Utente 204XXX
Buonasera in data 15 del corrente mese sono stato sottopost ad ablazione della fibrillazione atriale mediante radiofrequenza procedura in anestesia generale..

il testo del operazione in se è questo:

" Procedura in ritmo sinusale da febbraio 2017, posiionato catetere duodecapolare in seno coronarico per puntura giugolare interna destra
catetere eco (soundstar) in atrio destro per puntura femorale sinistra catetere mappante decapolare (lasso nav) e catetere ablatore biosense webster thermocool navistar smart touch dopo doppio accesso transettale per puntura femorale destra.
Rilasciata RF a livello dell'antro delle vene polmonari definito con ricostruzione CARTOSOUND fino alla completa scomparsa dei potenziali venosi.
Verificata la presenta di blocco in uscita dalle VP mediante pacing ad alta energia delle stesse.
Eseguita infusione di isoprenalina fino a 20 gamma/minuto per circa 15 minuti senza induzione di aritmie. "


Ora dopo l'ablazione averto un aumento della frequenza.. io avevo a riposo 55bpm ora a riposo sono a 80 (sotto bisoprololo 1,25) questo rialzo è normale?

Il dottore poi mi ha detto che non ci sono altri trigger nel mio cuore che inducano la fibrillazione atriale e questo mi ha dato molto coraggio e fiducia sulla durata di tale intervento nel mio caso di soli 2 episodi in 1 anno. Secondo voi ai fini della durata della risoluzione il non avere trigger è un dato positivo? cioè io avevo la fibrillazione che partiva dalle vene e basta?

Posso chiedere risposta anche sulla procedura se è stata fatta correttamente e scrupolosamente ?

[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo

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Caro signore
direi che la procedura è stata eseguita più che correttamente. E' normale il suo aumento di frequenza post procedurale, che avrà una durata temporanea. Tutto fa pensare che il suo problema possa essere stato risolto.
Cordialità
Dr. Mariano Rillo
Specialista in Cardiologia con Perf. in Aritmologia
Clinica e Elettrofisiologia Interventistica

[#2] dopo  
Utente 204XXX

Salve dottore la ringrazio per la risposta sa per me a 22 anni è stato un passo davvero davvero importante..
Già che ho le possibilità di porre le domande ad uno specialista posso chiederle se quindi il mio problema era nelle vene polmonari?

Io avevo avuto 2 episodi a 7 mesi uno dall'altro il primo con rientro spontaneo ma recidiva precoce e il 2 ha necessitato di CVE elettrica.

Quindi il dottore mi diceva che probabilmente c era qualche substrato o punto che manteneva l'aritmia ma dall'operazione i test provocatori oltre che l'isoprenalina non hanno mostrato alcun trigger nel mio atrio.. e non capisco come mai non rientrasse da sola allora..

Spero da qui ai prossimi 10 anni di stare bene e completare l'università sereno..