvolta potevo alleviarlo anche defecando, cosa che mi fa pensare che forse quel dolore fosse dato dalla somma di più fattori. Ciò che vi chiedo non è una diagnosi chiaramente, vi sto scrivendo più che altro come sfogo, per chiedere qualche tipo di consiglio (non so nemmeno io cosa voglio sentirmi dire), e per cercare più o meno consciamente la sicurezza che il mio non sia un problema grave, che sia qualcosa di già visto e che vi sia soluzione. Ci sono anche altri fattori in gioco, come ad esempio il fatto che al momento ho difficoltà a raggiungere l'orgasmo anche da solo a meno di non dirigere i miei pensieri a questa ragazza o ad altre fantasie sgradite, quindi sono davvero in difficoltà.

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Dr.ssa Nicole Romeo

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Da ciò che riferisce emerge un quadro clinico ossessivo compulsivo marcato che compromette il funzionamento sociale relazionale e la qualità della sua vita dunque.
Il pensiero è focalizzato su specifici contenuti che pervadono e invadono.
Le compulsioni masturbatorie ( la debilitano e non riescono ovviamente a detendere questo perenne stato di ansia )
Le consiglio di rivolgersi a specialista psichiatra psicoterapeuta ,poi ,con l'aiuto di tale specialista ,durante le terapie del caso , a consultare un andrologo sessuologo.
E le consiglio di non perdere tempo con altre figure professionali che non siano medici.
Il problema è complesso...ma risolvibile.
Cordialità
Dr.ssa Nicole Romeo
Medico Chirurgo
Specializzata in Psichiatria
Specialista Psicoterapeuta