Utente 309XXX
Egr.Dr.
Sono un maschio di 60 anni. Nel 2008 ho avuto una occlusione del Tronco Comune trattata in tempo con Stent non medicati. Il cuore non ha subito necrosi.
Evento simile si è verificato ad ottobre 2016 dopo una angina. Sottoposto a coronarografia mi era stato consigliato l'intervento tradizionale di by-pass. Fatta una ricerca ed inviato il risultato presso un altro centro di eccellenza, sono stato ricoverato per eseguire nuovamente la coronarografia, ma questa volta con l'inserimento di due steant medicati, intervento perfettamente riuscito. La mia domanda: Come mai il primo centro non è riuscito ad inserire gli stent consigliandomi l'intervento invasivo? Forse dipende dall'esperienza del centro? Nel caso fosse possibile in futuro intervenire chirurgicamente, è possibile eseguire l'intervento a cuore battente o con le nuove procedure mininvasive intervenendo tra le costole?
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Diciamo le cose come stanno.
La stenosi del tronco comune e' una patologia gravissima e l'esecuzione di una PTCA con stenting e' ad elevatissimo rischio in quanto nel momento del gonfiaggio del palloncino si esclude sia la discendente anteriore che la circonflessa con il rischio di un infarto molto esteso e spesso mortale.
Sono contento che lei sia riuscito a farlo con ottimo risultato.

Sperando che lei , sia riducendo il peso , sia con gli ottimi farmaci a disposizione , l'astensione totale dal fumo attivo e passivo, con una attivita fisica quotidiana (camminare almeno un'ora la giorno) lei non abbia bisogno di ulteriori interventi, posso rispondere alla domanda come segue:

se dovessi io operarmi nella situazione sua per un BPAC sceglierei il modo tradizionale che e' molto piu' agevole per il chirurgo e permette risultati eccellenti.
La differenza tutto sommato , rispetto alla miniinvasiva a cuore battente sarebbe solo una cicatrice piu' ampia sul torace, che alla mia eta' (che e' poi la sua) per me davvero non sarebbe un problema.

La saluto

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#2] dopo  
Utente 309XXX

Egr. Dr. Non avrei problemi di cicatrice più estesa. L'unico problema riguarderebbe l'apertura dello sterno e la degenza molto più lunga.

[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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ma veramente in 7 giorni da noi tornano a casa.
Quando mi operai io a 1o anni per ernia inguinale stetti ricoverato 10 giorni.
Cosa pensa di fare nei 2-3 giorni di differenza di degenza...andare a giocare a tennis?.
Sono le cose sciocche del mondo di oggi.
Chi si giova realmente della minitoracotomia sono i pazienti con gravi problemi respiratori, nei quali la sternotomia mediana puo' creare problemi di svezzamento dal ventilatore e di ripresa di una buona funzionalita' polmonare.
Negli altri casi (la maggioranza) a mio parere e' solo una questione di vezzo.

Glielo spiego in parole piu' semplici: supponiamo che lei abbia un problema al tubo che porta la benzina alla pompa la quale la porta ai carburatori ed ai pistoni: lei pensa che il suo meccanico lavorerebbe meglio su quel tubo a motore spento ed a cofano aperto o con il motore in funzione e con un cofano aperto come uno spiraglio?

LA medicina , spesso, e' buon senso.

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#4] dopo  
Utente 309XXX

Le sue parole sono Vangelo.
La ringrazio di "Cuore"